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Precari e part-time di Poste Italiane, è ora di agire!

Gli ex precari di Poste

Una mia riflessione da Postale.In un contesto storico,politico ed economico in cui si chiede al Governo di agire per migliorare la condizione lavorativa ,oggi più che mai, anche le grandi aziende come Poste Italiane hanno il dovere di fare la loro parte fino in fondo contribuendo a risollevare il Paese dalle paludose acque in cui è sprofondato. Nello specifico rimane ancora irrisolta la questione dei tantissimi precari postali e dei giovani assunti part-time. Mantenere ancora questi tipi di contratti è una scelta scellerata in quanto ,dati alla mano, l’Azienda necessita di maestranze in tutti i settori ed in particolare alla sportelleria ed al recapito. A causa di ciò si arriva addirittura alla chiusura di uffici postali ed all’accorpamento di zone proprio per mancanza di personale. A fronte di questa situazione ,paradossalmente ,l’azienda tiene in essere precariato e lavoratori ad orario ridotto. A nostro avviso sarebbe più opportuno trasformare i part-time in full-time per andare a coprire carenze di orario e risorse umane nei vari settori. Lo stesso dicasi per i precari che potrebbero ,specialmente al recapito, migliorare il servizio evitando carichi di lavoro e km eccessivi per i portalettere . In un sol colpo l’azienda darebbe così respiro alla condizione lavorativa di tanti giovani che finalmente potrebbero guardare al proprio futuro con solida speranza –aiutando il sistema Italia– dall’altro migliorare i servizi ( eliminare le code agli uffici,consegnare la posta per tempo etc..) rendendo l’azienda più efficiente.Su questa specifica questione posta dalle OO.SS. Poste Italiane non ha ancora inteso dare risposte concrete e risolutive che noi continueremo a chiedere ed a pretendere.A margine di questo ragionamento ,però, una riflessione và fatta. Non sarebbe il tempo ed il caso di aprire una vertenza regionale che metta in essere una battaglia per conquistare un diritto al lavoro “pieno” di questi ragazzi? Questi stessi lavoratori stando immobili ad attendere il proprio destino avranno mai una possibilità di incidere sulle scelte aziendali? Come direbbe il famoso poeta dialettale Nicola Giunta << palumba muta non pot’essiri sirvuta!>> e allora perché non prendere ad esempio la gloriosa battaglia dei precari del call center iniziata nel 2003 che li ha visti  stabilizzati dopo una lunga e vittoriosa vertenza sulle stesse basi delle problematiche odierne, cioè mancanza di personale e carichi di lavoro alti? Cari ragazzi la vita ci insegna che è bene battersi per i propri diritti ed alla fine potremmo certamente afferma che “ si perdono solo le battaglie che non si combattono”. Adesso è tempo di agire.

Demetrio Delfino-Direttivo Prov.le Slc-Cgil


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