Intervista su vigili urbani

 Di seguito la nota diffusa da Demetrio Delfino, consigliere comunale di opposizione: L’essere stato anch’io precario mi spinge ad immedesimarmi nelle angosce e nelle ansie di chi ancora non ha certezza del proprio futuro. E all’interno di questa amministrazione di persone che non hanno ancora prospettive solide ce ne sono eccome, primi fra tutti i 112Lsu/lpu in forza al comune di Reggio Calabria.Oltre questa folta schiera ci sono anche i 13 agenti di polizia municipale assunti con regolare bando a tempo determinato. Il contratto infatti stà per scadere il prossimo 30 settembre. Fin qui nulla da eccepire poiché questi giovani ,molti dei quali laureati, sapevano benissimo che sarebbero stati utilizzati a singhiozzo in alcuni mesi dell’anno per un periodo complessivo di 3 anni scaduti i quali il rapporto di lavoro sarebbe cessato. La mia riflessione porta a delle considerazioni di varia natura che esprimo qui di seguito facendo un breve excursus della loro vicenda.

  • Inizialmente dovevano essere assunti 50 agenti ,su tutti i partecipanti ,però, solo 15 sono risultati idonei alle rigide valutazioni concorsuali.
  • Quindi,di fatto,questi 15 ragazzi hanno dimostrato di avere qualità e profili professionali molto alti.
  • Di questi 15 solo 13 accettano l’incarico che mese dopo mese gli viene affidato .
  • Sono impegnati in più servizi compresi i notturni.
  • Sono formati ed hanno acquisito la professionalità necessaria anche e soprattutto sul campo.

E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che in una città dal vasto territorio come Reggio c’è bisogno di una presenza corposa di agenti e proprio la carenza di organico ammessa anche dall’ex comandante Priolo (vedi verbale n.62 commissione decentramento del 26/06/2012) è una delle nota dolenti del corpo dei VV.UU. Rispetto ,quindi, la scadenza del contratto di questi 13 agenti mi preme interrogare il signor Sindaco per sapere cosa intende fare questa Amministrazione nei confronti degli agenti in scadenza di contratto.Vedi intervista:  

Comune,dubbi da sciogliere!

Di Rocco Vazzana e Gianluca Ursini.Il pizzo riscosso negli uffici di un consigliere, assessori indicati dalle cosche, municipalizzate in mano alle ’ndrine, voragini di bilancio e morti sospette. Sul Comune di Reggio Calabria pende l’ipotesi scioglimento per infiltrazioni mafiose. Sarebbe la fine politica del governatore Giuseppe Scopelliti. Ma l’ultima parola spetta al ministro Cancellieri.Se paragonato a ciò che accade in Calabria, lo scandalo della giunta regionale del Lazio rischia di apparire come la marachella di un ragazzino. Oltre ai buchi di bilancio certificati (almeno 170 milioni di euro), infatti, il Comune di Reggio Calabria rischia lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. In riva allo Stretto sono tutti in fibrillazione in attesa di un segnale di fumo dal Consiglio dei ministri, che dovrà decidere sul futuro del Comune più popoloso della Calabria. Ufficialmente, il ministero dell’Interno ha inviato una commissione d’accesso antimafia nei palazzi del potere reggino per verificare eventuali contiguità tra l’attuale amministrazione, guidata da Demetrio Arena (Pdl), e le ’ndrine. Ufficiosamente, però, a finire sotto la lente è anche Giuseppe Scopelliti, oggi governatore della Calabria, per quasi dieci anni (dal 2002 al 2010) sindaco di Reggio. Un incarico già costato all’ex sindaco un rinvio a giudizio per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. La patata bollente è sul tavolo del ministro Anna Maria Cancellieri. Dovrà valutare il da farsi sulla base delle 227 pagine di relazione consegnate al Viminale il 27 agosto scorso dal prefetto reggino Vittorio Piscitelli. Certo, non sarà semplice per il ministro decidere con tranquillità. Scopelliti è uno degli ultimi baluardi elettorali rimasti al Pdl: difficilmente il partito lo lascerà solo. Ma non sono solo i berluscones a fare quadrato intorno al governatore. In Calabria l’Udc governa un po’ dappertutto. E il partito di Casini è la forza ritenuta più vicina proprio al ministro dell’Interno Cancellieri, nel caso (molto probabile, a sentire i rumors) in cui decidesse di proseguire l’avventura politica. Per l’Udc la Calabria è un serbatoio importante di voti. Alle Regionali del 2010, il partito di Casini sfiorò il 10 per cento. Insomma, centristi e pidiellini non sembra vogliano mettere Scopelliti in discussione. E se l’Udc sceglie il silenzio, il partito di Berlusconi respinge con forza l’ipotesi che dopo Renata Polverini possa toccare proprio al governatore della Calabria fare un passo indietro. «La vostra è un’ipotesi iettatoria», ci dice il senatore Maurizio Gasparri, uno degli sponsor più importanti di Peppe Scopelliti a Roma. «Ho stima del governatore e credo che, prima come sindaco e poi da presidente della Regione, abbia operato bene. C’è in corso un attacco politico nei confronti di un’amministrazione che per la prima volta ha garantito stabilità». Stabilità a parte, però, bisogna capire se il Comune di Reggio Calabria, attualmente guidato da Demetrio Arena (Pdl), verrà sciolto per infiltrazioni mafiose. Se ciò accadesse, su Scopelliti – ormai governatore – cadrebbe quantomeno una responsabilità politica. Il ministro dell’Interno sa di avere un compito storico: Reggio sarebbe il primo capoluogo di provincia d’Italia a essere sciolto per mafia. Forse anche per questo, Cancellieri ha chiesto ancora una volta il consulto del prefetto Piscitelli, volato a Roma il 24 settembre. Ma quali sono le accuse che rischiano di affondare il Pdl calabrese? Sono contenute nella relazione del prefetto, e molte trovano origine proprio nella lunga era Scopelliti. Il resto dell’articolo è disponibile in edicola e sarà pubblicato onlinesu Left  martedì prossimo.

Ripulire la strada della scuola

sporcizia accanto all'entrata di scuola

Alla Leonia RC  e p.c. all’Assessore alle Politiche Ambientali
Oggetto : intervento pulizia scuola Il sottoscritto Consigliere Comunale chiede alle SS.VV. un urgente intervento di pulizia ordinaria e straordinaria lungo tutto il perimetro della scuola “Principe di Piemonte” .L’intervento si rende necessario poiché l’incuria e l’inciviltà di alcuni cittadini lascia in uno stato di degrado sopratutto la via Paolo Pellicanò ,là dove ci sono i due cancelli d’entrata della scuola.Erbacce, carte, spazzatura ma anche e soprattutto deiezioni canine (per queste ultime –ricordo- il Comune ha un contratto con Leonia di 80 mila euro annue per la rimozione ) fanno da cornice poco gradevole alle centinaia di bambini che ogni giorno si recano a lezione.In attesa di un sollecito riscontro,invio cordiali saluti. Il Consigliere Comunale Demetrio Delfino (Pd)Reggio Calabria lì,01/10/2012

Legge anticorruzione,firma anche tu.

 Ormai è una questione di decenza, e anche di sopravvivenza. La legge anti corruzione non può rimanere ostaggio di una destra allo sbando, arroccata nelle paure personali del suo leader, politicamente suicida al punto da non avvertire l’urgenza assoluta di mettere il nostro sistema al passo con l’Europa: ma anche, e soprattutto, con la sensibilità acutissima del Paese, che non tollera più abusi e furbizie. La cintura di illegalità corruttiva che soffoca l’Italia e la sua libertà tiene lontani gli investimenti stranieri, penalizza le imprese, altera il mercato. Ma soprattutto pesa sul sistema per 60 miliardi all’anno, una cifra enorme che è il segno dell’arretratezza del Paese e del condizionamento di una diffusa criminalità quotidiana. A tutto ciò si aggiungono l’uso disinvolto del denaro pubblico e gli sprechi del sistema politico. Lo scandalo della Lombardia, con le vacanze pagate al presidente Formigoni da un faccendiere della sanità, e la vergogna del Lazio, con cifre da capogiro intascate dai consiglieri regionali per spese private, fanno ormai traboccare il vaso. Ieri Napolitano ha definito la corruzione “vergognosa”, il giorno prima Monti aveva denunciato “l’inerzia” della destra. Ora non ci sono più alibi. Il governo non può fare il notaio delle inerzie altrui: vada avanti con forza e il Premier chieda al Parlamento di approvare subito la legge. Chi non la vuole, se ne assuma la responsabilità. E l’opinione pubblica faccia sentire la sua voce. Il cambiamento può cominciare qui, oggi,dipende anche da noi firma qui:     http://temi.repubblica.it/repubblicaappello/action=vediappello&idappello=391270&ref=HRER21

Via F a Sbarre…

Di Salvatore Marrari.VIA F di SBARRE CENTRALI, PERPENDICOLARE A VIA GRAZIELLA…. Non ho la possibilità di indire una conferenza stampa come usano fare i “buoni sindaci” quando hanno le scarpe strette, ma, come posso, mi arrangio a portare a conoscenza i cittadini di Reggio Calabria che dovrebbero scendere in piazza per i motivi che qui di seguito mi pregio di esporre…ALTRO CHE TURISMO DELLA FATA MORGANA…qui si rischia, secondo l’effetto ottico dianzi citato, di vedere l’altra sponda specchiarsi nella fogna(con tutto il rispetto per i dirimpettai)

perdita in via f panoramica

Mi sfiora il ricordo del CAROSELLO TV, pubblicità fatta con rinomata arte teatrale con l’impiego di validissimi attori comici e drammatici. I bambini erano legati allo spot di Calimero, il paperottolo piangente sempre nero e sempre più sporco…”Siamo alle solite, Calimero, tu non sei nero, sei solamente piccolo e sporco, vedrai con la polvere di bucato che usa la tua mamma ti ridiventeranno bianche…le tue penne…EVVIVA !” Siamo alle solite, si, signor Sindaco, consiglieri, assessori, credo che, da come è ridotta la città, voi tutti stiate dormendo, beatamente, seduti a parare i colpi del vostro cattivo operato. Possiamo ben capire che “non ci sono più i soldi” per le opere straordinarie, ma quelle ordinarie e di manutenzione vanno fatte con i soldi che tutti noi cittadini reggini paghiamo con profumate bollette, molto gonfie per la verità, che questo rispettabile municipio invia regolarmente, spesso prendendo anticipi per l’anno a venire. Questi soldi, signor Sindaco, ci devono essere…a meno che non siano stati passati ad altro capitolo.Le immagini parlano da sole…

Quale futuro per 13 Vigili urbani?

i vigili di Reggio Calabria

Di Demetrio Delfino.L’essere stato anch’io precario mi spinge ad immedesimarmi nelle angosce e nelle ansie di chi ancora non ha certezza del proprio futuro. E all’interno di questa amministrazione di persone che non hanno ancora prospettive solide ce ne sono eccome, primi fra tutti i 112Lsu/lpu in forza al comune di Reggio Calabria.Oltre questa folta schiera ci sono anche i 13 agenti di polizia municipale assunti con regolare bando a tempo determinato. Il contratto infatti stà per scadere il prossimo 30 settembre. Fin qui nulla da eccepire poiché questi giovani ,molti dei quali laureati, sapevano benissimo che sarebbero stati utilizzati a singhiozzo in alcuni mesi dell’anno  per un periodo complessivo di 3 anni scaduti i quali il rapporto di lavoro sarebbe cessato.  La mia riflessione porta a delle considerazioni di varia natura che esprimo qui di seguito facendo un breve excursus della loro vicenda.Inizialmente dovevano essere assunti 50 agenti ,su tutti i partecipanti ,però, solo 15 sono risultati idonei alle rigide valutazioni concorsuali.Quindi,di fatto,questi 15 ragazzi hanno dimostrato di avere qualità e profili professionali molto alti.Di questi 15 solo 13 accettano l’incarico che mese dopo mese gli viene affidato .Sono impegnati in più  servizi compresi i notturni.Sono formati ed hanno acquisito la professionalità necessaria anche e soprattutto sul campo.E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che in una città dal vasto territorio come Reggio c’è bisogno di una presenza corposa di agenti e proprio la carenza di organico ammessa anche dall’ex comandante Priolo (vedi verbale n.62 commissione decentramento del 26/06/2012)  è una delle nota dolenti del corpo dei VV.UU. Rispetto ,quindi, la scadenza del contratto di questi 13 agenti mi preme Continua a leggere

I 6 referendum Pd

http://www.referendumpd.com/#section-alleanze

Statuto del Partito Democratico – in particolare all’Articolo 27 – prevede, oltre ovviamente alle primarie, un altro strumento di partecipazione aperto a tutti gli iscritti, gli elettori e i simpatizzanti: e quello strumento è il referendum. A differenza delle primarie, però, nei quattro anni di vita del Partito Democratico, mai nessun referendum è stato indetto.A meno di un anno dalle elezioni politiche 2013, proponiamo quindi di convocare una serie di referendum che permettano a tutti gli elettori del Pd di esprimersi su tematiche politiche e di programma. Vediamo come.

Cosa serve per presentare i referendum?

I referendum possono essere chiesti, da Statuto, “qualora ne facciano richiesta il Segretario nazionale, ovvero la Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti, ovvero il trenta per cento dei componenti l’Assemblea nazionale, ovvero il cinque per cento degli iscritti al Partito Democratico”. La nostra proposta è quella di raccogliere le firme presso almeno il 5 per cento degli iscritti.

A quanto corrisponde il 5 per cento degli iscritti?

Secondo una dichiarazione del responsabile nazionale organizzazione del Pd, nel 2011 gli iscritti erano 610mila (in particolare: 193 in Valle d’Aosta, 17.370 in Piemonte, 15.885 in Liguria, 43.071 in Lombardia, 21.214 in Veneto, 2.794 in Trentino Alto Adige, 7.985 in Friuli Venezia Giulia, 104.930 in Emilia Romagna, 76.692 in Toscana, 14.892 nelle Marche, 12.441 in Abruzzo, 14.743 in Umbria, 50.993 nel Lazio, 1.346 in Molise, 58.144 in Campania, 20.810 in Puglia, 7.460 in Basilicata, 21.105 in Calabria, 41.187 in Sicilia, 19.412 in Sardegna).  Quindi, bisogna raccogliere 30.500 firme circa per ogni quesito.

Chi può firmare e votare per i referendum?

Questo è molto importante. Limitatamente alla raccolta delle firme necessarie per chiedere i referendum, essa può avvenire solo tra gli iscritti (anche residenti all’estero); possono quindi firmare tutti i tesserati del 2011 e 2012, anche i nuovi iscritti. Venendo al giorno del voto vero e proprio dei referendum, invece, potranno votare liberamente tutti gli elettori del Pd, tesserati e non tesserati. Lo Statuto dice infatti che la proposta deve specificare “se la partecipazione è aperta a tutti gli elettori o soltanto agli iscritti”, e noi abbiamo optato per la prima formula, quella aperta a tutti.

Quando si terranno i referendum?

La nostra proposta è quella di abbinare il giorno dei referendum a quello delle primarie per il candidato premier e, auspichiamo succeda, a quello per la scelta dei candidati al Parlamento. Nella speranza, ovviamente, che in questo modo i nostri elettori possano scegliere in un solo weekend candidato premier, candidato al Parlamento e programma di Governo.

A cosa servono i referendum?

Lo Statuto prevede referendum in forma deliberativa o consultiva. Noi proponiamo quella deliberativa. Significa che, se i quesiti verranno approvati dagli elettori, il partito dovrà adottare quei temi in agenda.

Chi promuove i referendum?

I referendum sono promossi da militanti del Partito Democratico presenti in tutte le parti del Paese, e la proposta è ovviamente aperta alla partecipazione di tutti coloro che vorranno offrirsi per dare una mano.

Cosa può fare da subito chi non è iscritto al PD?

Per prima cosa, potresti tesserarti al Pd, nel circolo a te più vicino. In alternativa, puoi comunque spargere la voce, o metterti in contatto con i referenti della tua zona per aiutare con il lavoro di contatto con gli iscritti.

E’ possibile firmare on line?

Purtroppo questa possibilità al momento non è prevista, ma è comunque possibile scriverci per segnalare la propria adesione – indicando anche il numero di telefono – ed essere ricontattati nel più breve tempo possibile.

Perché chiedere i referendum?

Per lo stesso motivo per cui chiediamo che i nostri elettori possano votare alle primarie per i candidati alla premiership e al Parlamento: perché in una situazione di grave crisi del Paese, crediamo sia utile che il Partito Democratico usi tutti gli strumenti della partecipazione, coinvolgendo la sua base e precisando la sua proposta, oltre che i suoi interpreti, facendola uscire dalle sole logiche politiciste.

Riforma fiscale Primo quesito

In Italia la pressione fiscale è più alta di quella di tutti i principali paesi europei, e a questo primato corrisponde una distribuzione del carico fiscale sfavorevole ai fattori di produzione e in particolare al lavoro. Il Partito Democratico deve impegnarsi a calare le tasse sui lavoratori e i ceti produttivi partendo da una riduzione dell’Irpef. Il finanziamento di questa riforma fiscale deve avvenire attraverso una riduzione della spesa pubblica e l’introduzione di una tassazione sui patrimoni finanziari delle famiglie più abbienti.

I sottoscritti, tesserati del Partito Democratico, considerato che: l’Italia è al primo posto tra i Paesi con la più elevata pressione fiscale sulle persone fisiche; è necessario ridurre la pressione fiscale in generale e in particolare quella sui lavoratori italiani per favorire i fattori produttivi; chiedono, come previsto dallo Statuto all’articolo 27, che venga indetto un referendum deliberativo, aperto a tutti gli elettori del Partito Democratico, sul seguente

QUESITO Volete voi che il Partito Democratico si faccia promotore e sostenga fino ad approvazione in entrambi i rami del Parlamento una riforma che diminuisca la pressione fiscale complessiva a partire dalla riduzione di tutte le aliquote dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) in una misura almeno pari al 5 %, e che detta riforma venga finanziata attraverso l’introduzione di una imposta patrimoniale sulla ricchezza finanziaria delle famiglie abbienti, l’aumento del gettito dovuto alla ripresa della crescita economica e la riduzione della spesa pubblica complessiva?

Reddito minimo Secondo quesito

Ricondurre il diritto al welfare, nel senso proprio di benessere, tra i diritti fondamentali del cittadino, indipendentemente dalla sua condizione lavorativa, è un passaggio fondamentale per l’evoluzione della società italiana verso gli standard europei. Bisogna ripensare la struttura degli ammortizzatori sociali, per trasformarli in strumenti di inclusione sociale delle categorie che oggi ne sono ancora esclusi, in particolare i giovani e le donne.

I sottoscritti, tesserati del Partito Democratico, considerato che: la Raccomandazione 92/441 CEE sulla Garanzia minima di risorse impegnava già nel 1992 tutti gli stati membri ad adottare delle misure di garanzia di reddito come un elemento qualificante del modello di Europa sociale; nell’ambito della suddetta Raccomandazione la garanzia di reddito viene indicata come un diritto universale connesso con “il rispetto della dignità umana”, in riferimento anche a una precedente risoluzione del Parlamento europeo (GU n. C 262 del 10. 10. 1988), che auspicava l’introduzione di un reddito minimo garantito negli Stati membri; tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, tranne Grecia, Italia e Ungheria, hanno progressivamente dato applicazione alla suddetta Raccomandazione, pur secondo le modalità proprie dei diversi ordinamenti e le disponibilità derivanti dalle diverse condizioni di bilancio; le caratteristiche comuni del reddito minimo garantito riscontrabili nei diversi paesi sono: a) di essere collegato ai diritti di cittadinanza, indipendentemente da eventuali precedenti posizioni lavorative (base generalista); b) di porsi come misura ulteriore rispetto al sussidio di disoccupazione corrisposto su base assicurativa, là dove questo sia previsto; c) di essere generalmente collegato a misure di sostegno all’ingresso (o al reingresso) nel mercato del lavoro; chiedono, come previsto dallo Statuto all’articolo 27, che venga indetto un referendum deliberativo, aperto a tutti gli elettori del Partito Democratico, sul seguente

QUESITO Volete voi che, nella prossima legislatura, il Partito Democratico promuova e sostenga fino ad approvazione in entrambi i rami del Parlamento una riforma del welfare, senza aggravi per il bilancio pubblico (come è già dimostrato possibile), che rafforzi il diritto al benessere attraverso l’istituzione del “reddito minimo di cittadinanza”, in linea con tutti gli altri paesi europei, anche per recuperare alla piena cittadinanza economica e sociale le categorie oggi più marginalizzate (i giovani e le donne)?

Incandidabilità Terzo quesito

Il sospetto sull’integrità e l’onestà di chi governa, ad ogni livello, la cosa pubblica mina alla radice l’efficacia di ogni politica di contrasto all’illegalità, e spesso – a monte – ne inibisce anche semplicemente l’adozione. Per ripristinare quella che riteniamo la precondizione per una seria azione di legislazione e di governo contro ogni forma di illegalità è imprescindibile vietare la candidatura e introdurre l’immediata decadenza da funzioni di rappresentanza e governo di tutti i condannati anche con sentenza non definitiva per gravi delitti non colposi.

I sottoscritti, tesserati del Partito Democratico, considerato che: l’art. 54 della Costituzione che impone ai cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche di adempierle con disciplina ed onore; l’accertamento di gravi delitti, ed in particolare dei delitti contro la pubblica amministrazione, contenuto in una sentenza di condanna definitiva, mina alla radice l’esercizio “con onore” di dette funzioni; la costanza, la credibilità e l’assenza di ombre nell’espletamento del proprio mandato è precondizione essenziale di ogni intervento amministrativo e di una legislazione efficace contro ogni forma di illegalità; chiedono, come previsto dallo Statuto all’articolo 27, che venga indetto un referendum deliberativo, aperto a tutti gli elettori del Partito Democratico, sul seguente

QUESITO Volete voi che il partito democratico si impegni a proporre a e far approvare nella prossima legislatura una norma, da introdurre eventualmente anche con una legge costituzionale, che definisca il divieto di  candidatura e l’automatica decadenza in relazione alle cariche di deputato, senatore, membro del Parlamento europeo, alle cariche elettive e di governo delle regioni e degli enti locali, nonché all’assunzione di incarichi di Governo, di presidente e componente del c.d.a. di consorzi e di società controllate dalle amministrazioni pubbliche, per tutti i soggetti condannati per reati gravi con sentenza di condanna o di patteggiamento anche non definitiva ovvero sottoposti a misure di prevenzione?

Consumo di suolo Quarto quesito

Il suolo libero, agricolo o coperto da vegetazione è una risorsa limitata e non rinnovabile del Paese e dei suoi cittadini. Con esso si produce cibo, si controlla il ciclo delle acque evitando disastri, si cattura anidride carbonica contribuendo a non peggiorare i cambiamenti climatici, si sostiene la biodiversità. Per questo, chiediamo che il Partito Democratico promuova una legge che tuteli gli spazi non urbanizzati, introduca il monitoraggio degli usi del suolo, incentivi il recupero degli immobili non utilizzati o sottoutilizzati e cancelli la legge che consente l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti dei comuni.

I sottoscritti, tesserati del Partito Democratico, considerato che: la progressiva eliminazione di suolo non edificato o urbanizzato è causa di danni irreversibili ambientali, sociali, economici, ed è oggetto di una speculazione immobiliare e finanziaria che sposta i capitali dalla produzione alla rendita, senza benefici collettivi; il suolo libero, agricolo o coperto da vegetazione è una risorsa limitata e non rinnovabile del Paese e dei suoi cittadini, e che attraverso di esso si produce cibo (una funzione da salvaguardare per garantire un accesso al cibo non condizionato dalla sovranità di altri stati e da mercati esteri), si controlla il ciclo delle acque evitando disastri, si cattura anidride carbonica contribuendo a non peggiorare i cambiamenti climatici, si sostengono biodiversità e paesaggio; i Comuni sono incentivati a “vendere edificabilità mercificando i suoli” per acquisire standard e risorse per la città pubblica, consentendo produzione edilizia anche in assenza di una comprovata richiesta del mercato; è necessario dare attuazione alla Strategia Tematica del Suolo dell’Unione Europea avente come obiettivo il “Consumo netto di suolo zero” stabilito dalla Commissione Europea, tramite un Piano Nazionale di riqualificazione energetica e abitativa del tessuto urbano esistente; che non devono essere più consentite deroghe sull’uso di tali oneri di urbanizzazione, come è stato invece consentito più volte dal 2000 ad oggi, né nuovi condoni edilizi; chiedono, come previsto dallo Statuto all’articolo 27, che venga indetto un referendum deliberativo, aperto a tutti gli elettori del Partito Democratico, sul seguente

QUESITO Volete voi che, nella prossima legislatura, il Partito Democratico promuova e sostenga fino ad approvazione in entrambi i rami del Parlamento una legge che tuteli gli spazi non urbanizzati, introduca il monitoraggio degli usi del suolo, indirizzi l’attività edilizia necessaria al prioritario recupero dei vasti patrimoni non utilizzati o sottoutilizzati e cancelli la legge che consente l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti dei Comuni?

Matrimonio gay  Quinto quesito

Un referendum sul matrimonio per ricordare che il matrimonio civile è un istituto a cui ogni cittadino deve poter accedere – se vuole – e quindi sentirsi uguale a tutti gli altri cittadini, avere accesso al diritto alla felicità e contribuire a rendere il Paese un luogo migliore, perché un Paese dove i diritti sono accessibili è un Paese migliore per tutti.

I sottoscritti, tesserati del Partito Democratico, considerato che: la Costituzione italiana impone alla Repubblica di riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali in cui svolge la sua personalità; la famiglia è una di queste formazioni sociali e il diritto di formare una famiglia appartiene ad ogni cittadino e cittadina; la Corte costituzionale italiana ha definito il diritto al matrimonio, un diritto che spetta a ognuno come essere umano; la Convenzione europea dei diritti umani e la Carta di Nizza dichiarano fondamentale il diritto di sposarsi; la Corte europea dei diritti umani e la Suprema Corte di Cassazione italiana ritengono giuridicamente configurabile un matrimonio anche tra due persone dello stesso sesso; chiedono, come previsto dallo Statuto all’articolo 27, che venga indetto un referendum deliberativo, aperto a tutti gli elettori del Partito Democratico, sul seguente

QUESITO Volete voi che, nella prossima legislatura, il Partito Democratico promuova e sostenga fino ad approvazione in entrambi i rami del Parlamento una legge che consenta anche alle coppie formate da persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio, riconoscendo loro tutti i diritti e tutti i doveri connessi allo stato coniugale?

Alleanze        Sesto quesito

Alle prossime elezioni politiche il Partito Democratico dovrà essere il perno di un patto tra le forze progressiste e democratiche del Paese, a partire da quelle con cui già amministra in molti territori, accogliendo al suo interno il contributo della società civile. Uno schema aperto, che rifiuta le logiche politiciste e che non cerchi sponde – incomprensibili per i nostri elettori – in quelle forze politiche che non solo hanno lungamente condiviso la stagione del berlusconismo, ma che con il suo partito ancora oggi governano comuni, provincie e regioni.

I sottoscritti, tesserati del Partito Democratico, considerato che: l’approssimarsi dell’appuntamento con le elezioni politiche del 2013, rende necessario per il Partito Democratico avanzare una proposta politica coerente e comprensibile agli occhi dei nostri elettori, dato anche il grave momento attraversato dal Paese; chiedono, come previsto dallo Statuto all’articolo 27, che venga indetto un referendum deliberativo, aperto a tutti gli elettori del Partito Democratico, sul seguente

QUESITO Volete voi che, alle elezioni politiche del 2013, il Partito Democratico proponga un patto con le forze progressiste e democratiche del Paese, a partire da quelle con cui già amministra in molti territori, e accogliendo al suo interno il contributo della società civile, a patto che dette forze non abbiano sostenuto i precedenti governi Berlusconi e tutt’ora non siano alleate nel governo

Chi ha ucciso Reggio Calabria…

 

di Gianfrancesco TuranoUn buco spaventoso nei conti del Comune: forse 118, forse 170 milioni di euro. Le infiltrazioni della ‘ndrangheta. Le ruberie dei politici. E i massoni. Storia di un saccheggio con pochi paragoni in Italiasi sono chiusi i festeggiamenti per la Madonna della Consolazione, patrona della città. Erano incominciati sabato 8, con la discesa dalla collina dell’Eremo fino al Duomo. In mezzo al percorso, la fermata di fronte a Palazzo San Giorgio, sede del Comune, con i portatori che gridavano “Forza Reggio”, oltre al tradizionale “Viva Maria”. Alla Madonna si chiedono i miracoli. Il primo è atteso a giorni, se non a ore, quando il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri deciderà sul commissariamento di Reggio per infiltrazioni mafiose durante le giunte del sindaco Giuseppe Scopelliti (2002-2010), oggi governatore della Regione.Solo un miracolo può salvare dallo scioglimento il Comune della più grande città calabrese. Poi bisogna vedere da che parte sta la Madonna. I suoi rappresentanti in terra di Calabria sembrano orientati in modo contrapposto. Domenica 2 settembre 2012 dal santuario di Polsi, sancta sanctorum per i summit delle ‘ndrine, il vescovo di Locri Giuseppe Fiorini Morosini ha annunciato il perdono della Chiesa per i mafiosi e, testualmente, la volontà di «non farsi intimorire dalla stampa che aspetta da noi sacerdoti parole di disprezzo» (applausi vivissimi degli astanti). La replica è arrivata due giorni dopo da monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo di Cosenza, che ha bollato i mafiosi come «cuori di Caino» e li ha accusati di devastare l’economia locale con le violenze e le estorsioni.Nunnari avrebbe potuto citare anche l’altro fattore di devastazione: la politica locale. ‘Ndrine e assessori sono spesso insieme quando si deve decidere della vita e della morte delle attività produttive. I clan, a colpi di bombe. La politica in modo più sottile, creando un albo informale di fornitori-amici con accesso preferenziale alle casse pubbliche per appalti, consulenze e altre distribuzioni di fondi. E’ bastato verniciare tutto con una patina di notti bianche, tronisti e leoni del pop in concerto come Elton John e battezzare il risultato finale “modello Reggio”. E’ durato dieci anni questo modello creato dai figli dei “boia chi molla”, criticato da 400 pagine di relazione L’elenco è sterminato. Si può citare la Multiservizi spa, una joint-venture tra il Comune e la cosca Tegano. Ci sono le parentele pericolose di Massimo Pascale, ex segretario particolare di Scopelliti e ora capostruttura in Regione, e dell’ex assessore Luigi Tuccio, figlio di un presidente di Cassazione. Pascale e Tuccio sono cognati di Pasquale Condello, cugino omonimo del “Supremo”, catturato nel 2008. Ci sono gli incarichi ad hoc per Alessandra Sarlo, moglie del giudice Vincenzo Giglio arrestato dalla Procura di Milano per i suoi rapporti con il clan Lampada. C’è l’arresto a fine luglio dell’ex consigliere pro-Scopelliti, Dominique Suraci, punto di riferimento dei clan cittadini per la grande distribuzione.La pagina delle infiltrazioni mafiose potrebbe bastare a sbriciolare il “modello Reggio”. Ma Reggio è anche a forte rischio di dissesto finanziario. Anni di spendi e spandi per creare una realtà mitologica a base di feste in differita Rai e dirette radio quotidiane su Rtl 102,5 con il sindaco Scopelliti (nome d’arte Peppe Dj) hanno creato un buco che il primo cittadino attuale Demetrio Arena stima in 118 milioni di euro. Gli ispettori delle Finanze lo quantificano prudenzialmente in 170 milioni, di cui 70 di puro saccheggio dalle pubbliche casse. Come capro espiatorio per tutti si è Continua a leggere

Reggio,vicenda libri scolastici: sit-in dei genitori

il sit in dei genitori in piazza italia

di Claudio Labate – “Non facciamo finta di vivere in una città normale”. Questo c’era scritto su una pezza bianca appoggiata per terra sul finto prato verde dell’agorà cittadina.Ma non ditelo ad Angela, lei lo sa già.E’ un genitore come tanti altri che ieri hanno scelto piazza Italia per dire al Comune che così non si può più andare avanti.Insieme ad un gruppetto di reggini convinti che il diritto allo studio sia effettivamente un diritto da preservare, hanno inscenato, dalle 9 e 30 del mattino, un sit in pacifico ma agguerrito per provare, accogliendo l’appello di Eleonora Uccellini diffuso sui social network, ad ottenere una qualche risposta da palazzo San Giorgio.Non solo in merito all’ormai arcinota vicenda dei buoni libro, ma anche per ricevere buone nuove sugli abbonamenti a prezzo ridotto per gli studenti che l’Atam non ha ancora deciso di mettere in vendita. Così, armati di buona volontà, in una mattinata che sembra non voler abbandonare la calura estiva, hanno sostato a piazza Italia in attesa di un incontro strappato al vicesindaco Demetrio Porcino e all’assessore alla Pubblica istruzione Vincenzo Nociti, che intorno alle 11 e 30 li hanno ricevuti nel salone dei Lampadari, per un confronto franco e chiarificatore.Angela fa parte della delegazione di genitori che, anche insieme a due studenti, denuncia le vorticose consenguenze dei ritardi accumulati dal Comune nel pagamento dei librai.Angela non riesce a trattenere le lacrime.Lacrime di mamma, ma anche di donna che vorrebbe poter pensare ad un futuro roseo per se e per i suoi figli.Descrive ai rappresentanti del Comune una situazione come tante altre a Reggio Calabria, ma che dà la dimensione plastica dell’emergenza sociale che impera nella nostra città.Una coppia che si ritrova dopo tanti anni senza un lavoro stabile e che vive una situazione critica proprio in coincidenza del suono della campanella. Angela ha tre figli, che frequentano i diversi gradi di istruzione.Un costo, oggi come oggi straordinario, a cui una Continua a leggere

Problemi dal mondo scolastico… chi paga?

Di Elena.Inizio anno scolastico 2012/2013, come sempre circolano delle voci tra la gente, che pur stando poco attenta ai problemi di Reggio, è COSI’ attenta a tutto ciò che avviene nel mondo scolastico. Bene ! anzi male! tutto va a rotoli. Pare che, quest’anno a seguito della decisione dei librai che hanno annunciato che i testi della scuola primaria saranno venduti solo su prenotazione e a pagamento, e che per le scuole medie e superiori i rimborsi dei buoni dello scorso anno saranno onorati soltanto dopo il saldo delle fatture da parte del comune, e che quest’anno non ci saranno neanche i buoni libri, sino a oggi, dalle segreterie di vari istituti scolastici è detto agli utenti che ancora non hanno avuto nessuna comunicazione dalla Regione in merito al buono libro, e quindi si chiede informazioni per il comodato d’uso, questa è la risposta  :<<è inutile fare richiesta ,perché la scuola non ha libri. >> Tanta rabbia c’è in tante famiglie che, si ritrovano a dover affrontare quest’altre spese, nonostante ancora oggi non si sa nulla neanche in merito della legge 62/2000 che riguarda il rimborso delle spese scolastiche, che già da due anni non pagano e le segreterie scolastiche non sanno più come rispondere all’utenza che chiede informazioni in merito. Ma, in che Mondo viviamo?  Crisi in tutti i settori, madre e padri di famiglia in mezza una strada licenziati in tronco senza motivazioni, e che a oggi si provano a doversi indebitare anche per la scuola! E Dirigenti scolastici ( “pagati dallo Stato”) ,che abusano delle proprie funzioni, pretendendo  e quasi forzandoci ad acquistare le tute con magliettine inciso il logo della scuola, fare obbligatoriamente l’assicurazione  e quant’altro E mai possibile ciò ? Come farà una famiglia con tre o quattro figli e un affitto, un sotto banca, un prestito e senza  nessuno aiuto ,come farà sostenere tutte queste spese? Non c’e’ forse   l’articolo 34. della Costituzione Italiana è chiaro a tale proposito e proclama nel suo primo comma sia l’apertura della scuola a tutti indistintamente che la obbligatorietà e gratuità della stessa per l’istruzione inferiore ,impartita per almeno otto anni. I nuclei familiari non possono,soprattutto in un periodo di grave crisi economica e di recessione  sostenere l’ulteriore onere  di dover anticipare una cospicua somma per ogni figlio al fine di garantire loro il diritto – dovere allo studio , né tantomeno l’istruzione può diventare appannaggio di chi può permettersela. Pertanto mi rivolgo a chi spetta, affinché si risolva questo increscioso e fastidiosa situazione che si sono venuta a creare.

Manifestazione di protesta – mercoledi’ 19 settembre -ore 9.30 piazza italia

Reggio può,deve,rinascere !

Delfino e Canale, tra la gente

Come ogni anno, i primi giorni del mese di settembre, la comunità reggina si ritrova unita attorno alla Sacra Effigie di Santa Maria Madre della Consolazione, per vivere uno straordinario momento di fede e di partecipazione popolare.I reggini rivolgono a Maria le proprie preghiere, affidando ansie, difficoltà, paure ma anche tanti ogni,desideri e progetti.Quest’anno, in molti,abbiamo affidato a Maria le preoccupazioni per il futuro, incerto e difficile,che si presenta dinanzi alla città.È giusto ricordare lo stato di profonda difficoltà in cui il Comune ha condotto interi settori produttivi: l’insostituibile, generoso e stremato mondo del sociale (c.d. Terzo settore), l’edilizia(perché il settore urbanistica continua a rimanere fermo?), comparto trasporti(l’Atam è sull’orlo del fallimento), servizi (società partecipate in uno stato di perenne incertezza), mondo delle professioni (centinaia di professionisti inattesa di riscuotere crediti), ecc..ecc..Dinanzi a queste e tante altre difficoltà, i consiglieri comunali del centro sinistra non si tirano indietro, non si fanno trascinare nel ring mediatico di una politica irresponsabile, rifuggono l’ignobiltà dell’attacco personale o dell’ingiuria gratuita, non fomentano tensioni e divisioni: i consiglieri del centro sinistra offrono, ancora una volta, tutte le loro forze a favore di una vera ed autentica opera di ricostruzione della città.Uniti? Si, ma attorno ad una idea di città ben diversa da quella che è andata per la maggiore negli ultimi anni.Siamo pronti ad unire le nostre forze (come ripetiamo oramai da più di un anno a chi, evidentemente,non vuole o non può sentire) per una città solidale, in cui si presti davvero attenzione alle persone in difficoltà, promuovendo il volontariato e realizzando politiche sociali moderne, efficaci ed efficienti.Ci siamo e siamo pronti a sostenere scelte politiche finalizzate realmente al taglio della spesa superflua ed ai costi della politica: il Sindaco inizi a dare l’esempio con un taglio al Suo Staff, allo stipendio “galattico” del Suo Capo di Gabinetto, per poi proseguire chiudendo i rubinetti della Sati!Ci siamo per avviare un radicale cambiamento nella gestione del personale e della amministrazione comunale che punti alla formazione ed alla valorizzazione del personale interno: il Sindaco, quanti consulenti annovera tra le sue fila?Ci siamo, per sostenere la “ricostruzione” del settore urbanistica attorno a valori quali la legalità ed il rispetto del territorio, coinvolgendo

i consiglieri comunali di centrosinistra

l’Università nella individuazione di idee chiare e partecipate di sviluppo.Ci siamo, ancora, per unire le forze coraggiose e pulite di questa città nella lotta, quella vera,alla ‘ndrangheta, che deve rimanere fuori dalle istituzioni in maniera chiara ed inequivoca.Ci siamo, e non ci tireremo indietro, qualunque sia la responsabilità che rivestiremo, per coltivare il sogno che tiene accesa la nostra speranza: l’idea di una Reggio Calabria serena, viva, pulita; il sogno di una città europea, moderna ed efficiente, aperta alle varietà culturali del mediterraneo; una città laboriosa e produttiva, in cui i cittadini siano i primi promotori del bene comune.Per realizzare questo meraviglioso sogno, è necessario, in primo luogo, che la si smetta di considerare la politica come l’esercizio di un potere oltre ogni limite, oltre la legge, oltre il rispetto degli altri.Si inizi, con i fatti, ad esercitare la politica come servizio!Chi governa deve stare accanto ai cittadini e non, diversamente, considerarli sudditi!Questa idea, e non altre, può, e deve, unire tutti!Alla città non serve certamente una nuova stagione di “BOIA CHI MOLLA” per aizzare i cittadini contro “Roma” o contro il “nemico” di turno, nascondendo le vere responsabilità.Né può essere chiesto alla città di dimenticare in fretta o far finta di niente sugli scandali di questi anni.Mentre la Giustizia farà il suo corso, alla città servirà il contributo di tutti: Politica, Magistratura, Chiesa, Università, Associazionismo, Operatori dell’Informazione, dell’Educazione e della Cultura.Tutti dovremo essere consapevoli delle nostre responsabilità e collaborare per ricostruire Reggio su basi solide: legalità e solidarietà.

I consiglieri comunali : Massimo Canale Demetrio Delfino Giuseppe Falcomatà Nicola Irto Nino Liotta Giuseppe Marino