Scopelliti per il “caso Fallara” paghi 80 milioni di €

Presentato agli atti il conto che il governatore rischia di pagare in caso di condanna nel processo che ruota intorno alla funzionaria del Comune deceduta. E la cifra è di molto superiore a quella ipotizzata inizialmente. Il processo dovrebbe concludersi giovedì.Mentre ci si avvicina alle battute finali del processo “Fallara” che vede alla sbarra il Governatore Giuseppe Scopelliti emergono nuovi, inediti, particolari. Come quelli relativi al “conto” che l’ex sindaco della città dello Stretto, in caso di condanna, dovrebbe pagare. La richiesta risarcitoria (i cosiddetti danni patrimoniali) avanzata al Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti da parte del comune di Reggio Calabria, parte lesa e civile nel procedimento giudiziario “Caso Fallara”, è di 80 milioni, (così come viene ricostruita nelle varie capi di imputazione che sono stati contestati dagli uffici della Procura della Repubblica) e non di solo 1 milione e mezzo di euro, come era emerso, invece, nelle precedenti fasi del processo. Questa voce, (che inizialmente era stata indicata come la somma prevista complessiva del risarcimento) è invece relativa alla sola richiesta provvisionale (che esclusivamente conteggia il danno non patrimoniale).  La lista delle “spese” che Fiorella Megale, legale dell’ente, attualmente commissariato per ‘ndrangheta e in attesa di sapere se si salverà dal dissesto, insomma, è ben più lunga di quanto finora previsto, ed è composita di tutte le somme previste per come ricostruite nei capi di imputazione. Gli occhi ed i pensieri di un’intera Regione, e non solo, adesso sono tutti puntati al prossimo giovedì 13, agli uffici giudiziari del Cedir di Reggio Calabria.Se Continua a leggere

Il Comune è “decotto” !

REGGIO CALABRIA – Il Comune è “decotto”, il “dissesto deve essere formalizzato”. Non c’è nulla da fare per la Corte dei conti, “nonostante gli sforzi” riconosciuti alla Commissione prefettizia che amministra Palazzo San Giorgio, il piano di riequilibrio finanziario presentato dall’Ente “non è congruo”. La città dello Stretto è stata definitivamente bocciata dalla magistratura contabile in una lunga relazione che non lascia margini di manovra. Ma non è l’unica tegola caduta su Reggio Calabria in queste ore. Alla voragine di bilancio si aggiunge anche la relazione della Prefettura che ha chiesto al ministero dell’Interno di prorogare il commissariamento deciso oltre un anno fa per le “contiguità” mafiose. Il municipio più grande della Calabria, una delle dieci città metropolitane Italiane, è ancora a rischio infiltrazioni da parte della ‘ndrangheta. Schiacciata tra incudine e martella Reggio è in ginocchio sia sotto il profilo economico che della legalità.

Ieri mattina i commissari hanno aperto il plico della Corte dei conti, nel quale si sollecita “l’obbligatoria formalizzazione di un dissesto fattualmente in atto ormai da troppo tempo”. Una scelta necessaria “tanto più che gli incolpevoli cittadini reggini risultano ormai già ampiamente incisi, sul terreno tributario e tariffario, dai provvedimenti assunti in esecuzione del piano di riequilibrio”. In altri termini non ci sono più tasse da aumentare. E se anche i debiti dell’amministrazione fossero inferiori ai 694 milioni censiti a fine 2012, non c’è alcuna possibilità di attingere ad altri fondi ordinari. Una bocciatura pesante sia per l’ex sindaco Demetrio Arena (oggi assessore regionale alle Attività produttive), sia per il suo precedessore Giuseppe Scopelliti (oggi governatore della Calabria) che ha guidato la città dal 2002 al 2010. In questo senso è la stessa Corte dei Conti che ricorda come quasi 196 milioni di debiti provengono “dall’esercizio 2007 e precedenti”. Soldi sprecati di cui si trova traccia sulla richiesta di proroga del commissariamento che è ora sulla scrivania di Angelino Alfano. Denaro finito in una politica di “remunerazione del personale totalmente incompatibile con le possibilità finanziarie del Comune”, e con “eccessivo conferimento di incarichi a soggetti esterni”. Consulenze insomma.

Desta ancora preoccupazione la permeabilità mafiosa. Il Prefetto, Vittorio Piscitelli, trasferito poi ad altro incarico, come ultimo atto ha accompagnato la richiesta di proroga spiegando che è ancora profonda “la collusione delle organizzazione criminali con l’apparato del personale e con il sistema delle municipalizzate”.
Il cerino ancora acceso è a questo punto nelle mani di Alfano. Il ministro dovrà pronunciarsi sulla proroga del commissariamento, tra l’altro, auspicata anche dalla Corte dei Conti. E qui entrano in gioco gli equilibri politici. Per Scopelliti si tratterebbe di una bocciatura politica clamorosa. Il governatore è responsabile dell’organizzazione del Nuovo centrodestra e oggi paradossalmente il colpo più pesante gli potrebbe essere inferto proprio dal capo del suo partito. Un capo a cui, tra l’altro, al momento della scissione del Pdl ha portato in dote praticamente tutti i parlamentari calabresi.

A Reggio nelle ultime 24 ore sono tornate anche le minacce e le intimidazioni. Scopelliti ha denunciato una lettera in cui vengono minacciati di morte i suoi familiari. Un avvertimento dai toni simili è arrivata anche al capo della terna commissariale che amministra il Comune, Gaetano Chiusolo. E sempre ieri si è saputo dell’incendio della macchina di Giuseppe Agliano, ex assessore reggino e fedelissimo di Scopelliti.

In questo contesto in città la tensione è altissima, con i servizi pubblici inesistenti e le tasse alle stelle. Scopelliti ha organizzato per domani un comizio in piazza per chiedere ai suoi di fare quadrato. Sabato è previsto l’arrivo di Angelino Alfano per un’iniziativa a Cosenza dove dovrebbe tenere a battesimo il Ncd regionale. Inizialmente si era parlato di un incontro pubblico anche a Reggio, iniziativa che però avrebbe creato qualche imbarazzo al ministro. ( Da www.Repubblica.it) 

Censimento amaro, il comune non paga!

*di Barbara Latella. A circa una anno dalla conclusione dei lavori di rilevazione inerenti il XV Censimento della popolazione e delle abitazioni indetto e coordinato dall’Istat nel periodo tra ottobre 2011 ed aprile 2012, e gestito a livello locale da numerosi comuni italiani, tra cui il Comune di Reggio Calabria, a mezzo dell’U.O. Statistica e Qualità dei Servizi, pur nella consapevolezza del triste e gravoso momento storico che la nostra città sta attraversando, precipuamente rispetto all’ambito finanziario, ritengo necessario, per quanto in nostro diritto, suscitare quantomeno un minimo interesse – per quanto di questi tempi possa sembrare presuntuoso – rispetto al pagamento dei compensi spettanti ai rilevatori esterni reclutati dallo stesso Comune per lo svolgimento delle operazioni relative.

E già, perché sia pur appartenendo ad una “indifferente” risorsa, una risorsa per così dire “usa e getta”, precaria e costretta ad accettare qualsiasi incarico, per quanto gravoso e sottopagato,molto spesso di gran lunga inferiore a quelli che sono stati i nostri studi e sono spesso i nostri bagagli culturali e professionali, riteniamo doveroso reclamare il rispetto dei nostri legittimi diritti, a fronte di un lavoro svolto con serietà e correttezza, con puntualità e professionalità, nonché grande spirito di sacrificio. Diritti che sino ad oggi riteniamo siano stati abbondantemente mortificati  nel dover elemosinare i nostri compensi, trascorrendo gran parte del nostro tempo tra i vari uffici comunali, dai quali, ad oggi, abbiamo ricevuto solo inutili promesse, puntualmente disattese.

Mi permetto di significare quanto segue oltre che nel mio stesso interesse – in qualità di Coordinatrice Comunale in occasione del Censimento – anche a nome di una rappresentanza dei rilevatori e dei coordinatori :  ragazzi, per lo più laureati, ma anche madri e padri di famiglia costretti a tirare la cinghia a fine mese, che hanno ben poco per potersi permettere di essere “choosy”, ma che ritengono abbondantemente bypassata la soglia di tollerabilità di tali inspiegati e ingiustificabili ritardi. Ingiustificabili soprattutto in ragione del fatto che le somme relative ai nostri compensi, per quanto confermato anche dall’Istat, sono state già da tempo devolute al Comune, affinchè provvedesse alla loro corresponsione. Somme, dunque, “vincolate”, che, a dispetto dei nostri sacrifici, ci chiediamo che destinazione abbiano avuto o, se vogliamo, quale gravosa difficoltà comporti l’iter di accredito delle stesse somme sui nostri conti. Dopo varie e numerose richieste, appuriamo che l’Ufficio Statistica ha provveduto all’emissione dei relativi provvedimenti, per quanto di propria competenza, sia per il pagamento di un acconto del compenso pari al 70% (come già evincibile da delibera comunale n. 3160 del 30.11.2012), sia per il restante 30%, quantificato solo ad avvenuta convalida dei questionari da parte dell’Istat. E allora: quali altri meccanismi, che probabilmente non è dato conoscere, se non in via del tutto approssimativa, ostano ancora al definitivo pagamento???

Notizie più recenti, acquisite anche a mezzo della CGIL da noi interpellata, prevedono che tra circa 15 giorni verranno corrisposti i pagamenti. Tuttavia il competente ufficio comunale riferisce di aver avuto indicazioni rispetto al pagamento del solo 70%, a titolo di acconto. Quanto dovremo attendere poi per poter accedere al restante 30%??? Significherà ripetere nuovamente le stesse trafile, le stesse umili richieste di audizione puntualmente rimandate??? Lottare ancora per ciò che è un nostro sacrosanto diritto, tra i numerosi che ad oggi (primo fra tutti quello al lavoro) siamo costretti a veder violati???Peraltro già dal 2009 alcuni tra gli stessi operatori del Censimento, tra cui la sottoscritta, hanno svolto indagini per il Comune di Reggio e per conto dell’Istat, per le quali, ad oggi, non è stato mai pagato alcun compenso, nonostante regolarmente pervenuto nelle casse comunali e altrettanto “vincolato”!!! E’ legittimo allora chiedersi che fine abbiano fatto anche quelle somme e quando verranno mai corrisposte??? Viviamo in un contesto in cui non è sufficiente adire le vie legali per risolvere i conflitti, perché nonostante tutto, procedere legalmente, allo stato dei fatti significa solo attendere tempi immemorabili nell’utopica speranza di poter veder tutelati, un giorno forse troppo lontano, i propri diritti. Tra le tante strade intraprese, pertanto, riteniamo doveroso tentare anche questa carta, in attesa di ricevere riscontri concreti ad una situazione non più tollerabile né ulteriormente procrastinabile.Gran parte delle somme che riceveremo, peraltro, paradossalmente tornerà nelle casse del comune, a fronte dei numerosi aggravi tributari imposti di recente. Potremmo domandarci e soprattutto domandare a chi di competenza come far fronte a tali richieste di pagamento, se per ottenere quanto ci spetta dobbiamo “supplicare” ciò che ci spetta di diritto! Pagare, dunque, al nostro stesso creditore???Non è un caso isolato il nostro, è chiaro… la città ha ben altri e più gravi problemi, no??? Ma è assolutamente doveroso che chi ne ha  il potere ed i mezzi per poter provvedere, prenda in esame anche la nostra questione, per troppo tempo sottaciuta. *Coordinatrice del progetto.

Terzo settore e coop. sociali

la protesta del terzo settore in piazza italia

Oggi, per l’ennesima volta nel giro di pochi mesi, come ho fatto in altre occasioni, ho portato la mia personale Solidarietà alle cooperative sociali e ai rappresentanti del terzo settore reggino che per l’ennesima volta sono scesi in piazza a protestare.Una scena già vista decine di volte negli ultimi cinque anni , una situazione che fa male al cuore . Vedere nei volti dei lavoratori la rabbia ,la delusione , la mortificazione di vedersi negato più volte un diritto sacrosanto : la retribuzione per un servizio prestato.Allo stesso tempo dispiace vedere  gli utenti che usufruiscono dei loro servizi preoccupati per il futuro dei servizi stessi .Fa male ,dicevo, perché tutto si può sopportare in questa città ( e tanto abbiamo sopportato) ma non si può restare impassibili di fronte all’affossamento di servizi delicatissimi quali l’assistenza anziani, ai disabili ai bambini. Il trasporto degli stessi,il recupero di soggetti in difficoltà etc.. etc.. Li ricordo,durante le scorse consiliature,  a fare ore di anticamera davanti all’ufficio tesoreria del comune per non essere ,a volte, neanche ricevuti, a piatire le spettanze. Puntualmente  rimandati o ,al momento della protesta, sedati con briciole di pagamenti che non risolvevano il problema. Palliativi sono stati i tavoli tecnici,le commissioni permanenti ( mai attivate) e quant’altro è stato promesso.E’ questo  il trattamento riservato dalle ultime amministrazioni al terzo settore, non è propaganda  sono dati di fatto.Credo che i commissari debbano comprendere fino in fondo che in una città come la nostra questo settore rappresenta una fetta importante, basta pensare che il numero degli operatori è superiore ai dipendenti delle due società miste più importanti,senza contare che ,senza il loro operato, una parte della città si ferma ,regredisce e le famiglie degli utenti  vanno in grave sofferenza sociale prima ed economica poi.Penso ,quindi, come detto più volte dalla mia parte politica che si debba riservare un canale prioritario ,preferenziale,  a chi si spende ogni giorno con grande dignità per assistere gli altri, a chi pur mortificato  ha sempre garantito i servizi essenziali.A mio avviso le misure che, certamente, saranno messe in campo dai commissari per alleviare le sofferenze  delle cooperative sociali devono essere la base di partenza per la futura classe dirigente della città che faccia  diventare questi servizi  settori strategici della nostra comunità , che possano essere allo stesso tempo opportunità di lavoro per molti e garanzia di assistenza certa per tanti.Questo è il sentimento che sta nelle corde del centrosinistra  che con i suoi rappresentanti è  sempre stato accanto a questi uomini e queste donne ,manifestando con loro e cercando di mettere in campo ( vedi regolamento sul terzo settore) iniziative utili alla causa.Un appello quindi alla sensibilità dei commissari che hanno in questo senso un delicatissimo compito che di certo non possono trascurare. Un augurio per un proficuo buon lavoro e un in bocca al lupo a tutti gli operatori affinché il nuovo anno porti semplicemente la normalità. Demetrio Delfino Partito Democratico