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Terzo settore:chiudono i servizi, reggini sveglia!!

la manifestazione di protesta delle coop. sociali

Di seguito la nota diffusa dal coordinamento terzo settore Reggio Calabria –Lo scorso 11 marzo al termine di una drammatica riunione del Coordinamento del Terzo Settore, le organizzazioni aderenti hanno preso atto dell’impossibilità concreta di proseguire i servizi alle attuali condizioni.Oggi non possiamo che certificare la morte clinica dello stato sociale a Reggio Calabria.Infatti, nonostante la dichiarata attenzione verso questo delicatissimo settore che riguarda i cittadini più fragili ed emarginati, purtroppo ad oggi non abbiamo ricevuto dalla struttura commissariale le risposte che auspicavamo e che avevamo peraltro concordato, sia a dicembre a seguito della manifestazione “Senza cuore Reggio muore”, sia successivamente in occasione degli incontri al tavolo tecnico istituito in prefettura insieme ai sindacati.Ad oggi permangono integralmente tutti i problemi già noti, con l’aggravante di un ulteriore periodo di grande sofferenza che abbiamo dovuto sopportare. Manteniamo infatti un credito pregresso al 31.12.2012 pari a circa 7 milioni euro e risalente al 2010, 2011 e parte del 2012. Un credito che ha messo in ginocchio le diverse realtà del terzo settore, esposte in banca oltre ogni possibilità, perseguitati dagli istituti di previdenza, dal fisco e da Equitalia e costretti ad assistere impotenti allo smantellamento progressivo dei servizi in città. A ciò si aggiunga che alcuni crediti ricadono su settori diversi dalle politiche sociali, come la pubblica istruzione o le politiche comunitarie, rispetto le quali non si ha alcuna notizia di pagamenti ne presenti, ne futuri.A tale gravissima situazione legata al pregresso si aggiunge l’assoluta carenza di risposte circa il futuro dei servizi. Ad oggi per la gran parte dei servizi gravanti sul bilancio comunale, tutti scaduti nel corso del 2012, non sono state conferite le proroghe promesse, sicché si stanno proseguendo i servizi senza di fatto alcun titolo o garanzia, esclusivamente per rispondere ai bisogni dei cittadini. Inoltre, non rientrando le politiche sociali nell’ormai famigerato decreto ministeriale del 1993 sui servizi essenziali, anche ammesso che arrivino le proroghe non è chiaro come i servizi saranno pagati nel corso del 2013.Alla luce di tutto ciò, il Coordinamento non può che prendere atto del fallimento di ogni tentativo messo in atto per salvare i servizi e sensibilizzare la città e le istituzioni sulla drammaticità di quanto sta accadendo ai cittadini più deboli.In data odierna verrà comunicato alle famiglie degli utenti che se non interverranno risposte concrete e risolutive, i servizi verranno chiusi.In tal senso una prima azione dimostrativa, è prevista per martedì 19 marzo quando verranno chiusi tutti i servizi per l’intera giornata e verrà realizzato un in sit in di protesta in Piazza Italia. Un’occasione che servirà, speriamo, a dimostrare concretamente ciò che accadrà quanto prima , quando saremo costretti, in assenza di risposte concrete, a chiudere sine die i servizi stessi. Il Portavoce del Coordinamento Avv. Luciano Squillaci .Questo il testo integrale della lettera inviata alle famiglie e agli utenti del terzo settore.

Alle famiglie degli utenti dei servizi sociali del Comune di Reggio Calabria

Nei prossimi giorni si deciderà definitivamente Il destino che la nostra città riserverà a quella rete di servizi sociali che il nostro Comune ha finora garantito a centinaia di famiglie in difficoltà , a minori ed anziani a rischio sociale, a persone con disabilità.Le risposte che si attendevano dalla Commissione Straordinaria che regge il Comune non sono arrivate. Con amarezza e con tanta rabbia si deve prendere atto che siamo ormai ai titoli di coda di una storia che si protrae da quasi due anni senza che si intraveda uno sbocco positivo. Nulla da dire sull’operato dei Commissari che stanno cercando di riparare i guasti di una gestione dissennata delle finanza comunali che hanno ereditato, se non delle perplessità sul trattamento diverso riservato al comparto dei servizi sociali rispetto ad altri che hanno avuto maggiore attenzione nell’erogazione delle spettanze.ll sit in di protesta organizzato per il 19 marzo a Piazza Italia a partire dalle 11,00 rappresenta l’ultima chiamata che il terzo settore intende inviare al Comune. In tale occasione verranno chiusi per l’intera giornata tutti i servizi ed auspichiamo che sarete anche voi in Piazza con noi per salvaguardare i diritti dei vostri familiari. Infatti se a questo ultimo appello non seguiranno risposte certe si procederà inevitabilmente ad avviare le procedure per la chiusura definitiva dei servizi per l’impossibilità assoluta di poterne garantire il funzionamento. Di fatto qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di una interruzione di servizi che, pur essendo convenzionati al privato sociale, assolvono una funzione pubblica di uno Stato che come recita la nostra Costituzione ha il dovere inderogabile di garantire solidarietà sociale ai cittadini più deboli.Il coordinamento è cosciente delle conseguenze che tale scelta avrà sulle famiglie e sugli utenti dei servizi che da un giorno all’altro saranno privati di quei servizi essenziali che garantivano loro sostegno ed accompagnamento.A questo punto visto l’epilogo che la vicenda sta per avere, ci sembra doveroso informare personalmente con comunicazione scritta tutte le famiglie e gli utenti di quanto sta per accadere affinché possano decidere eventuali azioni autonome per rappresentare al Comune i loro diritti. A loro che sono i più diretti interessati dovrà essere data una risposta chiara e definitiva.

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