Le umiliazioni dei dipendenti comunali

Le combattive dipendenti comunali

di Demetrio Delfino.Totale ed incondizionato appoggio alla causa dei dipendenti comunali. Lo dico non da esponente politico ma come lavoratore dipendente che si immedesima nella vicenda che  oggi  ha assunto risvolti davvero grotteschi.Una storia di vera e propria ingiustizia sociale che a fronte del recupero delle somme non tiene conto della situazione sociale ed economica che sta attraversando il Paese e la nostra città in particolare.Mi permetto di intervenire in quanto conosco personalmente molti dei dipendenti comunali e di conseguenza la loro professionalità ed il loro fattivo contributo alla macchina burocratica comunale.In alcuni casi specifici ( vedi circoscrizione di Sbarre) i dipendenti stessi hanno istituito servizi ad hoc come l’emissione diretta delle carte d’identità alleggerendo il lavoro del Municipio.Adesso gli vogliono far pagare colpe non loro. Per la P.e.o ( progressione economica orizzontale) ricordo che è istituito UN APPOSITO FONDO che serve proprio all’erogazione della somme.Per procedere all’erogazione di tale fondo i passaggi burocratici sono molteplici : dai dirigenti di settore, all’ARAN , ai sindacati, ai revisori ed infine al Sindaco.Se ,dopo le relative verifiche, questi organi hanno deciso per l’erogazione a pioggia (metodo contestabile ) è chiaro che i dipendenti non ne sono responsabili. Si dovrebbe indagare sui veri responsabili che con superficialità o forse volutamente non hanno applicato la legge in maniera corretta. Detto ciò mi chiedo perchè chi ha sbagliato valutazione , chi ha firmato delibere e chi ha ratificato un atto “illegittimo” non debba rispondere dei propri errori invece di rivalersi su ignari beneficiari. In più oso dire che comunque le cifre che verranno recuperate  non possono comunque essere utilizzate per coprire una parte del buco di bilancio poichè dovranno essere rimesse nel fondo per poi essere ridistribuite con i criteri corretti e legittimi.n conclusione credo che il buon senso generale debba prevalere tenendo conto delle seguenti congetture : stipendi già bassi , situazione economica cittadina precaria, tassazione tributi eccessiva , ed addirittura in alcuni casi perdita di livello e di ulteriore percentuale di stipendio. Insomma Continua a leggere

Ex GDM,compratori reggini (?)

di Benedetta Malara – Ci sono nuovi pretendenti per la Gdm. Durante la riunione prevista oggi a Roma, presso il Ministero per lo Sviluppo Economico, è stato chiesto e ottenuto di rinviare la decisione sulla scelta del gruppo industriale che avrebbe dovuto prendere in mano le sorti dei 16 punti vendita della Gdm, dopo il fallimento dovuto alla gestione del Gruppo Montesano.Dopo un bando di vendita andato deserto, due imprenditori avevano presentato proposta d’acquisto privatamente al commissario straordinario, Marcello Parrinello. Tra i fratelli Noto, titolari del gruppo Az, e Immacolato Bonina, imprenditore siciliano, da Milano era stato concesso il placet per quest’ultimo. Tuttavia, la decisione era slittata ad oggi per la forte opposizione di sindacati e lavoratori, preoccupati per le poche rassicurazioni sul fronte occupazionale ed economico.Oggi, la decisione slitta ancora: sarebbero entrate in campo nuove offerte che il commissario vorrebbe valutare, da parte di alcuni imprenditori reggini. Ancora nessun nome ufficiale, non è stato comunicato nulla neanche ai partecipanti del Tavolo tecnico. Unica indiscrezione sembra essere l’interesse esclusivo per i punti vendita di piccola superficie. Verrebbero per questo esclusi i Quiper dei quartieri di Santa Caterina e Viale Calabria, ai quali però sembra essere interessato il Gruppo Az dei fratelli Noto, che in caso di acquisizione delle due strutture assumerebbe 100 dipendenti della ex Gdm.Diversa invece la posizione dell’imprenditore Bonina, che dopo gli ostacoli mossi da sindacati e dipendenti ha riformulato la propria proposta, includendo la C.S.R.S S.p.A. (Centro Supermercati Regione Sicilia), e richiedendo l’acquisto di quasi tutti i punti vendita: solo in tre resterebbero fuori, a causa del canone d’affitto, ritenuto troppo elevato: niente richiesta per i punti vendita di Santa Caterina, Piazza Garibaldi e Viale Europa. Più nutrita è la proposta di assunzione, con sicurezze per 150 dipendenti con contratto full time e altri 30 che dovrebbero invece ottenere un’assunzione part time.Una soluzione che potrebbe forse trovare una più facile approvazione sarebbe quella di unire le proposte del gruppo Az con quella degli ancora misteriosi imprenditori reggini, che porterebbe ad una nuova assunzione per non più di 175 lavoratori.
Intanto, per tutti i 497 ex dipendenti continua la cassa integrazione fino a marzo 2014, e potrebbe essere applicata una proroga di altri 18 mesi, ma sarà sottoposta a valutazione non prima della cessazione dell’attività dell’amministratore ai nuovi imprenditori.
Non resta che attendere il prossimo 10 giugno, data in cui verranno svelati i nomi degli imprenditori reggini e – forse – verrà stabilito definitivamente il futuro della ex Gdm e dei suoi dipendenti.

Parisi durissimo con Scopelliti

Il segretario regionale fnsi

da www.giornalisticalabria.it – “Credo che la dottoressa Fallara si sia ritrovata bombardata e messa in ginocchioda alcuni mezzi d’informazione in un momento delicato della sua vita privata. Ecco perché ho capito il suo gesto estremo”.Se non fosse per la gravità del contesto, la dichiarazione del presidente della Giunta regionale della Calabria, Giuseppe Scopelliti, non meriterebbe neppure di essere citata, tanto è gratuita, ridicola e irresponsabile.Interrogato nell’ambito del processo che lo vede imputato, nella qualità di ex sindaco di Reggio Calabria, con l’accusa di falso ideologico e abuso d’ufficio per le autoliquidazioni fatte dall’ex dirigente del Comune, Orsola Fallara, suicidatasi nel 2010, Giuseppe Scopelliti riattacca il vecchio disco secondo cui la causa di tutti i mali sono i giornali e i giornalisti.Sulle assurde e stravaganti tesi di Scopelliti il sindacato dei giornalisti ha già chiaramente espresso la propria posizione il 21 novembre 2011 e il 16 ottobre 2012, in occasione di altri gratuiti attacchi alla stampa, attraverso il segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, vicesegretario nazionale Fnsi, il quale ha ribadito che “chi ha incarichi politici ed istituzionali deve sapere che in un Paese democratico esiste la libera critica da parte dei giornali e del sistema dei media. La Calabria ha già tanti problemi, non si sente proprio il bisogno che se ne aggiungano altri”.“Affermazioni, allusioni e accuse gratuite – ha dichiarato, in quelle occasioni, il vicesegretario Fnsi – non fanno altro che alimentare il già avvelenato clima di sospetto che caratterizza questa regione. Se Scopelliti si sente diffamato, ha tutti gli strumenti per tutelarsi legalmente, ma non se la prenda con chi fa questo mestiere in condizioni difficili e, spesso, mortificanti della dignità umana e professionale, anche a causa di editori che calpestano regole e contratti. Chi sbaglia paga e le pesanti sanzioni pecuniarie previste per la diffamazione a mezzo stampa testimoniano che questo mestiere non gode certo di privilegi di casta”.“Le regole valgono per tutti ed i giornalisti – ricorda, oggi, Carlo Parisi – sanno bene che devono fare il loro mestiere raccontando i fatti senza fronzoli, né enfasi e, soprattutto, senza commettere l’errore, alla stregua dei politici, di pontificare, scadere nell’accusa gratuita o, peggio, nella diffamazione”.“Inaudita e inaccettabile – sottolinea Parisi – è, poi, la generalizzazione delle gravissime, quanto assurde accuse sparate nel mucchio. Se Scopelliti è «persona informata sui fatti» o ha rilievi da muovere nei confronti di giornalisti e giornali, faccia nomi e cognomi di quanti – a suo giudizio – sarebbero i responsabili dell’istigazione al suicidio di Orsola Fallara. In caso contrario taccia”.“Il problema vero – conclude Parisi – è che, sempre più spesso, ci si trova davanti a goffi e disperati tentativi di nascondere la spazzatura sotto il tappetino di casa, senza rendersi conto che non si tratta più di quattro cicche, ma di un’immensa e nauseabonda discarica e che la colpa dello sfascio non è certo imputabile ai giornalisti che, tra intimidazioni e minacce, palesi e velate, continuano semplicemente a fare il loro mestiere”

Scopelliti al Processo Fallara

Ha dato qualche spiegazione, Scopelliti. Ha negato il proprio coinvolgimento in ogni condotta sospetta. Ha individuato responsabilità altrui, soprattutto nei confronti della defunta dirigente Orsola Fallara, che, come ha detto giustamente il Governatore, adesso non può più difendersi da nulla.Neanche dagli scaricabarile di chi, invece, l’ha messa, per anni, nel ruolo burocratico più delicato di Palazzo San Giorgio, il Settore Finanze.Qualche volta è andato anche sopra le righe: dire al pubblico ministero “lei non conosce le carte” sarebbe stato consentito in poche altre aule d’Italia, oltre a quella in cui si è celebrata ieri l’udienza del “Caso Fallara”. In definitiva, però, Scopelliti ha percorso la solita strada, ha ribadito il solito concetto, quello affermato anche nel corso di diverse interviste (su tutte quella a Riccardo Iacona, a “Presadiretta”): io non sapevo nulla, è colpa di Orsola Fallara che ha tradito la mia fiducia. Un concetto espresso chiaramente, tanto chiaramente (e in maniera pressoché incontrastata) da mettere di buon umore tutti, al termine dell’udienza: dallo stesso Scopelliti, ai suoi accoliti (diversi all’interno dell’aula a seguire il processo), fino al collegio difensivo, composto dagli avvocati Nico D’Ascola e Aldo Labate.Ma uscire da un’aula di tribunale a testa alta dal punto di vista giudiziario non equivale a farlo anche dal punto di vista politico.Nel corso della sua lunga deposizione, Scopelliti ha sostanzialmente ribadito più volte di non aver mai avuto sospetti sul comportamento di Orsola Fallara, di non aver mai visionato le carte che certificavano le milionarie autoliquidazioni della dirigente, di non aver mai colto alcuna avvisaglia circa lo stato di criticità che, giorno dopo giorno, avvolgeva, in una morsa sempre più stretta, le casse del Comune di Reggio Calabria.E tutti questi dati, pronunciati da chi è stato sindaco di una città di quasi 200mila abitanti per circa otto anni, un peso politico dovranno pure averlo.C’è da chiedersi: è un amministratore illuminato colui che occupa una poltrona così importante come quella di sindaco di una città e non si accorge, né sospetta, di quello che accade – per anni – nelle stanze confinanti? E ancora: nel frattempo Scopelliti ha studiato, è diventato più attento e guardingo, ha capito come si amministra la Cosa Pubblica, oppure rischiamo di ritrovarci lo stesso problema alla Regione, che il Governatore ha occupato (con la sua squadra) da “soli” tre anni?Insomma, le risposte bislacche possono (forse) indirizzare in un certo verso un processo, ma di certo non spostano, ma, anzi, aggravano, le responsabilità politiche.Sì, le parole hanno un proprio peso specifico.E pesano – dal punto di vista etico – anche quelle pronunciate con riferimento al suicidio della di Continua a leggere

Per il Comune si voterà a Giugno 2014

di ALDO VARANO – Ormai la clessidra è stata capovolta e tutti i calcoli precedenti sono saltati. Per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale le due date buone sono quelle dell’8 e del 15 giugno 2014. E’ in una di quelle due domeniche che si voterà per rinnovare il Parlamento europeo e, insieme, per il ripristino della normalità (almeno quella formale) di Reggio. Tra un anno esatto, quindi, tutti al voto; tra meno di dieci mesi bisognerà mettere mano alle liste. Alla politica, anche se nessuno sembra pensarci, toccherebbe iniziare a ragionare da subito. Ma la confusione regna ancora sovrana. Né è chiaro se gruppi di cittadinanza attiva si stanno mobilitando, come si giura in ambienti qualificati, per dare una mano e in che termini.Le date tengono conto di come sono andate le cose dopo le elezioni politiche che nessuno ha vinto. Il Consiglio comunale è stato sciolto per mafia lo scorso ottobre: per legge lo scioglimento dura 18 mesi e, su richiesta dei Commissari, quasi sempre viene concessa una proroga di altri sei mesi. Ora però al Ministero dell’Interno non c’è più la Cancellieri ma Angelino Alfano, grande amico di Scopelliti. Alfano, soprattutto, ha firmato la prefazione all’opuscolo del Pdl calabrese in cui si sostiene con l’acceleratore a tavoletta che lo scioglimento è frutto di un complotto. Per la verità Alfano, nel suo scritto fu molto prudente facendo intendere che non di complotto si era trattato quanto di cattive informazioni rifilate alla Ministra. Per quanto scrupoloso possa essere ora che ha la responsabilità diretta di Ministro dell’Interno (com’è noto l’abito fa il monaco) appare improbabile che procrastini per altri sei mesi il lavoro di Panico e dei suoi colleghi. Certo, la proroga la chiedono i Commissari, non il Ministro, ma non si hanno notizie di prefetti che abbiano rivolto a Roma una richiesta che mette in imbarazzo il Ministro. Insomma, lo scadenzario ipotizzato in precedenza che, sulla base della prassi, aveva immaginato la permanenza dei commissari fino all’ottobre del 2014 e le elezioni nella primavera del 2015 (magari insieme alle regionali), è saltato.Anche la speranza che la situazione si sblocchi a luglio quando il Tar del Lazio discuterà l’opposizione allo scioglimento di Arena, è un azzardo. Raramente il Tar boccia gli scioglimenti del Governo e non a caso gli avvocati dell’Amministrazione reggina precedente hanno con molta saggezza deciso di rinunciare alla richiesta di sospensione del provvedimento del Governo. Certo, per il Pdl che ha subito lo scioglimento come un attacco diretto e frontale la bocciatura della Cancellieri da parte del Tar sarebbe una bella soddisfazione, una rivincita a tutto campo. Ma Alfano difficilmente deciderà di far bocciare il ministero dell’Interno: sa che gli scioglimenti li istruisce o decide insieme al ministro un gruppo di alti funzionari ministeriali che sono potenti e lavorano in notevole “autonomia” rispetto ai ministri quale che sia la loro collocazione politica. Alfano, inoltre, è parte notevole del governo in cui la Cancellieri occupa una poltrona prestigiosa: non infliggerebbe un’umiliazione alla sua collega che è stata perfino candidata alla presidenza della Repubblica. Solo la crudezza dell’inesperienza ha potuto far balenare nella testa di parlamentari e politici reggini l’idea di mescolare vicende locali con quelle della Repubblica. Insomma, se non accadrà nulla di clamoroso si voterà l’8 o il 15 giugno dell’anno prossimo.Detto questo c’è da chiedersi se la città di Reggio ha approfittato di questo periodo per aprire una riflessione sulle incertezze, i guasti, la crisi di credibilità che ha investito il suo ceto politico e le sue classi dirigenti; se sono o stanno diventando patrimonio comune idee, progetti, sfide alte su come far ripartire Reggio. La risposta è decisamente no. Inutile poi nascondersi che siamo nel cuore di una crisi che presenta insieme gravi difficoltà politiche e un vero e proprio disastro sociale: scollamento dei partiti coi cittadini e inasprimento delle condizioni di vita di grandi parti della città che, anche fisicamente tra buche, pulizia e impoverimento sembra inabissarsi nel degrado.Non sarà facile uscirne né è certo che ci riusciremo. Ma spetta a tutti, al di là di collocazioni e convincimenti, provare a farcela e a non rinunciare alla speranza.

Impianto di Sambatello ancora chiuso

DSC 0763 Ci risiamo. A Sambatello tutto tace. Oggi poco dopo Mezzogiorno, come si vede nelle foto, la solita fila di camion stanziava di fronte ai cancelli, rigorosamente sbarrati. E’ una mattina come le altre e l’impianto dovrebbe funzionare regolarmente. Invece non vola una mosca, i lavoratori non ci sono. I pochi addetti ai camion che incontriamo dicono di non sapere nulla, e di avere solo avvistato in mattinata una macchina del Comune. Secondo indiscrezioni, i dipendenti di Ecologia oggi, l’azienda che gestisce l’impianto, stamattina si sarebbero ritrovati nella buca delle lettere una lettera di cassa integrazione. La Regione avrebbe prorogato per un solo mese l’appalto all’azienda. Se davvero fosse così, si spiegherebbe la chiusura di oggi. Problema. La spazzatura finalmente scomparsa (o quasi) dalle strade di Reggio è in agguato dietro l’angolo, lì pronta ad affollare di nuovo le vie cittadine. Negli ultimi quindici giorni, Leonia e le altre aziende di raccolta, hanno tolto dalle strade tra le 1500 e le 2000 tonnellate di rifiuti. Un lavoro  che potrebbe andare perduto, facendo ripiombare la città nel caos rifiuti.Se la situazione non si risolverà presto, la città potrebbe ripiombare nel caos dei giorni scorsi, con i rifiuti a terra fuori dai cassonetti. Per questa ragione l’ad di Leonia Raphael Rossi lancia un appello perchè sia possibile finire il lavoro intrapreso nelle ultime due settimane e che ha portato a ridurre la giacenza di spazzatura (in questo momento circa 700 tonnellate). “Ringrazio i lavoratori della Leonia, di Ecologia oggi e delle ditte private, e la Regione, per aver coordinato gli sforzi in modo efficace. Nelle ultime due settimane il trend è stato positivo, ma si rischia un ritorno indietro. Oggi ci dicono che ci sono nuovamente problemi a Sambatello, legati a questioni contrattuali tra l’azienda e i lavoratori. Invito tutti ad aiutare la città di Reggio, affinchè sia possibile finire di ripulirla”.

Domande su raccolta rifiuti…

Riceviamo e pubblichiamo: Buongiorno, la mia non vuole essere una polemica…ma questa è la situazione in prossimità (circa 20 m) della Scuola Primaria Padre Catanoso di Spirito Santo.Chiaramente non posso inviarle L’olezzo che l’accumulo emana ma può facilmente immaginare.La mia domanda legittima è: quale è il criterio con cui Leonia sta “ripulendo” la città??? Le aree in prossimità di scuole, ospedali ecc non hanno la priorità???? Marianna Morabito. Chiaramente la domanda della signora è la domanda di tutti noi ,ognuno per la sua zona, la giriamo ai commissari attendendo una risposta…logica!! dd

Leonia e Eco Fal

L'ennesimo incendio ai cassonetti

Il Settore Qualità ambientale del Comune di Reggio Calabria ha adottato lo scorso 2 maggio una determina (la n° 862) in cui si danno nuove e importanti disposizioni sul servizio straordinario di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani. Intanto viene revocata l’indizione della procedura aperta per l’affidamento del servizio di raccolta differenziata per la durata di due anni poiché, si legge nella determina, la stessa ‘’non è stata restituita numerata al registro dell’Ente e pertanto non ha mai avuto proseguo’’. In secondo luogo vengono svincolati i relativi impegni economici e prenotazioni pari alla somma di 6.276.000,00 euro; e di mantenere invece l’impiego della somma di 814.350,63 euro relativa alla proroga del servizio di raccolta differenziata alla Leonia Spa per il periodo 16 settembre – 15 dicembre 2012. In più, viene affidata alla Ati capofila Eco Fal snc +4, con sede a Villa San Giovanni, il servizio straordinario di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani, presso i siti di conferimento autorizzati dalla Regione Calabria per un importo massimo presunto di 150 mila euro. L’eco Fal opererà sotto il controllo del Settore Qualità ambientale.

Un ex vigile urbano …

Riceviamo e pubblichiamo: “Gentilissimi, sono uno dei 13 Ex agenti di polizia municipale a Tempo Determinato, premetto che parlo a titolo personale ma immagino che anche gli altri miei Ex colleghi sarebbero d’accordo con questa mia missiva.

i vigili urbani presenzieranno all'interno de lido comunale

Sappiamo che un pò tutte le categorie lavorative di Reggio stanno, in maniera più o meno corretta, sollevandosi per farsi garantire certezze, passando dai dipendenti Leonia a quelli Multiservizi, ed in ultimo ai famosi “ispettori ambientali”.Non voglio scatenare una guerra tra poveri, mantenendo rispetto nei confronti di chi lavora e solo nei confronti di quei lavoratori che effettivamente lo sono, escludendo i parassiti che ricevono il loro stipendio a fine mese senza migliorare in alcun modo il bene comune, e le cronache di quest’ultimo periodo sono talmente ricche di esempi che posso anche soprassedere.Detto ciò premetto che sapevamo benissimo la soluzione temporale del nostro concorso quindi non abbiamo mai preteso l’assunzione tanto più in periodi di “crisi”, solo mi permetto una amara, seguente, riflessione, che ci da però diritto a pretendere più diritti di altri:il nostro concorso è ad oggi l’unico correttamente espletato nei termini di legge(intendo dire che non vi sono altri concorsi in atto dai quali poter assumere dipendenti comunali), faccio un breve escursus cronologico, 3000 candidati, circa 50 posti a disposizione, solo 13 hanno superato la “fatidica” soglia dei 21/30 (al precedente concorso per Agenti a Tempo indeterminato vi era la soglia dei 18/30, tanto per fare un esempio, anche se i due concorsi non sono assolutamente confrontabili), i pochi ricorsi sono stati tutti bocciati, e per chiarire ulteriormente le cose, non c’entriamo nulla con la selezione espletata nel 2007(i famosi 110 vigili), siamo cioè su due piani completamente differenti.L’art 208 del Codice della Strada prevede, a discrezione del comune, che una parte delle entrate tributarie dei verbali elevati dal codice stesso sia destinata ad adeguare il corpo di polizia municipale integrando, per esigenze stagionali, gli agenti in ruolo, bene, anzi direi male, tramite l’articolo su citato credo si possa giustificare un ulteriore periodo di assunzione su una graduatoria già in essere, scaduta ad aprile ma rinnovata almeno fino a giugno dalle recenti riforme nazionali del 2012, ricordando oltretutto che, come ha già ben rilevato il sindacato dei COBAS della Polizia Municipale, il comando di PM è in cronico sottorganico, aggravato ulteriormente, sempre dalle informazioni a mia disposizione, da un ulteriore sottorganico già certificato nella pianta organica comunale di dipendenti con categoria C1(la stessa degli Agenti di PM), per non parlare del cittadino comune che non riesce spesso a trovare un “vigile urbano” quando gli serve.E’ notizia di un paio di giorni fa che anche gli ispettori ambientali sono sul piede di guerra, non ho alcuna informazione sulle loro procedure di assunzione(non ho trovato nulla on line, mentre la nostra graduatoria è pubblicata sul sito del comune di Reggio), ma le funzioni che svolgono sarebbero, in una città italiana qualunque, di competenza della Polizia Municipale, il quale agente, oltre le mansioni che tutti conoscono, cioè rilevare le infrazioni al Codice della Strada, sarebbe (sempre in altre città italiane) autorizzato, anzi obbligato, come da codice penale, ad intervenire tra gli altri, con funzioni di polizia ambientale.Immagino non si possano espletare ulteriori procedure concorsuali ancora per un lungo periodo, quindi credo che, in base ai miei ragionamenti di cui sopra si potrebbe, con l’aiuto di una parte Continua a leggere