#5pianidistoriaecultura, riapre il Museo !

Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria – YouTube.

Sabato 30 aprile 2016 riapre il museo di Reggio Calabria e stavolta al completo con tutti i suoi cinque piani. Un emozione unica che deve inorgoglire tutti i reggini poiché, per le sue straordinarie ricchezze, è da considerarsi fra i Musei più importanti d’Europa. Adesso comincia una nuova sfida per Reggio !

MArRC-Inaugurazione – Primo Piano | Città di Reggio Calabria

MArRC-Inaugurazione – Primo Piano | Città di Reggio Calabria.

 

Sabato 30 aprile 2016  il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) inaugura tutti i livelli dell’esposizione permanente. 

L’apertura al pubblico permetterà ai visitatori di ammirare i reperti conservati a Palazzo Piacentini, con ingresso libero.

Anche nella giornata del 1 maggio 2016 sarà possibile entrare gratuitamente al Museo, in coincidenza con l’iniziativa Mibact #domenicaalmuseo, prevista ogni prima domenica del mese. 
Gli orari di ingresso saranno, per la giornata del 30 aprile, dalle ore 15.00 alle ore 20.00 e per la giornata di domenica 1 maggio dalle ore 9.00 alle ore 20.00 con ultimo ingresso alle ore 19.30.

Oltre ai nuovi allestimenti e ai Bronzi di Riace sarà possibile visitare la mostra temporanea “Olimpo. Dei ed eroi del mondo greco”.

Http://segnaliamo.reggiocal.it

L’Amministrazione guidata da Giuseppe Falcomatà e l’Assessorato Smart City hanno tra i loro obiettivi in materia di Agenda Digitale la promozione della trasparenza della macchina amministrativa e la partecipazione attiva dei cittadini. Nel quadro degli obiettivi citati, l’Assessorato Smart City ha presentato  la Piattaforma “SegnaliAmo Reggio Calabriache consentirà ai cittadini la segnalazione di guasti e disservizi tramite portale web, smartphone e tablet, e profili Social Network collegati, in aggiunta ai canali tradizionali già previsti (Delibera di G.M. 50/2016).

La Piattaforma per il suo carattere sperimentale ed innovativo è stata avviata, come prima implementazione, presso i settori Ambiente, Lavori Pubblici e Pianificazione Urbana e sarà successivamente estesa a tutti i Settori dell’Ente, e resa disponibile alle Aziende di proprietà dello stesso (ad es. Castore e Polluce), nonché alle Aziende aggiudicatarie per lo svolgimento di servizi pubblici (ad es. AVR).

La Piattaforma operativa da oggi in via sperimentale è accessibile all’indirizzo internet ( http://segnaliamo.reggiocal.it ) e disponibile anche in mobilità. È sviluppata in modo da raccogliere tutti i dati in un Registro Unico delle Segnalazioni che viene condiviso tra i vari uffici coinvolti e consente di accelerare l’iter di presa in carico e di lavorazione della richiesta.

L’utente potrà verificare direttamente dalla Piattaforma lo stato di avanzamento dell’iter amministrativo relativo alla gestione della propria segnalazione (presa in carico, ufficio competente, intervento: in corso, in attesa di autorizzazione, completato ecc.) e, se registrato, ricevere delle notifiche push tramite email.
Per consentire agli Organi di Governo e ai Dirigenti di monitorare l’iter amministrativo relativo alle singole segnalazioni sono stati inoltre attivati profili utente differenziati e cruscotti per le analisi delle performance dei settori.

La Piattaforma realizzata, a costo zero per l’Ente, dall’Assessorato Smart City e da Re.Ca.Si., è rilasciata secondo le Linee Guida di design per i siti web della PA rilasciate dall’AgID (http://design.italia.it); è stata progettata per essere ulteriormente sviluppata, aggiornata, implementata ed estesa per aderire alle esigenze future dell’Ente, nel rispetto delle norme di legge vigenti; ed è già integrata al portale Open Data del Comune, che contribuirà ad alimentare con nuovi dati “aperti”.

Domenica “Sì” vota!!

Domenica prossima saremo chiamati alle urne per dare il nostro parere sulle trivellazioni in mare.

Il quesito che si troverà stampato sulle schede è:

Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ‘Norme in materia ambientale’, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ‘Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016), limitatamente alle seguenti parole: ‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale’?”

Dunque chi vuole – in prospettiva –  eliminare le trivelle dai mari italiani deve votare SI, chi vuole che le trivelle restino senza una scadenza deve votare NO.Sostanzialmente si chiede (votando SI) di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Attualmente, infatti, le società petrolifere, in Italia, ottengono tacite concessioni di rinnovo delle convenzioni di estrazione fino ad esaurimento del giacimento. Questo referendum, invece, giacché non si autorizzeranno ulteriori trivellazioni marine, vuole che, a fine concessione si smettano le trivellazioni.Oggi, dopo molto silenzio, si inizia a parlare con più insistenza delle trivellazioni alla ricerca di petrolio, soprattutto quelle che avvengono nei fondali marini, tra i 500 e i 2000 metri di profondità.

Si opera con delle piattaforme mobili di perforazione, vere e proprie città galleggianti che possono essere trasferite da una parte all’altra dell’Oceano.Fino ad oggi i permessi di ricerca già concessi sono 23 sul fondale marino.Le istanze di permesso di ricerca in mare, al 30 settembre 2015 erano complessivamente 41:10 in fase preistruttoria; 23 in corso di valutazione ambientale e 8 in fase di emanazione di decreto di conferimento. Dall’emanazione del “Decreto ministeriale 9 agosto 2013”, sono pervenute 19 nuove istanze: 13 nel mare Adriatico al largo delle coste romagnole, marchigiane, abruzzesi e pugliesi e 6 nel mare Ionio di fronte alle coste pugliesi, lucane e calabresi.

Come sempre, il nemico numero uno dei Referendum è il quorum. Dopo aver rifiutato di accorpare la tornats referendaria alle Amministrative che, dopo poco, si svolgeranno in molte città italiane, dopo velati inviti ad “andare al mare”(!?), pochissimi hanno preso, sull’argomento, posizioni chiare.

Vorrei ricordare semplicemente il terribile incidente avvenuto nell’aprile del 2010 a 50 Km dalle coste della Louisiana, quando una piattaforma petrolifera è esplosa e affondata, provocando una fuoriuscita di greggio nell’oceano di migliaia di barili di petrolio. Nonostante le compagnie petrolifere assicurano di agire in piena sicurezza, il disastro ambientale è, dunque possibile e, sinceramente, credo che la posta in gioco, per regioni come la nostra, che dovrebbero considerare il turismo (e dunque la qualità delle acque) la loro principale ricchezza, sia troppo elevata. Dall’altra parte della bilancia la possibilità di estrarre greggio in modeste quantità, sicuramente insufficienti al nostro fabbisogno rispetto all’enorme potenzialità delle energie rinnovabili e la possibilità di assicurare poche decine di posti lavoro precari, contro l’enorme bacino di occupazioni stabili che porterebbe un reale sviluppo turistico del nostro territorio.

Mi fermo qui nell’esporre i motivi del mio SI al Referendum del 17 Aprile prossimo; vorrei, però, soltanto ricordare ai fautori della “diserzione delle urne” l’importanza dello strumento democratico che ha in Italia il Referendum abrogativo, indetto, oggi, per la prima volta su richiesta delle Regioni. Nove Regioni italiane, tra cui la nostra, spinte da forti preoccupazioni sull’operato delle compagnie petrolifere e preoccupate per le conseguenze ambientali e per i contraccolpi sul turismo, hanno, infatti, chiesto e ottenuto che, sull’argomento venisse fatto un referendum, per dar voce, così, ai cittadini.

Se, dunque, la metà degli italiani non si recasse alle urne, rinunciando ad un importante esercizio di democrazia, il Referendum non sarebbe valido e resterebbe tutto così com’è, con grande soddisfazione delle compagnie petrolifere che, godendo in Italia di bassissima tassazione, continuerebbero a sfruttare i nostri mari fino a data indefinita. L’ultimo mio pensiero è una personale condanna a coloro i quali, esercitando una doppia morale, spingono i cittadini a recarsi alle urne in occasione delle elezioni amministrative, ma poi invitano all’astensionismo o peggio ancora, predicano l’inutilità del referendum.

Demetrio Delfino

Presidente del Consiglio Comunale di Reggio Calabria

PD

Io voto Sì !

di Demetrio Delfino* Nella vita un po di coerenza non guasta mai.In questo caso aggiungerei che condanno l’ipocrisia di chi ,quando ci sono elezioni amministrative o politiche,bussa ad ogni uscio pregando le persone ad andare a votare perchè “il voto oltre ad essere un diritto è anche un dovere”. Oggi invece se ne scordano allegramente dimenticando quanto professato in passato.Chiunque faccia politica,seppur combattuto sul da farsi,dovrebbe semplicemente dire << andate a votare e votate secondo coscienza ma partecipate comunque alla vita democratica ,alle scelte del Paese >>. Gli inviti ad andare al mare di craxiana memoria non li accetto,non li condivido.Boicottare il referendum significa bruciare nel nulla milioni di euro stanziati per effettuarlo. Ed allora io la mia scelta l’ho fatta , andrò a votare e voterò convintamente SI per dieci buone ragioni : 
  • VOTANDO SÌ

    diamo una scadenza certa alle concessioni di petrolio e gas in mare entro le 12 miglia dalla costa. La vittoria del referendum cancellerà l’ennesimo regalo fatto alle compagnie petrolifere grazie all’approvazione della Legge di Stabilità 2016, che permette loro di estrarre petrolio e gas nei nostri mari entro le 12 miglia, senza alcun limite di tempo. Se vince il SI,sarà ripristinata la norma precedente che prevede una scadenza temporale per ogni concessione.

  • VOTANDO SÌ

    non rinunciamo a una risorsa strategica. Il contributo delle attività estrattive entro le 12 miglia sono pari al 3% dei nostri consumi di gas e meno dell’1% di petrolio: quantitativi ridicoli per i nostri fini energetici, a fronte di rischi incalcolabili. Un contributo energetico che è abbondantemente compensato dal calo dei consumi in atto e che non comporterebbe alcun aumento di importazione. Se vince il SI, il popolo italiano dirà che questo gioco non vale la candela.

  • VOTANDO SÌ

    ci riappropriamo del nostro mare. Attualmente, solo le compagnie petrolifere che operano entro le 12 miglia godono del privilegio di concessioni a tempo indeterminato. Nessuna concessione di un bene dello Stato può essere affidata a un privato senza limiti di tempo, come prevede anche la normativa comunitaria. Se vince il SI, sarà ripristinata la data di scadenza delle concessioni e il bene pubblico resterà tale.

  • VOTANDO SÌ

    diamo più forza alle fonti rinnovabili. Le energie rinnovabili coprono il 40% dei consumi elettrici del nostro Paese, sono sempre più efficienti e rappresentano la prima voce di investimento nel mondo. Ad esempio, incentivando ilbiometano, potremmo ricavare una quantità di gas 4 volte maggiore a quello estratto nei mari italiani entro le 12 miglia. Se vince il SI, potremo finalmente puntare sulle rinnovabili e non più sulle fossili.

  • VOTANDO SÌ

    diminuiamo i rischi e abbiamo garanzie sulla dismissione degli impianti. Non dare scadenza temporale alle concessioni vuol dire anche lasciare nel mare piattaforme e pozzi a tempo indeterminato. Questo aumenta di molto il rischio di incidenti. Se vince il SI, avremo la garanzia che Continua a leggere

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