Chiuso anche il campo Coni : inaccettabile!

 Di Demetrio Delfino*.Un’altra tegola sta per cadere sui cittadini che dopo la chiusura di parco caserta , su cui non si hanno notizie ne sui bandi di assegnazione ne sui tempi di riapertura, vedranno anche la chiusura dello storico campo Coni di Modena.Pare notizia certa,infatti, che dopo un sopralluogo dei N.a.s  si sia certificata l’inagibilità della tribuna, il degrado diffuso nei bagni, l’erba alta , la gabbia del lancio del martello pericolante…in una parola tutta la struttura risulta fatiscente.Ricordo che l’arrivo dei commissari ha portato al pagamento dell’accesso del campo ,un tempo gratuito, ed al pagamento di quote annuali alle società sportive che si allenano all’interno. Mi chiedo ,da allora questi introiti dove sono finiti? perchè non sono stati utilizzati per la manutenzione del campo? Non è possibile creare un altro disagio ai tanti atleti che si allenano per gare nazionali ed internazionali, ai bambini , ai disabili allo sport reggino in generale. Chiuso il Coni il campo più vicino sarebbe quello di Gioia Tauro ,improponibile per questioni logistiche ed economiche.Tutto questo è inconcepibile ed inaccettabile l’ennesima beffa alla città è insopportabile. Se i bagni sono da pulire lo si faccia,se l’erba è da tagliare la si tagli, se la tribuna è inagibile si facciano i lavori per renderla agibile. Si utilizzino “somme urgenti” con procedure altrettanto urgenti per appaltare i lavori . Laddove questo non fosse possibile per i debiti lasciati da Scopelliti & c. ,si chiuda la tribuna, i bagni ma non tutto il centro ,la pista deve essere utilizzata da tutti.Successivamente si deve capire chi custodisce la struttura se lo fa in maniera puntuale e magari pensare anche ad un impianto di video sorveglianza per evitare danni futuri.I commissari non devono essere guidati da furia cieca nello svolgimento del loro compito ma devono tenere conto del contesto economico e sociale della città , della carenza di strutture adeguate e del bisogno primario di fare sana attività fisica . Tutto ciò per non far arretrare ulteriormente la città ,ormai stremata dalle vergognose vicende politiche. PalaPentimele chiuso, Piscina comunale chiusa, Parco caserta chiuso, e nessuna  protesta incisiva, sul Coni  è ora di agire tutti insieme per evitare l’ennesima mortificazione cittadina. * Partito democratico

Terreti al tempo di internet

di ROSA CHILA’ – Qualche anno fa un’interessantissima serata di “Tabularasa” venne dedicata al tema: “Libertà e media dal Maghreb alla Cina. E’ internet l’ago della bilancia?”.Per fortuna internet non funziona come talune lucine di Natale che se se ne fulmina una non funziona tutto il filo!E per fortuna, dal Maghreb alla Cina, il bacino delle utenze si conta sull’ordine del miliardo perché, se così non fosse, la serata di Tabularasa avrebbe dovuto affrontare la fastidiosa questione dell’impatto dei piccioni viaggiatori contro i segnali di fumo!Ciò posto, in data 30.10.2012 il sito della Regione Calabria divulgava questa notizia:“Nei giorni scorsi è stato collaudato il collegamento in fibra ottica dalla frazione di Terreti (Reggio Calabria) alla centrale telefonica di Reggio Campi. La posa dei cavi in fibra ottica, 48 fibre su una lunghezza di oltre 9 Km …” Sembrava tutto fatto e si attendeva giorno dopo giorno l’arrivo di qualche operatore con l’offerta di un contratto. Invece sulla vicenda è ripiombato il silenzio più assoluto.Sarebbe anche bello, ma forse è ultroneo, se, oltre a ciò che si fa, qualche volta si informasse la cittadinanza anche su ciò che non si riesce a fare.Un comunicato lapidario, nulla di più, perché so bene che le discussioni non sempre sono proficue.L’altro giorno dopo aver visto quando mi costa sforare le mie dieci ore di collegamento quotidiano ad internet e dopo aver sentito qualche lamentela sul segnale fornito da un operatore che opera “nelle aree dove non arrivano gli altri operatori” decido di scrivere al Ministro per lo Sviluppo Economico alla ricerca di qualche notizia.Per la verità, forte del fatto che con i cittadini non si parla, ero sicura che non avrebbero mai risposto.Ed invece, molto garbatamente, hanno inviato una mail circostanziata.“…. il “Comune” di Terreti oltre all’intervento infrastrutturale, data la scarsa appetibilità del territorio per gli operatori di telecomunicazioni, beneficerà anche del modello ad incentivo previsto dalla seconda fase del Piano nazionale banda larga”Mi sono sentita uccisa. Dal Maghreb alla Cina questo territorio è di scarsa appetibilità per gli operatori delle telecomunicazioni!Cioè, mi hanno detto che c’è una fibra ottica là, pronta e nessun operatore delle comunicazioni ne vuole avere a che fare!La prima cosa che mi è venuta in mente è la contraddizione rispetto alle continue telefonate volte alla ricerca di un cliente. Una ricerca capillare per aggiudicarsi un contratto o per strappare un utente al concorrente con offerte vantaggiosissime!Però, mio malgrado, devo prendere atto che il bacino di utenze forse veramente non è sufficiente ad attirare l’interesse dell’operatore delle telecomunicazioni.A titolo meramente esemplificato e non certo esaustivo, ma per favore! Non venite a dirmi che qui ci sono meno probabili utenti del Valanidi o di Vinco o di Vito o di Gallina! Però lo spiraglio c’è.Riporta, tra l’altro, la mail ricevuta:“Si beneficerà anche del modello ad incentivo previsto dalla seconda fase” e per ottenere questo è stato già pubblicato un bando grazie al quale verrà eliminato il digital divide nella Regione Calabria.“ Saranno coinvolti in tutto o in parte 203 comuni calabresi tra cui appunto il “Comune di Terreti”.Gli Continua a leggere

Pista ciclabile,ultima vergogna del modello reggio

locandina da facebook

sul marciapiede viale calabria

 A volte, anche quando le vecchie giunte ormai “ci hanno lasciato”, le cattive gestioni protraggono ed espandono i loro effetti nel futuro. Il “modello Reggio”, ad esempio, fa sentire i suoi effetti, in ultimo, nel recente progetto della pista ciclabile. Ciò che nelle altre città si fa da anni, da noi diventa impresa e progetto complicatissimo nonché dispendioso. Il progetto, presentato nell’agosto del 2012 dall’allora Sindaco della città  Arena, insieme con l’Assessore ai Lavori pubblici  Morisani e al Dirigente di settore, risulta ad oggi quasi ultimato. Il percorso prevede l’inizio della corsia ciclabile sulla parte bassa del Lungomare Falcomatà, in corrispondenza con l’ingresso del Lido Comunale, un tratto  costeggia il litorale poi sale sul ponte Calopinace ed attraverso il Viale Calabria avanti sulla via Padova fino all’area della Capannina. Un totale di circa otto chilometri. Evidenti però sono i limiti. Limiti che derivano dalle caratteristiche progettuali dell’opera, da scelte discutibili 

calopinace con via Galvani

davanti cancello leonia

incrocio via mercalli

che riguardano sia il percorso che i materiali di arredo utilizzati, e certamente, da un mancato confronto con la città e le  Associazioni competenti, che avrebbero potuto fornire un valido contributo progettuale per la realizzazione dell’opera. Una pista discontinua su lunghi tratti, che attraversa numerosi incroci pericolosi,traverse e addirittura accessi per mezzi pesanti ( vedi cancello entrata e uscita mezzi della Leonia) con blocchi di cemento  che possono essere fonte di pericolo sia per gli automobilisti che per gli stessi ciclisti. A completare l’opera ci si è inventati l’incomprensibile ed insensato passaggio della pista sul marciapiede del Viale Calabria occupandone tutta la carreggiata e ostacolando l’accesso ad negozi adiacenti.Ci si è limitati a dipingere di rosso tutta la carreggiata, ed ecco trasformato un marciapiede in pista ciclabile! Mi chiedo, quindi, se, per definizione per pista ciclabile (o percorso ciclabile o ciclopista) si intende un percorso protetto o comunque riservato alle biciclette, dove il traffico motorizzato è escluso, il cui scopo è separare il traffico ciclabile da quello motorizzato e da quello pedonale, che hanno velocità diverse, per migliorare la sicurezza stradale e facilitare lo scorrimento dei veicoli ,in quali punti si può accostare la pista della nostra città con questa

incrocio via edison

incrocio viale galileo

tre incroci in 30 mt

definizione. D’altronde, ai nostri amministratori non molto chiaro è anche il concetto di marciapiede, giacchè esso dovrebbe essere uno spazio sopraelevato posizionato al lato di una strada, riservato al transito ed allo stazionamento dei pedoni. Dopo aver chiaro il significato delle due “opere pubbliche” mi chiedo dove debbano passare pedoni, passeggini e disabili. Due le opzioni: utilizzare i “marciabici” rischiando di essere investiti dalle bici, oppure scendere in strada rischiando di essere investiti dalle auto. Non si sarebbe potuto evitare questo paradosso già dalla fase progettuale? Non si sarebbe potuto evitare il passaggio con incroci pericolosi, entrate di cantiere e marciapiedi?? La pista ciclabile a Reggio la vogliamo tutti ma francamente con una spesa di due milioni di euro ci si sarebbe aspettato qualcosa di più. Il mio invito ai commissari, ai dirigenti di settore ed ai progettisti è che si operi “in corsa” per rimediare ad errori progettuali o di realizzazione ,evitando così l’ennesima figuraccia! Demetrio Delfino ( ex Cons.Comunale Pd)