Sugli ex agenti di polizia municipale a tempo determinato

Preg.ma redazione, pregasi, se possibile, voler pubblicare la seguente riflessione sugli agenti di polizia municipale a tempo determinato assunti mediante regolare concorso nel 2010 e dimenticati (non sono i famosi 110 del 2007)– Scrivo ancora una volta per denunciare una palese forma di discriminazione, oltretutto contro la legge. Sono uno dei 13 Agenti di Polizia Municipale a Tempo Determinato regolarmente assunti a seguito procedura concorsuale nell’anno 2010, abbiamo lavorato a singhiozzo negli ultimi 3 anni e da quando il comune è stato commissariato siamo stati semplicemente dimenticati. In un paese normale sarei stato in silenzio perchè è previsto che le procedure di assunzione avessero 3 anni di graduatoria(comunque derogate con le ultime leggi sul blocco delle assunzioni) ma in Italia, dove viene messa sotto i piedi la Costituzione, ed in particolar modo a Reggio, sto assistendo a situazioni assurde, discriminatorie e sopratutto irrispettose nei confronti delle uniche persone che hanno vinto un regolare concorso. Mi spiego, l’articolo 97 della Costituzione prevede procedure concorsuali per accedere ai pubblici uffici, è notizia di questi giorni che si sta procedendo alla creazione di una società inhouse per risolvere il problema Multiservizi, della quale storia non mi sto qui a dilungare perchè tutti ne conoscono meglio di me i retroscena. Non discuto neanche sul diritto di alcune categorie di lavoratori di avere il loro posto di lavoro (LSU/LPU), mentre potrei discutere su altro ma è di competenza delle sedi giudiziarie e non mia, penso al fatto comunque che se dobbiamo staccare il numero eliminacode ed occupare il comune solo per far valere le nostre professionalità, è giusto che ci si senta traditi e non più in uno stato di diritto con leggi scritte. Discuto invece fortemente sul fatto che gli unici lavoratori che abbiano superato un regolare concorso sono stati mandati a casa, con il benservito e senza che NESSUNO si prendesse carico della loro situazione(salvo sporadici interventi dell’ex consigliere Demetrio Delfino che ringraziamo sempre dell’impegno profuso), situazione, in una città commissariata, a detta dello Stato italiano per “contiguità mafiosa”, ai sensi dell’art 143 della 267/00, quindi, sempre a detta della relazione del Ministro, con situazioni di illegalità diffuse, e con bisogno di legalità con relativo personale che se ne occupi, che oltremodo prevede un maggior impegno con tutte le forze disponibili per cercare di salvare il salvabile. Il servizio di polizia municipale è infungibile, e, per quanto denigrato da molti, è svolto da Continua a leggere

Addio noia…Doposcuola in allegria!

Su Reggio Calabria ,Laureata con perfetta conoscenza della lingua inglese, della sociologia, della comunicazione,della psicologia e della storia moderna, offre lezioni a studenti delle elementari,scuole medie,superiori ed anche a studenti universitari.Le lezioni,particolarmente quelle della lingua inglese, saranno rese più semplici e divertenti anche grazie all’uso di supporti digitali (audio e video).Dunque, libri, giochi e canzoni, in lingua originale saranno gli strumenti fantastici per imparare, senza noia, la lingua più parlata nel mondo. Per info contattemi al: 3421087464. Io mi chiamo Sonia.

Ordinanza della Commissione Straordinaria su emergenza rifiuti

A seguito della riunione straordinaria convocata d’intesa con la Prefettura è stato emanato questo comunicato:

Stiamo adottando tutte le misure necessarie per tenere sotto controllo questa grave emergenza e garantire i livelli di tutela di salute ambientale”. 

Lo ha annunciato, a nome della Commissione straordinaria, il Prefetto Gaetano Chiusolo, a margine della riunione straordinaria sull’emergenza rifiuti, convocata d’intesa con la Prefettura,  da poco conclusa a Palazzo San Giorgio.
All’incontro presenti anche il comandante della Polizia municipale, dott. Domenico Crupi,  la dirigente al ramo, dott.ssa Carmen Stracuzza,  il dirigente dei Servizi tecnici, arch. Marcello Cammera, i rappresentanti di AVR , con l’Amministratore delegato, dott. Claudio Nardecchia,  l’ing. Veronica Gatto e  l’ing. Giorgio Stiriti e  dell’ASP, con la responsabile dott.ssa Giulianini. Previsto uno speciale piano d’intervento, autorizzato dalla Regione Calabria,  che consentirà di creare una temporanea soluzione al problema sanitario utilizzando l’impianto di Sambatello,  presso il quale, a seguito di ordinanza emanata  dalla Commissione straordinaria, si  procederà a stoccare  circa 3000 tonnellate di rifiuti,  ed altro impianto che , attraverso il temporaneo sversamento, permetterà di superare, nell’immediato,  le criticità di ordine igienico-sanitario  esistenti sul territorio comunale.Per adesso la chiusura delle scuole è scongiurata.

Sulla Proroga del commissariamento

Di Demetrio Delfino*. E’ arrivata ieri, poco dopo mezzogiorno, la decisione del Consiglio dei Ministri circa la proroga del Commissariamento del nostro Comune.

Arriva, dunque, al penultimo giorno utile, la notizia dell’approvazione, su proposta del Ministro dell’Interno,del decreto che proroga di sei mesi la durata dello scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria. Ciò “alfine di consentire il completamento delle operazioni di risanamento delle istituzioni locali dove sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata

Fin qui i fatti, invero, ampiamente prevedibili per almeno due motivi il primo è di mera statistica: sfiora una percentuale del 100% l’accoglimento delle proposte, per casi analoghi, di proroga dei commissariamenti. Il secondo si presta, invece, a ragionamenti più articolati: si può realmente, in soli diciotto mesi, estirpare un fenomeno mafioso che si è radicato nei gangli più profondi della pubblica amministrazione, dando vita a un sistema pressoché inscindibile di clientele e favori elettorali? No, non è possibile, e probabilmente non sarà effettuabile una “completa bonifica” neanche nei successivi sei mesi.

Questi due anni di commissariamento, devono, però servire a chiarire i fatti, a tracciare un racconto chiaro delle responsabilità dei singoli: i cittadini devono sapere con chiarezza ciò che è accaduto, quali sono stati i comportamenti di chi li ha amministrati e quali i rapporti di questi con la ‘ndrangheta, devono sapere a chi sono stati chiesti i voti nelle precedenti tornate elettorali per poi decidere, alla luce di ciò, a chi vorranno “dare fiducia”.

Non si dimentichi, inoltre, che sul nostro Comune pende “la spada di Damocle” del dissesto; che questi ulteriori sei mesi servano, dunque, anche ad arrivare a nuove elezioni con le idee più chiare su questo punto. Il piano di rientro presentato dai Commissari è stato giudicato insufficiente dalla Corte dei Conti, la quale ha certificato in centinaia di milioni di euro il debito del Comune alla data dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. E’, dunque, la stessa Magistratura contabile a suggerire la dichiarazione di dissesto finanziario come unica soluzione per uscire da un “pantano” economico, finanziario, nonché di emergenza sociale. Si ricordi, a tal fine, che i cittadini reggini, nei fatti, già “pagano lo scotto” di un inadeguato modo di amministrare la “cosa pubblica” in termini di aliquote spinte ai livelli massimi, proprie di un comune “dissestato”.

Alla luce di queste considerazioni appaiono gravissime le illazioni fatte da alcuni senatori del Nuovo Centrodestra, tra cui quella del “candidato a sindaco in pectore”. Parlano, i solerti senatori reggini, di “forti pressioni da parte della sinistra, in particolare di alcuni esponenti del Pd” affinché si giungesse alla proroga del commissariamento del nostro Comune. In un quadro come quello appena descritto, mi sembra pericoloso alimentare la cultura del sospetto: se Caridi, D’Ascola e Bilardi conoscono risvolti relativi alla decisione di far tornare alle urne la città di Reggio nel prossimo autunno, piuttosto che in primavera, li comunichino ai cittadini e alla Magistratura. Facciano in nomi di chi e su chi “ha fatto pressioni”, nonché di coloro i quali hanno ritenuto di dover cedere a tali pressioni. Se, invece, parlano soltanto per supposizioni o teorie personali, allora tacciano, perché di illazioni e supposizioni, la nostra città non ha proprio bisogno.

Si spinge oltre qualche ex consigliere  (oggi Ncd), parlando addirittura di pressioni che il PD avrebbe posto in essere già per l’invio della Commissione d’accesso, oggi reiterate per ottenere la proroga del commissariamento. Mancano, anche qui, i nomi dei colpevoli!

Invito tutti gli intervenuti ad un maggior senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e nel rispetto del ruolo che ognuno di loro svolge, altresì li invito ad un’analisi distaccata dei fatti.

I fatti dicono che, alla vigilia della decisione sulla proroga del commissariamento, Scopelliti organizza in città una manifestazione pubblica, invitando Angelino Alfano e, mettendo sullo stesso palco “il vecchio e il nuovo”, gli amministratori incandidabili e i “papabili”. Il governatore prova, in quell’occasione, a “tracciare la linea” e a fare sentire il suo peso nel Ncd.

Non è stato forse inopportuno invitare il Ministro dell’Interno del Governo Letta? Non sarebbe potuto essere visto come un tentativo di “tirarlo dalla giacchetta” riguardo a una decisione su una città che, Continua a leggere

Prorogato il Commissariamento del comune

È ormai ufficiale, il Consiglio dei Ministri straordinario convocato per le 12.30 di questa mattina ha stabilito di prorogare lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria, unico punto all’ordine del giorno.
“Al fine di consentire il completamento del risanamento delle istituzioni locali in cui sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata – si legge nella nota ufficiale di Palazzo Chigi – viene prorogato di 6 mesi lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria”.La richiesta della proroga era stata avanzata settimane fa dai Commissari straordinari, chiamati a guidare l’ente dopo lo scioglimento per contiguità con la criminalità organizzata. Da 18 mesi, durata inizialmente stabilita, si passa quindi a 24. Il commissariamento durerà fino ad ottobre 2014, data in cui i cittadini reggini dovranno tornare alle urne per eleggere una nuova amministrazione.La decisione era nell’aria. Le stesse dichiarazioni del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, alcuni giorni fa a Reggio Calabria, avevano fatto suonare più di un campanello d’allarme tra gli “Scopelliti boys”. Il Comune di Reggio Calabria, sciolto nell’ottobre 2012 per contiguità con la ‘ndrangheta, resta commissariato: troppo il marciume creatosi negli anni del “Modello Reggio” per consentire alla Triade Commissariale (che in questi mesi non ha certo brillato per scelte coraggiose) di recidere le infiltrazioni della criminalità a Palazzo San Giorgio.A decidere la proroga del commissariamento è un Consiglio dei Ministri ormai uscente e in carica solo per gli “affari correnti”, dopo l’incarico di tentare la formazione di un nuovo Governo, conferito dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, al leader del Partito Democratico, Matteo Renzi.Come detto, dunque, si materializza l’ipotesi meno gradita a Peppe Scopelliti e al Nuovo Centrodestra: la proroga del commissariamento, che significa, ovviamente, rinvio delle elezioni. Proprio quando Scopelliti aveva scaldato i motori con la manifestazione a Piazza Italia in cui, oltre all’opera “revisionistica” sulle problematiche lasciate dal “Modello Reggio”, aveva, di fatto, lanciato la candidatura a sindaco del proprio avvocato, Nico D’Ascola.Quel Nico D’Ascola impegnato nell’evitare la condanna allo stesso Scopelliti nel procedimento per il “Caso Fallara”, in cui la Procura ha chiesto la condanna a cinque anni di reclusione.Una decisione, quella assunta dal Governo di Enrico Letta, che arriva su proposta quindi del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che non ha potuto “regalare” all’amico Peppe Scopelliti le elezioni. Decisione nell’aria, dunque, alla luce di quanto dichiarato dallo stesso Alfano sia in Commissione Parlamentare Antimafia sia a Reggio Calabria, visto che, in entrambi i casi, aveva parlato di un’analisi scrupolosa delle carte inviate dai commissari nella richiesta di proroga.La Commissione Straordinaria retta da Gaetano Chiusolo e composta da Giuseppe Castaldo e Guido La Paglia resta dunque in sella. Toccherà alla Triade di Palazzo San Giorgio fronteggiare la crisi che in città tocca ogni ambito. Con l’ombra del dissesto che si allarga giorno dopo giorno. IlDispaccio.it

Dalle primarie alla democrazia partecipata

di I.S.* Faccio una mia riflessione, volutamente a “bocce ferme ma a risultati non acquisiti” perché non vorrei che la stessa fosse interpretata in funzione della vittoria o della sconfitta di questo o quel candidato alle primarie per la scelta del Segretario regionale in Calabria.Siamo proprio sicuri che lo strumento delle primarie sia realmente il modo più democratico di prendere una decisione, in grado, quindi, di riavvicinare la gente alla politica? Il Partito Democratico, attualmente il più grande partito di centro-sinistra italiano sembra pensarla proprio così.Acquisiscono il sistema dall’America e lo utilizzano nella sua accezione più ampia possibile. Se le primarie nascono come una competizione elettorale attraverso la quale militanti e elettori di un partito politico decidono chi sarà il candidato del partito (o della coalizione della quale il partito stesso fa parte) per una successiva elezione di una carica pubblica, il PD, in Italia, espande la definizione di “carica pubblica” fino a farvi rientrare segretari provinciali, regionali e quant’altro. Si decide, inoltre, di adottare primarie “aperte”, facendo votare, quindi, tutti i cittadini, non solo gli iscritti al partito.Tutto ciò, teoricamente, potrebbe essere effettivamente considerato un esempio pratico di “democrazia partecipata”. Peccato, però, che i cittadini la pensano in modo differente e che nessuno tra gli alti dirigenti del principale partito di centro-sinistra, si sia occupato di evidenziarlo. Forse piace anche poter scegliere il segretario nazionale, il candidato a sindaco, ecc.., ma piacerebbe ancor di più essere ascoltati nei reali problemi che riguardano i quartieri, i rioni, le zone periferiche e i vari comuni d’Italia. Farebbe certamente piacere, ad esempio, agli esasperati cittadini reggini, essere chiamati non ad un “tavolo tecnico” dove solo la voce di poche persone può emergere, ma in una pubblica piazza, per parlare e trovare soluzioni condivise a reali e impellenti problemi: il diritto alla salute, l’acqua pubblica, la sicurezza, l’emergenza abitativa, ecc…Forse 

sarebbe questo il più bell’esempio di democrazia che, un partito portatore di valori come l’uguaglianza sociale e la parità di diritti, dovrebbe dare.Senza tralasciare, poi, tutte le macroscopiche distorsioni che le “primarie aperte” portano in sé: far votare tutti significa aprire le porte alle “truppe cammellate”, a gruppi di potere che hanno intenzione di “puntellare” la loro posizione all’interno del partito, presentandone, ovviamene, il conto in fase immediatamente successiva. Si è vista gente arrivare ai seggi senza la minima idea di chi fossero i candidati, della loro storia, della loro provenienza, ma anche senza la minima idea di cosa stessero andando a votare. Si è vista gente “trasalire” dinnanzi alla firma della “dichiarazione sulle successive intenzioni di voto”. “Ma come”?  -E’ la domanda che rimaneva strozzata in gola-  solo “sono stato disturbato” per venire a “mettere una croce” su un nome di non so chi per non so che cosa –Mi vogliono anche costringere a votarli in una tornata elettorale reale? No, questo è troppo! Le “secondarie” sono un’altra storia!E qui arriviamo ad una paradossale ipotesi: gli organi direttivi del partito potrebbero essere scelti da chi, di quel partito, non ha neanche la tessera, da chi, in quel partito, non ha mai attaccato neanche un manifesto! Potrebbero addirittura essere scelti da chi, da quel partito si è dichiarato “fuoriuscito” e ha “remato contro” in più di un’elezione amministrativa (quelle vere, mica le primarie)!!!Forse il PD dovrebbe rifletterci un po’ su e impegnarsi per vincere, almeno una volta anche le elezioni, quelle reali, quelle che, alla fine, interessano veramente alla gente! Quelle che, alla fine, potrebbero veramente servire a cambiare le cose!!! *Elettrice alle primarie.

Primarie PD, Canale: “Già un risultato straordinario”

Massimo Canale

“Una partecipazione e un risultato straordinari, la sfida democratica continua al ballottaggio, in assemblea, per vincere e cambiare il PD”. E’ quanto dichiara in una nota Massimo Canale, candidato alla segreteria regionale del PD.“Sento di dover dire grazie – aggiunge Canale in una nota diffusa nella notte – alle migliaia di calabresi che hanno scelto di accordarmi la loro fiducia al primo turno di questa grande festa democratica che sono state le primarie per l’elezione del segretario regionale del Partito Democratico.L’affluenza, significativa in tutte le province della Calabria ed in controtendenza rispetto al resto d’Italia, è il segno del desiderio di cambiamento e di partecipazione espresso in questa campagna congressuale dai calabresi e dal popolo democratico.I risultati ottenuti in tutte le province sono stati determinanti e sono il frutto dello sforzo sincero dei tanti sostenitori che in queste settimane mi hanno accompagnato in questa sfida, con entusiasmo e passione, attraverso la tutta la regione. Insieme abbiamo scelto di parlare ai calabresi; lo abbiamo fatto nelle strade, nei piccoli centri e nelle piazze fronteggiando, a viso aperto, un gruppo variegato e trasversale, composto in gran parte da elementi che in passato hanno determinato l’affossamento del nostro partito, ma che oggi – pur trovandosi fuori da esso – hanno tentato di inserirsi prepotentemente in questo appuntamento democratico.Un tentativo comunque mal riuscito il loro, poiché l’entusiasmo e la determinazione della nostra forza ci ha condotti al secondo turno del congresso, dove i delegati democratici potranno eleggere, in assemblea, il nostro prossimo segretario regionale del Partito Democratico.Al tentativo maldestro di una certa politica, fatta di intrighi e accordi, di disinnescare la miccia del cambiamento abbiamo risposto con la forza del nostro impegno sincero, parlando della Calabria e delle sue emergenze, ma anche delle sue speranze e della sua voglia di riscatto.Sono sicuro che da qua a breve potrà aprirsi una stagione nuova per il Partito Democratico calabrese che ci permetterà finalmente di mettere a frutto le tante potenzialità delle quali dispone, l’entusiasmo dei suoi giovani, il desiderio di partecipazione di tutti i suoi iscritti, elettori e simpatizzanti. 

Avanti! Iniziamo a scrivere tutta un’altra storia!”

Dove e come votare per le primarie Pd

comizio ore 18 piazza camagna

Domenica 16 Febbraio Dalle Ore 8 Alle 20 Si Potrà Votare Per Eleggere Il Segretario Regionale Del Partito Democratico ( PD). Possono Votare Tutti Anche Se Non Iscritti Al Partito.E’ Una Grande Manifestazione Di Partecipazione Dal Basso Dove Le Persone Decidono Direttamente E Senza Filtri Di Sorta. Il Nostro Candidato È Massimo Canale ,Reggino, Gli Altri Competitor Sono Tutti Della Provincia Di Cosenza.Di Seguito Le Sedi Dove Si Può Andare Per Votare.Grazie A Tutti. I CIRCOSCRIZIONE :  Associazione  Popolari – Via Possidonea  ( Di Fronte Q8);II CIRCOSCRIZIONE Sezione Giovani Democratici Piazzetta Unicef;III CIRCOSCRIZIONE CIRCOLO PD – VIA ITALIA 60/A;                      IV CIRCOSCRIZIONE Ass. Popolari – Via Possidonea ( Di Fronte Q8) ;             

CIRCOSCRIZIONE VIALE ALDO MORO N. 37; VI CIRCOSCRIZIONE Ass. Jan Palack, Via Marconi, 16; VII CIRCOSCRIZIONE Associazione Nova Polis,Viale Europa (Di Fronte Vigili Del Fuoco);VIII CIRCOSCRIZIONE Nuova Solidarietà VIA ROMANA CATONA;                         IX CIRCOSCRIZIONE Hotel President VIA PETRARCA GALLICO; X CIRCOSCRIZIONE SEDE PCL VIA NAZIONALE. SS18 I TRONCO;XI CIRCOSCRIZIONE Via R. Campi – Terreti, 93;     XII CIRCOSCRIZIONE Sede Circolo VIA RIPARO 1 Cannavò;XIII CIRCOSCRIZIONE Via Saracinello Accanto Scuole Elementari;XIV CIRCOSCRIZIONE VIA BARACCONE CASE POPOLARI N. 19;XV CIRCOSCRIZIONE Sede Circolo VIA AUGUSTA PELLARO;


 

 

 

 

 

PISTA CICLABILE O PERCORSO AD OSTACOLI?

di Stefano Perri – Tortuosa, discontinua, pericolosa. La nuova pista ciclabile a Reggio Calabria, finanziata attraverso un Progetto Integrato di Sviluppo Urbano per una cifra complessiva di ben 2 milioni di euro, ha tutta l’aria di essere, almeno per il momento, l’ennesima occasione persa per la città.Il progetto presentato nell’agosto del 2012 dall’allora Sindaco della città Demi Arena, insieme con l’Assessore ai Lavori pubblici Pasquale Morisani e al Dirigente Francesco Barreca, risulta ad oggi ancora in fase di ultimazione. Il percorso prevede l’inizio della corsia ciclabile sulla parte bassa del Lungomare Falcomatà, in corrispondenza con l’ingresso del Lido Comunale, un tratto lineare che costeggia il litorale poi la salita sul ponte Calopinace ed attraverso il Viale Calabria avanti sulla via Padova fino all’area denominata Capannina. Un totale di circa otto chilometri dei quali per il momento ne sono stati completati circa cinque. Con molti limiti.Limiti che derivano dalle caratteristiche progettuali dell’opera, da scelte discutibili che riguardano sia il percorso che i materiali di arredo utilizzati, e certamente, da una mancata concertazione con le Associazioni del settore, che avrebbero potuto fornire un valido contributo progettuale per la realizzazione dell’opera.A segnalare le diverse disfunzioni fino ad oggi riscontrabili sul progetto sono gli iscritti dell’Associazione BiciReggio. Una pista ”discontinua su ampi tratti – commentano – con blocchi di cemento invasivi che possono tramutarsi in fonte di pericolo sia per gli automobilisti che per gli stessi ciclisti, con percorsi tortuosi in corrispondenza dei marciapiedi, non sempre a norma sotto il profilo delle dimensioni sia sotto il profilo dell’andamento plano altimetrico, in alcuni tratti con un ruolo egemone rispetto alla funzione pedonale e con una segnaletica orizzontale e verticale assolutamente carente”.Un giudizio impietoso, da parte di diversi utenti che, pur apprezzando l’idea della realizzazione di una pista ciclabile in città, tengono a segnalare tutte le difficoltà registrate sulla parte di percorso fin qui realizzata.Insieme ai ciclisti di BiciReggio abbiamo voluto percorrere l’intero tratto della pista ciclabile scoprendo che nella realtà più che ad un circuito sportivo da percorrere in relax assomiglia per il momento ad un tortuoso percorso ad ostacoli pieno di pericoli e stranezze inspiegabili. Le solite cose di Reggio, soldi spesi per fare delle opere che puntualmente vengono fatte male!!