Lotta all’aids

Da Calabriapost. Il fatto che non si muoia più di Aids, non vuol dire che la malattia sia scomparsa. È uno dei grandi problemi della società moderna: finita l’emergenza, finisce l’attenzione che ad essa si dedica sia dal punto di vista mediatico che istituzionale. Come spesso accade, infatti, il problema –in questo caso il virus- non viene debellato ma grazie alla ricerca se ne è ridotta la mortalità; il problema però rimane e, visti gli ultimi dati, il numero dei nuovi casi di HIV non accennano a diminuire. Il problema alla radice di questo continuo aumento di individui contagiati, è la mancanza di informazione. Proprio per questo, è stata istituita la  Giornata Mondiale contro l’HIV, che si terrà il 1 dicembre. 

Per l’occasione, in collaborazione con  la Presidenza del Consiglio Comunale di Reggio Calabria e con l’Unità Gestionale HIV/AIDS del reparto Malattie Infettive del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, l’Agedo di Reggio Calabria, promuove  un Convegno Nazionale dal titolo: “Un’onda ci unisce contro le malattie sessualmente trasmissibili” che si svolgerà in contemporanea a Milano e Roma. L’iniziativa è stata presenta, questa mattina, a Palazzo San Giorgio, dal Presidente del Consiglio Comunale Demetrio Delfino, dalla Presidente della commissione comunale per le pari opportunità Michela Calabrò, dal presidente Arcigay Calabria Lucio Dattola e dalla presidente Agedo Mirella Giuffrè. L’iniziativa si pone come obiettivo, quello di promuovere una forte campagna informativa su HIV/AIDS e sui rischi di trasmissione, ma anche quello di analizzare ed abbattere lo stigma, i pregiudizi e gli stereotipi circa le persone che vivono con l’HIV.

Da sempre sensibile alle iniziative di tipo sociale che coinvolgono i ragazzi, il presidente Demetrio Delfino, si dice “particolarmente felice di poter ospitare presso la Sala del Consiglio Comunale di Reggio, un’iniziativa così importante, perché mi ricorda e, deve ricordare a tutti, la lotta che negli anni si è portata avanti per sconfiggere questo virus e quanto ancora, dobbiamo fare perché i nostri figli conoscano le conseguenze di avere rapporti non protetti”. Infatti, è proprio ai più giovani che è dedicata la giornata del 1 dicembre, con esperti che, spiega Giuffrè, “ai quali è stato espressamente chiesto di non presentare relazioni di tipo accademico, ma di prediligere il dialogo con i ragazzi”. Perché è questo il vero punto sul quale porre l’attenzione, “in questa occasione, infatti, i ragazzi potranno trovare risposte a dubbi, curiosità che ne la scuola ne la famiglia riesce a soddisfare”. La lotta alla non settorializzazione della malattia, aggiunge Dattola, “nasce proprio con l’Arci negli anni ottanta, per far si che non si pensasse che l’HIV fosse il virus degli omosessuali. Questo virus non ha sesso. Non ha genere. E’ importante che si ritorni a parlare ai ragazzi di contraccettivi, di malattie sessualmente trasmissibili. Che si parli di sessualità responsabile e consapevole”. A questo messaggio fanno eco le parole della presidente Calabrò che ribadisce la gravità della diminuzione di informazione sul tema, ma sottolinea l’importanza del coinvolgimento non da semplici uditori pensato per i ragazzi che saranno coinvolti attivamente.

di Giusi Mauro

Rc 29 novembre 2017

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