Contributo affitto 2014 …scadenza 14 aprile

Concessione contributi ad integrazione dei canoni di locazione per l’anno 2014;Scadenza: 14.04.2014 ore 12:00.Il Settore Politiche Sociali comunica che in data 12 marzo 2014 è stato pubblicato all’Albo Pretorio on-line del Comune di Reggio Calabria al n° 1422, Bando Pubblico per la concessione di contributi ad integrazione dei canoni di locazione Legge 431/98 – Fondo Nazionale per il Sostegno all’accesso alle Abitazioni in Locazione – Anno 2014.La domanda dovrà, PENA L’ESCLUSIONE, essere presentata entro il 14 aprile 2014 alle ore 12:00, con le seguenti modalità alternative:

  1. al Segretariato Sociale presso le Circoscrizioni territoriali o al protocollo del Settore Servizi alla Persona sito presso Palazzo Ce.Dir. corpo H piano I – Via S. Anna II tronco – 89128 Reggio Calabria, tramite consegna brevi-manu dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09:00 alle ore 12:30 – Martedì e Giovedì dalle ore 15:30 alle ore 17:00; all’atto della presentazione con tale modalità verrà rilasciata dal personale all’uopo incaricato apposita ricevuta;
  2. tramite Raccomandata A.R. indirizzata al Settore Servizi alla Persona – Welfare e Famiglia – Palazzo Ce.Dir. corpo H piano I – Via S. Anna II tronco – 89128 Reggio Calabria.

Le domande dovranno pervenire perentoriamente entro il termine di cui sopra. Per le domande spedite a mezzo raccomandata non farà fede il timbro dell’ufficio postale accettante.

Per scaricare  la domanda clicca qui:

http://www.demetriodelfino.it/wp-content/uploads/2011/07/domanda-contributo-affitto-2014.pdf

Per il bando invece andare su home page e poi cliccare su “documenti”

SCOPELLITI CONDANNATO A 6 ANNI

Per il governatore scattano interdizione e incandidabilità!

di GIOVANNI VERDUCI. La sentenza per il presidente della Regione Calabria arriva al termine di una lunga giornata d’attesa che era iniziata con il rifiuto di acquisire nuovi atti della difesa. Condannati anche i tre ex revisori dei conti di Palazzo San Giorgio.REGGIO CALABRIA – La sentenza viene pronunciata poco dopo le: il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, è stato condannato a 6 anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici nel processo che lo vedeva imputato, oltre a tre revisori dei conti, nell’ambito dell’inchiesta sul bilancio del Comune di Reggio Calabria. Per l’ex sindaco l’accusa formulata era abuso d’ufficio. E la condanna superiore ai due anni di reclusione per i reati contestati, in base alla “Legge Severino”, comporta la sospensione per 18 mesi dal consiglio regionale e a questo punto Scopelliti è fuori gioco anche rispetto ad una ricandidatura, a meno che non dovesse sopraggiungere una sentenza di secondo grado di assoluzione. Per il presidente della Regione, che non era presente in aula al momento della lettura della sentenza, a questo punto si apre un nuovo scenario politico.Condannati anche i tre revisori dei conti dell’epoca (Carmelo Stracuzzi, Domenico D’Amico e Ruggero De Medici) di Palazzo San Giorgio, accusati di falso ideologico. La vicenda giudiziaria è legata alle autoliquidazioni che avrebbe fatto l’ex dirigente dell’Ufficio finanza del Comune di Reggio, Orsola Fallara, suicidatasi nel 2010. Scopelliti dovrà anche risarcire 120mila euro.Per i tre revisori l’accusa chiedeva la condanna a 4 anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici.Ma la condanna è stata ancora più pesante. .Il pm Sara Ombra aveva chiesto pene esemplari: cinque anni e l’interdizione dai pubblici uffici. 

Collegamento da Sbarre c. a Sbarre sup : ripartono i lavori

work in progress

Di Demetrio Delfino*.Esprimo soddisfazione per la ripresa dei lavori dell’ ormai famosa strada di collegamento tra via sbarre centrali-via sbarre superiori e via la boccetta.La tanto agognata traversa sta per essere ultimata alleviando così le sofferenze di tanti automobilisti che quotidianamente congestionano la via principale ossia via sbarre centrali poiché ,fin adesso, non c’erano vie di sbocco alternative. Una vicenda lunga e burocraticamente complicata ha fermato per anni i lavori di cantiere.Adesso che lo sbocco sta per avere un lieto fine l’auspicio è che l’iter sia seguito dall’amministrazione con l’attenzione che necessita affinché non ci siano ulteriori rallentamenti. Da risolvere ,parallelamente,c’è anche la questione del signor Amaddeo  che da anni a causa dei lavori non riesce ad accedere ad una abitazione di sua proprietà in quanto la ditta aveva rimosso la scala che ne permetteva l’accesso.Uno dei tanti risvolti di questa grottesca vicenda che si spera venga risolto da subito. Tornando all’opera pubblica l’auspicio è quello che sia l’inizio di un’era di riqualificazione per tutto il quartiere di Sbarre che fin qui è stato lasciato all’abbandono e all’incuria.Numerosi sono ,infatti, gli esempi di scempio pubblico tra cui gli ex rioni minimi Guarna e Caridi, l’ex rione Ceci, l’Ex 208 …tutti  ex quartieri che le recenti amministrazioni non hanno saputo ne rinominare nè riqualificare.*già  consigliere comunale Pd

Questione Ospedale “Morelli”

L'Ospedale Morelli

E ci risiamo, ormai è la solita solfa, ma almeno vogliamo sperare si tratti anche stavolta della ciclica bufala che si ripete  “ Corsi e Ricorsi storici “. Sembra una bufala ma sin tanto che non sarà smentita anche stavolta la preoccupazione è tale e tanta che un brivido percorre la schiena di  chi ha care le sorti dell’Eugenio Morelli, struttura Ospedaliera da sempre allocata nella zona Sud della  città  di Reggio Calabria.E’ da molto tempo (circa 20 anni, poco meno poco più) che osserviamo, con la dovuta attenzione, le mutazioni con Cambio Destinazione d’Uso dell’Ospedale Morelli, oggetto dell’attenzione di tutti ma da nessuno completato e ridefinito. La premiata ditta LO IERO & LO MORO, promette, giura e assicura 10 milioni di euro, ma non fanno in tempo a contarli mentre chi gli subentra ( SCOPELLITI-BELLINVIA) pensa da grande ma non certamente bene, visto che sembra voler proporre l’ennesima riconversione.Questo Ospedale nasce a fine anni ’70 riadattando i padiglioni dell’ex Caserma Cantaffio, altrimenti nota come 208 ed è   Struttura dell’Azienda Territoriale (USL o ASL); è stata l’espressione più alta della stessa Azienda attrezzata nei Servizi di Radio-diagnostica, Laboratorio di Analisi, Reparti di degenze internistiche (Medicina, Pneumotisiologia).Negli anni a seguire l’Ospedale Morelli  veniva accorpato al Presidio Ospedali Riuniti e si dotava di un ulteriore reparto di Medicina e di un  Servizio Autonomo di Cardiologia e, senti, senti di un SAR (Servizio di Anestesia e Rianimazione). Arriviamo, dunque, alla demolizione del vecchio Morelli ed alla riedificazione dell’attuale, mai completato. Si parla di sopprimere ciò che di clinico è rimasto (reparti di ricovero e cure) per costruire un Centro di riabilitazione con annessa  Piscina o attuare Day Hospital e servizi Ambulatoriali di ogni espressione clinica presente ai Riuniti, ed ancora (e questa è l’ultima) di nuovamente ristrutturarlo per concentrare tutti gli Uffici Tecnico-Amministrativi (questo nell’ottica di un risparmio da ricercare in ogni dove per ridurre le spese d’affitto di questo settore).  Le ultime gestioni hanno in comune la confusione e la fantasia, perché? Le soluzioni  proposte, tutte belle, per carità, valide per un Ospedale vero da potenziare, da caratterizzare  non per  il Morelli che ancora oggi Ospedale NON E’.   Ci spiace ripeterci, non per colpa nostra,  ma “ non c’è più sordo di chi non vuol sentire” .Lo abbiamo detto e ripetuto in più circostanze ed è così per logica e non perché lo diciamo noi: un ospedale si costruisce partendo da un nucleo centrale costituito da quelli che sono i reparti e i servizi che definiscono l’area dell’Emergenza: Pronto Soccorso, Chirurgia d’Urgenza, Servizio Anestesia e Rianimazione (SAR), Cardiologia Interventistica, prescindendo da questo non ha senso parlare di ospedaleE questa sarebbe Politica? Ma lasciamo stare. Vogliamo, Dobbiamo risparmiare? Ebbene facciamolo pure ma non riconvertendo ciò che strutturalmente è tutta un’altra cosa e teniamo nella giusta considerazione ciò che è nato con altri scopi, altre destinazioni; non ci conviene anche perché a via di demolire, riedificare, rendere compatibile con quello che vogliamo riconvertire, ristrutturare abbiamo il dovere di risparmiare e non di sprecare.La Politica, la buona politica, raccoglie ed interpreta i bisogni della gente ma da qualche parte qualcuno non ci sente!Anziché inventarsi riconversioni, nuove destinazioni d’uso del Morelli, sarebbe il caso di completare (altro che depotenziare, riconvertire) il Morelli, che nonostante tutto alcuni vorrebbero sclinicizzare,  è oggi la struttura Sanitaria Ospedaliera meglio attrezzata e più funzionale.E’ strano, improduttivo, anzi dannoso non voler vedere il disagio del paziente costretto a peregrinare da ospedale in ospedale nella Provincia o nella Regione, a volte anche fuori Regione. Non dimentichiamo poi che il disagio lo sopporta anche il medico di guardia, in conseguenza del sovraffollamento del Pronto Soccorso. L’afflusso dei pazienti è tale da costringere i sanitari di turno a ritmi elevatissimi. Abbiamo già riferito che in un anno transitano nel Pronto Soccorso 90mila pazienti per cui la prestazione resa è condizionata dal fattore tempo. Si calcola con queste cifre che un sanitario debba visitare un paziente ogni tre minuti.In queste condizioni si ha ancora l’ardire di parlare di riconversione quando è fin troppo evidente la necessità di un altro presidio che sgravi quella pressante situazione (i pazienti in barella per giorni e notti, pazienti dirottati in altri ospedali, prestazioni in emergenza) ci vuole faccia …..  –Reggio Calabria 24 marzo 2014- Pino Galtieri ( ass. dimensione uomo) ; Demetrio Delfino (Partito Democratico)

 

Il 27 Marzo la sentenza…

di MASSIMO ACQUARO – Una spada di Damocle pende sul capo della città. Non quella dello scioglimento per mafia o dell’incandidabilità inflitta con due sentenze ad Arena & co. nei mesi scorsi. Mi riferisco alla spada che pende sul capo di Scopelliti che è molto, ma molto di più di tutto questo. No, caro Direttore, non sto pensando alle piccole e grandi alchimie della politica calabrese: chi ne prenderà il posto in caso di condanna? che fine farà il Ncd di Alfano alle europee? Problemi importanti, ma non quanto una eventuale condanna del Governatore.Mettiamo in fila alcune cose.Reggio è da anni sotto la scure affilata della magistratura, non di quella reggina (nel senso, magistrati di Reggio) che è ormai ridotta a ruoli marginali per varie vicende, ma soprattutto (ossia salvo eccezioni importanti) è sotto l’osservazione di toghe che reggine non sono.Non è accaduto, io credo, per chissà quale complotto della magistratura, ma per conseguenza delle analisi a sfondo antropologico del fenomeno ‘ndrangheta che hanno riassorbito per intero la questione sociale reggina e calabrese in una questione criminale e di ordine pubblico. La responsabilità di queste analisi, almeno quella principale, non è dei magistrati ai quali al massimo si può rimproverare di averla talvolta fatta propria.Sia chiaro: tutto legittimo e alla luce del sole. Il Consiglio superiore della magistratura da circa 20 anni non nomina un reggino a capo del più importante ufficio giudiziario della città, la procura della Repubblica, ed avrà le sue buone ragioni per farlo, visto anche che nessuno, per quanto è dato sapere, se ne lamenta.

Lo scioglimento per mafia e, soprattutto, la sorte toccata ad Arena & co sono però interamente la conseguenza dell’azione da ascrivere delle toghe, senza il cui consenso ovviamente non si muove una foglia su questo versante. L’azione intrapresa contro i buchi di bilancio dell’ATAM o contro la stessa terna dei Commissari per la gestione dei rifiuti in città è solo l’ultimo segnale della trasformazione in reati delle disfunzioni e inettitudini di pezzi della classe dirigente reggina. Per carità ci saranno state certo ruberie – e la sensazione è che non si tratti di ruberie irrilevanti -, ma al momento Reggio è in fondo alle classifiche Continua a leggere

Assegno per Nuclei Familiari e Maternità 2014

Si informa che, per il 2014, è possibile presentare la richiesta al Comune per:

  • Assegno per Nuclei Familiari con almeno tre figli minori
  • Assegno di maternità

ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE CON  TRE FIGLI MINORI ANNO 2014
Si comunica che sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 42 del 20/02/2014 è stato pubblicato l’avviso per l’erogazione dell’assegno per il nucleo familiare, l’assegno consiste in un contributo mensile di € 141,02 (se spettanti) per tredici mensilità con un totale di € 1.833,26 che verrà erogato in due semestralità la prima a luglio e la seconda a gennaio dell’anno successivo. L’assegno può essere richiesto da:  cittadini italiani,  cittadini comunitari  cittadini extracomunitari in possesso di Carta di Soggiorno oppure (Permesso di Soggiorno per soggiornanti di lungo periodo). La richiesta può essere presentata da uno dei due genitori di una famiglia con almeno tre figli minori, residenti nel comune di Reggio Calabria, in possesso di risorse economiche da calcolare in base all’indicatore della situazione economica (ISE) non superiori a € 25.384,91 per un nucleo composto da cinque persone e con scala di equivalenza 2,85. La richiesta può essere presentata in qualunque momento dell’anno per il quale si richiede l’assegno ed entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Documenti necessari: Certificazione ISEE (comprende il Certificato ISEE e la Dichiarazione Sostitutiva Unica), si può richiedere gratuitamente in tutti i CAAF o Patronati oppure in tutte le sedi INPS.  Copia di un documento di riconoscimento in corso di validità;  In caso di coniugi separati allegare copia della Sentenza nella quale viene specificato a chi sono stati affidati i minori; Al pagamento dell’assegno provvede l’INPS. Riferimento normativi • L.448/98 art. 65 e successive modifiche ed integrazioni; L’ammontare del reddito è relativo all’anno 2013 e il contributo all’anno 2014; gli stessi ogni anno vengono rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT.

ASSEGNO DI MATERNITA’ANNO 2014
Sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 42 del 20/02/2014 è stato, inoltre, pubblicato l’avviso per l’erogazione dell’assegno di maternità che consiste in un contributo mensile di € 338,21 per un totale di € 1.691,05 tale somma verrà corrisposta in unica soluzione.  La richiesta deve essere presentata dalle donne residenti nel Comune di Reggio Calabria, cittadine italiane o comunitarie o extracomunitarie in possesso di Carta di Soggiorno oppure (Permesso di Soggiorno per soggiornanti di lungo periodo).Il beneficio spetta alle madri: biologiche, adottive e in situazione di affidamento pre adottivo in possesso dei seguenti requisiti:-Non avere copertura previdenziale (quindi essere casalinghe o disoccupate), oppure avere ricevuto una indennità mensile da parte dell’INPS per i cinque mesi di maternità inferiore € 338,21, in questo caso l’importo dell’assegno sarà corrispondente alla differenza fino a raggiungere € 338,21; non beneficiare dell’assegno di maternità di competenza dell’INPS con riferimento ai parti, alle adozioni o agli affidamenti pre-adottivi in base alla legge 488/98; essere in possesso di risorse economiche familiari, calcolate in base all’indicatore della situazione economica (ISE) non superiori a € 35.256.84 (per le famiglie con 3 componenti e con scala di equivalenza 2,04).Documenti necessari:  Certificazione ISEE (comprende il Certificato ISEE e la dichiarazione Sostitutiva Unica), si può richiedere gratuitamente in tutti i CAAF o Patronati oppure in tutte le sedi INPS.  Copia di un documento di riconoscimento in corso di validità; La richiesta deve essere presentata entro 6 mesi dalla data del parto o dalla data di ingresso del bambino nella famiglia, per i casi di adozione o affidamento pre-adottivo, presso tutte le Circoscrizioni del Comune di Reggio Calabria o presso l’URP del Comune sito in via Sant’Anna Palazzo CE.DIR.. Al pagamento dell’assegno provvede l’INPS. Per scaricare il modello di domanda clicca qui : http://www.demetriodelfino.it/wp-content/uploads/2011/07/Modellodidomanda-maternita-e-assegno-3-figli.pdf   o vai su documenti


Scopelliti per il “caso Fallara” paghi 80 milioni di €

Presentato agli atti il conto che il governatore rischia di pagare in caso di condanna nel processo che ruota intorno alla funzionaria del Comune deceduta. E la cifra è di molto superiore a quella ipotizzata inizialmente. Il processo dovrebbe concludersi giovedì.Mentre ci si avvicina alle battute finali del processo “Fallara” che vede alla sbarra il Governatore Giuseppe Scopelliti emergono nuovi, inediti, particolari. Come quelli relativi al “conto” che l’ex sindaco della città dello Stretto, in caso di condanna, dovrebbe pagare. La richiesta risarcitoria (i cosiddetti danni patrimoniali) avanzata al Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti da parte del comune di Reggio Calabria, parte lesa e civile nel procedimento giudiziario “Caso Fallara”, è di 80 milioni, (così come viene ricostruita nelle varie capi di imputazione che sono stati contestati dagli uffici della Procura della Repubblica) e non di solo 1 milione e mezzo di euro, come era emerso, invece, nelle precedenti fasi del processo. Questa voce, (che inizialmente era stata indicata come la somma prevista complessiva del risarcimento) è invece relativa alla sola richiesta provvisionale (che esclusivamente conteggia il danno non patrimoniale).  La lista delle “spese” che Fiorella Megale, legale dell’ente, attualmente commissariato per ‘ndrangheta e in attesa di sapere se si salverà dal dissesto, insomma, è ben più lunga di quanto finora previsto, ed è composita di tutte le somme previste per come ricostruite nei capi di imputazione. Gli occhi ed i pensieri di un’intera Regione, e non solo, adesso sono tutti puntati al prossimo giovedì 13, agli uffici giudiziari del Cedir di Reggio Calabria.Se Continua a leggere

Il PM Musolino : riflessioni.

di Claudio Cordova – A volte in queste aule ci occupiamo di posti che non conosciamo, ma io vi invito ad andare nel rione Modena, verificate dove e come vivono le persone di quei luoghi”. E’ un appello alla “regginità”, alla necessità, da parte della magistratura reggina di comprendere i fenomeni che poi finiscono nelle aule di tribunale: è un appello una presa di responsabilità, quello che il sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Stefano Musolino, lancia al Collegio che, da qui a qualche settimana, sarà chiamato a giudicare gli imputati del procedimento “Alta Tensione”, in cui vi è alla sbarra la ‘ndrangheta dei rioni San Giorgio Extra, Modena e Ciccarello. Ma – per traslato – è anche un appello all’intera magistratura reggina.Il rappresentante dell’accusa, da reggino si rivolge ai giudici reggini all’apertura della propria requisitoria. Lo fa richiamando quanto avvenuto qualche giorno fa, con l’omicidio di Franco Fabio Quirino, che era imputato proprio nel procedimento “Alta Tensione”. Il pm Musolino, infatti, è il magistrato che segue il caso: “Occupandomi di quella vicenda mi sono recato in luoghi che non conoscevo – dice il pm antimafia – luoghi di degrado e promiscuità”. La prima parte della requisitoria del pm Musolino, infatti, si concentra sulla parte più generale del procedimento, quella che riguarda il reato di associazione mafiosa che, per antonomasia, è un delitto che si fonda su vincoli strettissimi, che si formano sul territorio di appartenenza: “Il giudice non deve essere distante dai luoghi – dice il pm Musolino – ma deve essere capace di conoscere fatti e circostanze”.Insomma, solo chi è nato e vissuto in determinati luoghi può conoscere e capire appieno il fenomeno ‘ndranghetista e, quindi, contrastarlo: “Il territorio è un’unica preda su cui si gettano vari felini” dice il pm riferendosi ai quartieri oggetto del procedimento. Il rappresentante dell’accusa ha anche Continua a leggere

Cosa succede in città?

di Claudio CordovaProprio mentre su Rai1 andava in onda “Il giudice meschino”, la serie girata a Reggio Calabria e tratta dal romanzo di Mimmo Gangemi, a Reggio Calabria (quella vera) andava “in onda” la “meschinità” (quella vera) della città reale. Un’esplosione che distrugge un negozio in pieno centro e un morto ammazzato, già coinvolto in indagini di criminalità organizzata.Eccolo il piatto “servito” a chi già pregustava i commenti del giorno dopo alla fiction targata RAI: “Della nostra città si parla solo di ‘ndrangheta, si mostrano i calabresi come brutti, sporchi e cattivi”.E’ una delle notti più buie per Reggio Calabria. Non perché la città non stia vivendo uno dei momenti più drammatici della sua storia, ma perché i gesti e gli eventi eclatanti, psicologicamente, ci mettono sempre meglio di fronte alla realtà in cui viviamo e ai mali con cui (troppo spesso tacitamente) conviviamo.Due episodi, quelli della notte tra il 3 il 4 marzo, su cui sono già partite le indagini a ritmo serrato e su cui si dovranno ancora chiarire le cause, i motivi e gli eventuali coinvolgimenti della ‘ndrangheta, che, piaccia o no, condiziona ogni singolo respiro della città, sotto il profilo economico, sociale e politico.Partiamo dal secondo evento, quello che ha stroncato la vita del 43enne Franco Fabio Quirino, freddato in un cortile del rione ModenaQuel rione Modena dove hanno egemonia le cosche Borghetto e Zindato: le stesse famiglie del blitz “Alta tensione” in cui Quirino verrà coinvolto nel 2010 e per il quale era ancora alla sbarra (la discussione del procedimento di primo grado è imminente). Sono i Carabinieri a indagare su un delitto che,  quindi, potrebbe avere collegamenti con la criminalità organizzata, ma anche dinamiche interne al rione, magari dovute a dispute di natura economica.Il dato certo e inoppugnabile e che a Reggio Calabria si ritorna a sparare e ciò ricorda a tutti quanto sia purtroppo amara e reale – al netto delle semplificazioni e dei luoghi comuni – la visione che la televisione dà della realtà reggina e calabrese.Ma, paradossalmente, l’omicidio Quirino rischia di diventare un grattacapo di minore difficoltà per gli inquirenti rispetto all’esplosione che ha devastato la salumeria-gastronomia “Romeo”, ubicata in via Pietro Foti, traversa del Corso Garibaldi. Un’esplosione – probabilmente causata da un ordigno – nel “salotto buono” della città, pochi minuti prima delle 23, quando ancora in quelle vie transitano persone a piedi e in auto.Non è un dato da sottovalutare, quest’ultimo. (  ) se effettivamente qualcuno ha voluto colpire la gastronomia, ha scelto precipuamente di farlo in un orario in cui solo un curioso disegno del destino ha visto l’assenza di vittime e feriti.E il grattacapo è ancor più complicato se lo si cala nel contesto, perché, se fosse confermata la probabile natura dolosa dell’esplosione, ci troveremmo di fronte all’ennesimo episodio nel giro di alcuni mesi, di alcune settimane.Episodi che fanno in fretta a diventare “segnali” se vengono messi in fila.Dall’attentato alle pompe funebri Triolo, a pochi metri dagli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, passando per l’incendio del Museo dello Strumento Musicale, nella centrale Pineta Zerbi, fino agli episodi che, nel giro di pochi giorni, hanno interessato l’ex bar Malavenda, prima danneggiato da un’esplosione e poi “avvertito” con un ulteriore ordigno ritrovato, in pieno giorno, dalla Polizia. Proprio nelle settimane che accompagnano il passaggio societario tra la Continua a leggere