Multiservizi sul tetto del Comune (il video)

  di Claudio Labate – Ancora poche ore e si saprà il destino dei lavoratori della Multiservizi. Per mantenere alta la tensione le maestranze nei giorni scorsi avevano occupato l’aula consiliare di Palazzo San Giorgio, abbandonandola soltanto a notte inoltrata. Oggi doveva essere il giorno, se vogliamo, dell’attesa. Un’attesa che però non doveva far scemare quella tensione che ha accompagnato le ultime vicende legate alla società mista. Ma pochi minuti dopo le 19 la tensione è salita alle stelle. La campana posta sulla sommità di Palazzo San Giorgio comincia a suonare. Un rumore insolito per chi sa che quella campana non suona mai. Era infatti agitata da una dozzina di operai che erano riusciti ad infilarsi all’interno del palazzo (oggi non presidiato come negli ultimi tempi, forse proprio per non esasperare gli animi) salendo fino in cima. Il tutto mentre al centro della piazza, sui gradini della statua più significativa ed evocativa delle istituzioni della città, il direttore tecnico di Multiservizi, Augusto Lacava, insieme all’architetto Consolato Alampi e all’ingegnere Peppe Sera stavano tenendo un incontro con la stampa per spiegare le ragioni dei lavoratori.All’improvviso però un coro scandito a grandissima voce faceva capire che la protesta stava assumendo un nuovo contorno. ‘’Lavoro, lavoro’’ gridava quella dozzina di operai, simbolo della disperazione di tante famiglie che in uno dei periodi più bui per la città, non vede altro che nubi addensarsi all’orizzonte. I colleghi in piazza li sostengono. Saranno poco più di un centinaio. Provano a coinvolgere anche quei reggini impegnati nella classica passeggiata sul Corso Garibaldi. Ma la città dolente, la città indifferente, non sente il richiamo. Solo qualche decina di curiosi si ferma col naso all’insù a guardare cosa sta accadendo.Nel frattempo la Digos riesce a guadagnare la via del tetto di Palazzo San Giorgio, e nella piazza, come in ogni occasione del genere, cominciano a circolare le più disparate voci. La tensione è ormai alle stelle. Un nutrito gruppo di lavoratori corre verso l’entrata di Palazzo San Giorgio. I lavoratori provano a sfondare il grande portone che era stato opportunamente chiuso. Il proposito, legato in qualche modo anche al semplice fatto di dar manforte ai colleghi saliti sul tetto, per fortuna viene stroncato sul nascere dopo qualche minuto. Operai e poliziotti ormai si conoscono. Ognuno prova, con i mezzi che ha e come può, a sedare gli animi.
Nel frattempo la terna commissariale, impegnata nei propri uffici, chiede l’intervento del Questore Longo. Che nel giro di pochi minuti si fa vedere in piazza Italia. Contemporaneamente giunge sul posto anche il Comandante provinciale dei Carabinieri, Lorenzo Falferi. La gravità del momento è ormai nota a tutti. Si vuole evitare che per la disperazione qualcuno possa commettere qualche sciocchezza. Le forze dell’ordine lavorano bene e con tatto. I lavoratori non rinunciano alla protesta e in qualche modo placano l’ira che li aveva dominati fino a qualche minuto prima.Nelle stanze del Palazzo di città intanto, anche Mimma Pacifici e Franco Manunta, l’una segretario provinciale l’altro confederale della Cgil, provano a dare una mano. Sono presenti al tavolo improvvisato tra la terna commissariale, il questore Longo, il direttore tecnico di Multiservizi Lacava, e il drappello di lavoratori che hanno lasciato il tetto per sentire con le proprie orecchie le novità di una vicenda che in cuor loro sanno essere delicata e difficile.Solo intorno alle 20:30 tornano tutti in piazza. Lacava riunisce i lavoratori. Cerca di mantenerli calmi. Comunica che c’è unità di intenti verso una soluzione positiva della vicenda. Trasmette l’ottimismo, se così si può definire, fatto trasparire dal questore e dal segretario generale del Comune, Pietro Emilio. Ma dice chiaramente cosa non accetteranno dal tavolo previsto per domani mattina in Prefettura. No alla cassa integrazione, non alla mobilità o alla sospensione del servizio: ‘’Abbiamo detto che l’unico modo per far tornare la calma è farci avere la sicurezza che lunedì saremo ancora al lavoro’’Applausi.Ma la protesta continua.In attesa del giorno decisivo.

Beni confiscati,da oggi c’è il regolamento

da socialsud. E una delle questioni  piu’ controverse e discusse a Reggio Calabria:  quella della gestione dei beni confiscati alla ‘ndrangheta e la loro riutilizzazione a fini sociali. Uno dei temi  in cui in maniera impietosa si sono concentrati i dubbi e le ombre all’interno della relazione ministeriale che ha portato allo scioglimento per mafia del comune di Reggio.  Dubbi concreti in realtà, legati alla trasparenza nella gestione nonché  verifica della nuova funzione sociale di destinazione degli immobili.  Oggi proprio in concomitanza con un importante dibattito pubblico in tema, il comune di Reggio Calabria pubblica sul suo sito istituzionale,  l’elenco dei beni confiscati in uso al comune. Sono schematizzati e  divisi per provenienza e originaria appartenenza,  con indicazione dello stato strutturale  (da rifinire,ristrutturare, ristrutturato) e la destinazione  attuale.

Ne emerge che al 15 giugno 2013 sono presenti  ben 112 immobili. Per lo piu’ si tratta di edifici e qualche terreno  agricolo. Tuttavia  tra gli edifici,  una  parte è  costituita da  scheletri inutilizzabili allo stato perché non finiti, il resto, quasi la metà è  stata assegnata ad associazioni.  In elenco,  tranne per il caso della  Croce Rossa e del Museo della n’drangheta,  non è specificata la natura, la tipologia e il nome delle associazioni beneficiarie.Privacy applicata alla gestione di beni  pubblici?

Seguono una serie di alloggi che sono stati destinati a sanare l’emergenza abitativa ( qui magari la privacy è dovuta) e altri che  pur essendo stati assegnati al comune ,sono stati poi a loro volta ceduti a  corpi militari, quali guardia di finanza e carabinieri  o per farne  uffici o depositi a uso  del tribunale.  In ultimo  su 112, circa 25 rispondono alla voce destinati non consegnati, e piu’ o meno altrettanti sono invece da ultimare e quindi concretamente non utilizzabili.

Ecco quindi che di fatto sebbene resi pubblici i dati, ci chiediamo se conoscere sia sufficiente  e assolve in pieno gli obblighi di legalità, se non  conduce tra l’altro a una revisione e  verifica dei criteri per cui questi beni sono stati gestiti finora. Coincidono i nuovi principi  che leggiamo nel neo regolamento di assegnazione di matrice commissariale, con i “vecchi” e ignoti del recente passato ?

Perché  tra l’altro, a meno di successive confische, a oggi le regole fissate dal regolamento comunale  troverebbero applicazione per pochi casi ancora in itinere. Il procedimento  infatti  prevede intanto l’iniziale classificazione del bene in base alla sua tipologia e poi successivamente un vero e proprio bando che comporta una  valutazione di rispondenza alla natura del bene e al fine istituzionale del concessionario.

A oggi quindi come dicevamo  le regole si applicherebbero  a Continua a leggere

Avviso ai Creditori del Comune di Reggio Calabria

Presentazione della modulistica esclusivamente in formato elettronico entro il 24 giugno 2013 ore 13:00-Il decreto legge n. 35 dell’8 aprile 2013, recante “Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento dei tributi degli enti locali” prevede, tra l’altro, l’obbligo delle pubbliche amministrazioni debitrici di comunicare ai creditori, entro il 30 giugno 2013, l’importo e la data entro la quale si provvederà al pagamento dei debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2012, ovvero dei debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine, previa effettuazione delle necessarie verifiche. Inoltre, entro il 5 luglio 2013, le pubbliche amministrazioni devono pubblicare nel proprio sito internet l’elenco dei predetti debiti, indicando l’importo e la data prevista di pagamento comunicata al creditore.  La stessa norma riconosce al creditore la facoltà di segnalare all’amministrazione pubblica debitrice, in tempo utile per il rispetto dei termini stabiliti nel medesimo decreto, l’importo e gli estremi identificativi del credito vantato nei confronti della stessa.Allo scopo di consentire l’esercizio della predetta facoltà, nonché per agevolare il rispetto del predetto obbligo normativo, si invitano tutti coloro che vantano crediti certi liquidi ed esigibili nei confronti del Comune di Reggio Calabria, maturati alla data del 31.12.2012,ovvero crediti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine, a segnalare a questo Ente, entro il termine del 24 giugno 2013, ore 13:00, l’importo e gli estremi identificativi del credito vantato, nonché le modalità di pagamento dello stesso accedendo all’ area riservata   “GESTIONE CREDITORI” , compilando il modulo appositamente predisposto e disponibile nella stessa area, inviandolo esclusivamente in formato elettronico .Per eventuali chiarimenti sulle modalità di compilazione della modulistica, gli interessati potranno rivolgersi allo sportello presso: Settore Programmazione Economica e FinanziariaPalazzoCEDIR,TorreIV- 2°pianoTel.0965/3622144 PEC: infocrediti@pec.reggiocal.it e-mail: infocrediti@reggiocal.it 

L’Amministrazione si riserva, comunque, la facoltà di contattare i creditori che hanno proposto, attraverso il predetto sistema informatico e nel termine di scadenza sopra indicato, le rinunce ad una quota del credito più vantaggiose per il Comune, al fine di sottoscrivere appositi accordi transattivi, nei limiti dei fondi a disposizione e nel rispetto dei vincoli di legge. Scarica dalla sezione Link l’Avviso Integrale http://www.reggiocal.it/on-line/Home/PrimoPiano/articolo107741.html

Sulla Peo e dipendenti comunali il Pd si impegni

Di Demetrio DelfinoIl 24 giugno il tribunale decidera’ sulla vicenda PEO dei dipendenti comunali.Allo stesso tempo qualcuno ha promesso la richiesta di un tavolo governativo successivo alla data del 24 giugno.A mio avviso una volta che il giudice decidera’ questo cosidetto tavolo non servira’ a nulla.Per queste motivazioni chiedo un intervento urgente da parte dei nostri rappresentanti calabresi del Partito democratico affiche’ si solleciti il ministero ad approfondire la vicenda in tempi brevissimi  naturalmente prima del fatidico 24 giugno.I nostri consiglieri regionali e deputati dovrebbero semplicemente spiegare la vicenda in una comunicazione pubblica che potrebbe recitare cosi:

Egregio  Sig. Ministro della Funzione Pubblica, Sig. Dr. Giampiero Dalia, desideriamo informarLa della grave crisi economica/sociale che stanno attraversando i dipendenti dell’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria, perché a causa della relazione sulla verifica amministrativa-contabile eseguita al Comune di Reggio Calabria dal 14 giugno all’8 luglio 2011, dai Dirigenti dei S.I.FI.P., ( servizi ispettivi di finanza pubblica) Dott. Giovanni Logoteto e Dott. Vito Tatò, c’è il rischio imminente che alcuni loro diritti ECONOMICI acquisiti dall’anno 1999 all’anno 2010, ed in particolare modo per l’attribuzione/assegnazione della PEO (Progressione Economica Orizzontale) da oltre 1200 dipendenti comunali, possano essere messi in discussione e restituiti all’ente sulla busta paga già dalla fine del mese di giugno 2013 a causa di Ordinanza emessa dal Giudice del lavoro.Per maggiore chiarezza, facciamo presente che l’Amministrazione Comunale ha notificato a tutti i dipendenti comunali(compresi i pensionati e agli eredi dei defunti dipendenti comunali), una lettera a firma dell’allora Sindaco Demetrio Arena e del vigente Segretario Generale Comunale, mettendoli in mora  per la restituzione e l’eventuale  recupero di somme “Indebitamente percepite dai lavoratori”, con riferimento alla PEO(Progressione Economica Orizzontale).La misura trae origine da uno dei tanti punti di criticità messi in rilievo dalla Relazione Ministeriale, stilata dagli Ispettori del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, in occasione delle operazioni di controllo e verifica amministrativo/contabile effettuati nel periodo compreso tra il 14 giugno 2011 e l’8 luglio 2011, resa il 19.8.2011, protocollata al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento Ragioneria Generale dello Stato il 27 settembre 2011, con protocollo n. 0100844, in modo semplice, senza un minimo di chiarezza e comprensibilità  al riguardo e facendo intendere ai cittadini di Reggio Calabria che aspettano con ansia e preoccupazione, le definitive decisioni del Ministero dell’ Economia e delle Finanze sul futuro della città, che la causa del dissesto economico sia da ascrivere anche ai dipendenti comunali, in un ottica che tutto l’impianto amministrativo nessuno escluso, abbia sperperato il pubblico denaro.Le cose non stanno assolutamente così e ci sembra piuttosto che uno degli obiettivi di tali missive ai lavoratori, sia un goffo tentativo di confondere i reali problemi e nascondere le vere e individuali responsabilità.Rimaniamo fiduciosi di un vs immediato intervento.

Niente saldo x il censimento

Barbara Latella

Ancora nessun saldo per le attività inerenti il XV Censimento della popolazione e delle abitazioni…

di Barbara Latella* L’ennesimo articolo, uno fra i tanti che reclamano pagamenti mai effettuati dal Comune di Reggio Calabria, a fronte di prestazioni di lavoro rese e conclusesi già da parecchio tempo…addirittura, nella peggiore delle ipotesi, da “anni”!!! Non susciterà stupore nei lettori quanto mi accingo a riportare e contestare, considerato che queste righe probabilmente non faranno altro che aggiungersi a numerose altre scritte da quanti, nelle stesse condizioni, tentano qualunque strada pur di attirare l’attenzione degli indaffarati Commissari, troppo impegnati per tendere sguardo e orecchie alle voci disperate del popolo, vessato e disperato… trincerati in quel “Palazzo” inavvicinabile dal quale ci si aspetta venga partorita una rinascita per questa città martoriata, svilita e sempre più povera e lasciata a sé stessa! Mi costa davvero tanto prendere atto di questa indifferenza, avendo auspicato con tutte le mie forze che finalmente le cose potessero davvero cambiare; che sarebbe arrivato qualcuno a sanare gli errori commessi dalla allora classe dirigente, che potesse arrivare finalmente una svolta… Nulla di tutto questo!!! Anzi… – mi verrebbe da dire – …impunità per chi ha causato questo scempio e sempre maggiori problemi per chi invece è solo costretto a subire! Un preambolo – il mio – forse troppo prolisso, ma assolutamente doveroso, considerato che è il disincanto, l’amarezza e lo sconcerto, con cui per forza di cose siamo ormai abituati a convivere, che adesso prende il sopravvento! Eh già,…perché è trascorso ormai più di un anno dal termine delle operazioni censuarie e – per quanto personalmente mi riguarda – ben 4 dalla mia prima indagine statistica condotta per conto dell’Istat in qualità di rilevatrice con contratto a prestazione occasionale sottoscritto con il Comune di Reggio Calabria. Io, come tanti colleghi, abbagliati dal miraggio di una fugace esperienza lavorativa…io come altri che al precariato ormai ci siamo abituati. Sì, perché alla fine accetti qualsiasi incarico pur di trovare un’occupazione per racimolare qualche spicciolo (di questo si tratta!), perché magari hai la scadenza della tassa di iscrizione all’Ordine professionale, o devi pagarci le tasse universitarie, o, peggio ancora, la rata dell’affitto…o semplicemente perché vorresti non dover chiedere la paghetta ai genitori a 30 anni passati e dopo una vita di studi e concorsi superati con idoneità che non servono a nulla…Nulla di nuovo…un quadro che purtroppo persiste ad ogni fascia d’età, con annesse problematiche più o meno gravose… E quando dopo aver portato a compimento il tuo precario e sudato lavoro, attendi giorni, mesi e infine anni aspettando quel compenso divenuto ormai un miraggio, quando hai la certezza che nemmeno le vie legali in questo caso potrebbero soddisfare le tue pretese, a fronte delle numerose richieste in coda, non resta che rimboccarsi le maniche e continuare a sollecitare i vari uffici in attesa di risposte che sono sempre più confuse e incerte e sempre meno esaustive. A nulla è valso reclamare, diffidare, contestare, interpellare, scrivere… se non ad ottenere un anticipo del 70% della somma totale dovuta per il compenso, nonostante già fossero stati effettuati i provvedimenti di liquidazione sia per il 70% che per il restante saldo del 30%! L’ennesima assurdità… nata probabilmente dall’intenzione di “accontentare” temporaneamente quanti come me hanno collaborato con grossi sforzi e sacrifici al compimento delle operazioni di Censimento… di mettere a tacere quel popolo di lavoratori che “si accontentano” delle briciole, graziati per essere stati probabilmente selezionati nella massa dei creditori del Comune. Non può tuttavia tacersi – ed è per questo che tengo a ribadirlo in questa sede – che le somme dei compensi di cui sopra erano – e dovrebbero essere tutt’ora (ove ancora esistenti!!!) – SOMME VINCOLATE , e come tali destinate esclusivamente alla soddisfazione dei nostri crediti da lavoro. In altre parole, l’Istat ha da sempre regolarmente inviato queste somme al Comune affinchè provvedesse al pagamento dei compensi per le attività di indagine svolte negli anni pregressi e, da ultimo, per il Censimento, ma dette somme non sono mai giunte a destinazione se non parzialmente e dopo mille tentativi disperati di ottenerne la corresponsione! Ritengo personalmente, e molti ne converranno, che la soddisfazione dei crediti non dipenda dall’importo delle somme vantate (per qualche dipendente trattasi di qualche spicciolo e probabilmente non degno di attenzione!!!), bensì dall’anzianità del credito stesso e, in questo caso, dal vincolo preciso imposto a tali somme e accertato anche da chi di competenza!!!Pertanto non resta che sollecitare per l’ennesima volta gli Illustri Commissari, anche e soprattutto a nome degli altri numerosi colleghi, di provvedere con celerità al saldo delle spettanze ancora dovute, nonché dei vetusti pregressi relativi alle altre indagini statistiche espletate, volendo far luce una volta per tutte sulla reale destinazione delle somme in oggetto e su eventuali e ingiustificate distrazioni. Con i migliori auspici… * Coordinatrice comunale XV Censimento della popolazione e delle abitazioni

Minirassegna allo Zavattini

CIRCOLO ZAVATTINI
il programma della minirassegna di documentari che si terrà presso il: Politeama Siracusa
Venerdì 21 giugno 2013 :   ore 18.30 – Terramatta di Costanza Quatriglio
ore 21.00 – La nave dolce di Daniele Vicari
Sabato 22 giugno 2013 : ore 18.30 – A Mao e a luva di Roberto Orazi
Domenica 23 giugno 2013 :ore 18.30 – Buonanotte Australia di Pino La Face
Biglietto per una proiezione 5 Euro, due proiezioni in giornata (venerdì) 7 Euro,coupon per quattro film 15 Euro.

Riflessioni sul lido comunale

Il Lido comunale negli anni '60

Nonostante la primavera non si sia fatta vedere in riva allo Stretto e il caldo abbia fatto da capolino solo da qualche giorno, anche quest’anno si è riusciti nell’impresa di farsi trovare completamente impreparati per quanto concerne la gestione della struttura del Lido Comunale.Non occorre tornare indietro di decenni per ricordare, come ogni anno si fa, gli “antichi fasti”; per altro, a nulla ha portato, nel corso del tempo, “l’operazione nostalgia”.Trovo, però, sia strumentale, per giustificare una mancata capacità di gestione da parte del Comune, considerare soltanto gli ultimi dieci anni. Anni di degrado e di abbandono, probabilmente calcolato a beneficio di lidi privati che, come i funghi, spuntavano nel finalmente rinnovato “Lungomare Falcomatà”.Anni bui di cui ancora, nonostante otto mesi di commissariamento, si stenta a venirne fuori, anni di misteri e di  “buchi di bilancio”, in cui sicuramente il Lido Comunale era agli ultimi posti nell’agenda dell’allora Amministrazione Comunale. Certo, una struttura da rinnovare, fortemente colpita dall’incuria e dalla mala gestione, non può portare un ritorno economico immediato ma, da qua a dire che il Comune non se ne può far carico perché la sua gestione risulta essere troppo onerosa, parecchio ce ne corre. E’ la struttura che, specchio dell’intera città, risulta essere vittima di una cattiva gestione, non certo la stessa a “drenare troppe risorse”. Troppo facile, dunque guardare a una privatizzazione senza analizzare veramente il rapporto costi/benefici che la stessa porterebbe.E’ di questi giorni l’avviso di Bando pubblico per la gestione del Lido “Genoese Zerbi”. Oggetto della concessione è il:

1. Servizio assegnazione cabine;

2. Servizio di salvataggio, assistenza e controllo bagnanti;

3. Servizio controllo ingressi ed assistenza utenti e servizio di pulizia;

4. Servizio di gestione del punto ristoro della Torre Nervi;

5. Servizio medico di primo soccorso.

Praticamente tutta la struttura che, probabilmente per una cifra irrisoria e facendosi “sempre forti” delle condizioni di degrado della stessa, sarà data in gestione per la stagione estiva che, in qualsiasi altro posto con un clima simile, sarebbe già felicemente avviata da almeno due mesi.A conti fatti, dunque, la mala gestione di questi anni fa felice i privati che, da qui agli anni a venire, saranno grati a Commissari e Amministratori della “cosa pubblica”. Tutto ciò in un Comune sciolto per infiltrazioni mafiose e  ben lontano dalla tanto agognata “bonifica ambientale”, compito principale dei Commissari Straordinari. Singolare, per altro, come, calcolatrice alla mano, si rinunci all’introito del canone per 652 cabine agibili che potrebbero portare qualche spicciolo alle sempre più vuote casse comunali. Non regge neanche il discorso di non riuscire a far fronte alla pulizia straordinaria per “mettere in moto” l’impianto. Infatti basterebbe utilizzare il personale presente in loco per le operazioni di segreteria e gestione dei rapporti con il pubblico, nonché falegnami e imbianchini da anni presenti nella struttura e addetti alla sua manutenzione. La Multiservizi potrebbe, invece, occuparsi del resto . Così facendo si sfrutterebbero le risorse presenti senza grossi esborsi e senza il rischio di concessioni che potrebbero, altresì, rivelarsi poco limpide e che andrebbero, dunque, a contrastare con l’operato dei Commissari.A quel punto si andrebbero a incassare, con una stima al ribasso, circa 300.000 euro dalle cabine più l’affitto di spazi per scuola serf e vela, nonché la somma derivante dalla concessione in gestione del punto bar/ristoro all’interno della Torre Nervi. A questa somma si potrebbe aggiungere l’affitto di alcune aree a privati che organizzano Centri Estivi e agli hotel che impiantano le loro sdraio e gli ombrelloni.Detto ciò, conti alla mano, non mi sembra che la struttura del Lido Comunale sia un bene da dismettere in tutta fretta, invocando una “salvifica gestione privata” che nulla porterebbe a livello di introiti (si parte, infatti, da una base d’asta di cinquantamila euro per l’intero impianto).Capitolo a parte le sempre più insistenti voci, confermate dalla stampa locale, secondo le quali, a partire dal 1/11 c.a. si inizieranno i lavori per la riqualificazione del Lido Genoese Zerbi. L’agognata ristrutturazione sarà effettuata, non si capisce ancora bene secondo quale progetto, interamente sfruttando i Fondi PISU.La notizia (sia pur con qualche paura che l’inizio delle grandi opere, spesso rimaste incompiute, comporta in questa città) fa sicuramente piacere a tutti i fruitori della struttura, a chi ne ricorda gli antichi splendori e alla cittadinanza intera. Ma, e qui siamo al paradosso, già si sa che la struttura stessa, una volta rimessa completamente a nuovo, pronta per la sua fruizione, sarà data in gestione interamente a privati perché il Comune “non può farsene carico”.Troppo difficile, sarebbe, infatti, con una struttura nuova, sicuramente dotata di impianti di video-sorveglianza, con personale Comunale già destinato e in uso al Lido, riscuotere i canoni di cabine e spazi che, a quel punto diventerebbero molto più che appetibili!Questa sembra essere l’inappellabile decisione dei Commissari che, sull’argomento specifico, dimenticano di essere portatori di un “mandato a scadenza”, di certo non suggellato dalla volontà popolare, ma ciò nonostante prendono ugualmente decisioni uniche per la storia della città.Mai, infatti, il Lido era passato ad una intera gestione da parte di privati. Discutibile la decisione, anche in vista delle prossime Consultazioni elettorali che, la primavera prossima potrebbero consegnare alla cittadinanza un’Amministrazione di tutt’altre idee.Sono sconcertato da cittadino, da politico, nonché da fruitore del Lido Comunale che, forse avrebbe soltanto dovuto avere la fortuna, come molti di noi, di nascere altrove…….   .Demetrio Delfino  Fruitore del Lido “Comunale”

 

Bando x nomina amministratore ATAM

Avviso nomina rappresentanti del Comune in Enti, Società ed Istituzioni.Avviso pubblico prot. n. 82448 del 03.06.201.Si rende noto che la Commissione Straordinaria, ai sensi della deliberazione commissariale n. 89/2013, intende procedere alla nomina dell’Amministratore Unico della società ATAM S.p.a. e dei Collegi Sindacali delle Società partecipate da questo Ente.Chiunque interessato, in possesso dei requisiti previsti dalla richiamata deliberazione commissariale n. 89/2013, può produrre apposita istanza, corredata da curriculum vitae, indirizzata alla Segreteria Generale, quale unità organizzativa responsabile del procedimento, indicando la tipologia di candidatura.Relativamente alla scelta dei componenti dei Collegi sindacali, la stessa sarà effettuata tra gli iscritti al Registro dei Revisori legali che avranno manifestato l’interesse alla nomina.La predetta istanza, in busta chiusa, con l’indicazione del mittente e dell’oggetto della candidatura, va inviata alla Segreteria Generale, c/oPalazzo San Giorgio – Piazza Italia, 89100 Reggio Calabria, a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo segreteriagenerale@pec.reggiocal.it , ovvero brevi manu, e dovrà pervenire entro e non oltre le ore 19.00 del giorno 12 giugno 2013. La scelta dei rappresentanti del Comune, sarà effettuata ai sensi del combinato disposto di cui agli articoli 2, 3 e 5 dell’allegato tecnico alla predetta deliberazione commissariale n. 89/2013, a cui si rinvia. Per l’avviso e il modulo clicca su : http://www.reggiocal.it/on-line/Home/Notizie/articolo107733.html

Precari e part-time di Poste Italiane, è ora di agire!

Gli ex precari di Poste

Una mia riflessione da Postale.In un contesto storico,politico ed economico in cui si chiede al Governo di agire per migliorare la condizione lavorativa ,oggi più che mai, anche le grandi aziende come Poste Italiane hanno il dovere di fare la loro parte fino in fondo contribuendo a risollevare il Paese dalle paludose acque in cui è sprofondato. Nello specifico rimane ancora irrisolta la questione dei tantissimi precari postali e dei giovani assunti part-time. Mantenere ancora questi tipi di contratti è una scelta scellerata in quanto ,dati alla mano, l’Azienda necessita di maestranze in tutti i settori ed in particolare alla sportelleria ed al recapito. A causa di ciò si arriva addirittura alla chiusura di uffici postali ed all’accorpamento di zone proprio per mancanza di personale. A fronte di questa situazione ,paradossalmente ,l’azienda tiene in essere precariato e lavoratori ad orario ridotto. A nostro avviso sarebbe più opportuno trasformare i part-time in full-time per andare a coprire carenze di orario e risorse umane nei vari settori. Lo stesso dicasi per i precari che potrebbero ,specialmente al recapito, migliorare il servizio evitando carichi di lavoro e km eccessivi per i portalettere . In un sol colpo l’azienda darebbe così respiro alla condizione lavorativa di tanti giovani che finalmente potrebbero guardare al proprio futuro con solida speranza –aiutando il sistema Italia– dall’altro migliorare i servizi ( eliminare le code agli uffici,consegnare la posta per tempo etc..) rendendo l’azienda più efficiente.Su questa specifica questione posta dalle OO.SS. Poste Italiane non ha ancora inteso dare risposte concrete e risolutive che noi continueremo a chiedere ed a pretendere.A margine di questo ragionamento ,però, una riflessione và fatta. Non sarebbe il tempo ed il caso di aprire una vertenza regionale che metta in essere una battaglia per conquistare un diritto al lavoro “pieno” di questi ragazzi? Questi stessi lavoratori stando immobili ad attendere il proprio destino avranno mai una possibilità di incidere sulle scelte aziendali? Come direbbe il famoso poeta dialettale Nicola Giunta << palumba muta non pot’essiri sirvuta!>> e allora perché non prendere ad esempio la gloriosa battaglia dei precari del call center iniziata nel 2003 che li ha visti  stabilizzati dopo una lunga e vittoriosa vertenza sulle stesse basi delle problematiche odierne, cioè mancanza di personale e carichi di lavoro alti? Cari ragazzi la vita ci insegna che è bene battersi per i propri diritti ed alla fine potremmo certamente afferma che “ si perdono solo le battaglie che non si combattono”. Adesso è tempo di agire.

Demetrio Delfino-Direttivo Prov.le Slc-Cgil


Le fontane,simboli di civiltà.Il caso reggino.

Il giorno 14 maggio 2013 alle ore  14,00 circa, due uomini,  si recavano presso la via F. Acri, nel punto in cui incrocia la Via Palestino,  al fine di  rimuovere dal suolo pubblico l’antica fontanella che ivi si trovava da quasi un secolo. Gli stessi dichiaravano di essere operai del Comune di Reggio Calabria.Gli abitanti del quartiere, nonché i cittadini di altre zone della città, venuti a conoscenza della asportazione  da parte della  amministrazione, di un bene che ritenevano appartenere alla città, per il significato storico e affettivo che ad esso danno, al fine di manifestare la distanza dalle scelte operate dal Comune e palesare  il profondo disappunto,  nonché il dolore nel vedere perduto  un ulteriore bene comune di una città, dove è divenuto “normale” che il cittadino quotidianamente soffra per la situazione igienico sanitaria, per lo stato di abbandono, per la carenza di efficienti servizi pubblici e sociali, per l’assenza delle condizioni minime di una società civile Chiedono di essere resi edotti delle motivazioni che hanno indotto il Comune a rimuovere la fontanella.Chiedono la restituzione della stessa e il suo immediato ricollocamento sulla Via.Chiedono di conoscere la sorte avuta  dalla bellissima fontana che si trovava a Piazza Castello nel periodo anteriore al  suo totale stravolgimento estetico.Chiedono la sua immediata  restituzione alla città.Chiedono che ove si dovessero ravvisare condotte perseguibili penalmente,   queste vengano accertate e i colpevoli condannati.Ma con questa accorata missiva,  i cittadini di Reggio Calabria chiedono molto di più.Chiedono di essere rispettati da chi li amministra.Chiedono di essere ascoltati, perché questo è un grido di dolore.Chiedono che il loro passato, che i loro ricordi di un tempo che non c’è più, vengano considerati un patrimonio  prezioso che appartiene a tutti, anche alle generazioni future.La sottrazione della Fontanella di Via Francesco Acri, e di tutte le fontanelle sparse nel territorio, che i cittadini rivogliono, è il simbolo di una gestione poco sagace del potere, senza amore per la propria terra, senza sentimenti, senza rispetto per gli amministrati, priva di una visione che partendo dal passato si proietti nel futuro. Pretendere che le fontanelle sottratte al suolo pubblico ritornino dove erano, significa rivendicare la propria dignità di cittadini.

Reggio Calabria ,Con Ossequi,  I Cittadini,(seguono firme) ( se hai voglia di firmare puoi chiedere info contattandoci dalla pagina)

p.s. Ci teniamo a sottolineare che si tratta di una iniziativa popolare senza colore politico.Una battaglia di civiltà. Chiunque abbia da segnalare episodi simili può farlo tramite il nostro sito. grazie