La voce dei cittadini : “ricordi del lido”

  • la rotonda sul mare - lido comunale ,anni '50-

    UNA ROTONDA SUL MARE di S. Marrari
    Davanti ad un vecchio album fotofrafico mi sfiorano i ricordi e, improvvisamente, scorrono innanzi ai miei occhi le dolci visioni estive della Reggio “Bella e Gentile”. Mi appare la “Dea” stagione e il lido Comunale che si riempiva di tutti quei reggini che amavano il mare e, contemporaneamente, ne facevano dono ad amici e parenti che abitavano lontano e rientravano per le rituali ferie marine. Si, ne facevano dono assoluto portandolesi nel cuore pulsante di quella città, quel fiore all’occhiello che, ancora oggi, i viventi, ricordano : IL LIDO COMUNALE “AMMIRAGLIO GENOESE ZERBI” (‘U lidu c’a rutunda).
    ” Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni. Ululano ancora le Nereidi obliate in questo mare, e in questo cielo spesso ondeggiano pensili le città morte.Questo è un luogo sacro, dove le onde greche vengono a cercare le latine; e qui si fondono formando nella serenità del mattino un immenso bagno di purissimi metalli scintillanti nel liquefarsi, e qui si adagiano rendendo, tra i vapori della sera, immagine di grandi porpore cangianti di tutte le sfumature delle conchiglie. È un luogo sacro questo. Tra Scilla e Messina, in fondo al mare, sotto il cobalto azzurrissimo, sotto i metalli scintillanti dell’aurora, sotto le porpore iridescenti dell’occaso, è appiattata, dicono, la morte; non quella, per dir così, che coglie dalle piante umane ora il fiore ora il frutto, lasciando i rami liberi di fiorire ancora e di fruttare; ma quella che secca le piante stesse; non quella che pota, ma quella che sradica; non quella che lascia dietro se lacrime, ma quella cui segue l’oblio. Tale potenza nascosta donde s’irradia la rovina e lo stritolio, ha annullato qui tanta storia, tanta bellezza, tanta grandezza. Ma ne è rimasta come l’orma nel cielo, come l’eco nel mare. Qui dove è quasi distrutta la storia, resta la poesia “.Giovanni Pascoli (1914 Pensieri e Discorsi)Quella baia, la Rada Giunchi, al calar del sole, si animava delle stesse persone che avevano appeso il loro costume da bagno nell’elegante baracchetta di legno, vestiti di straordinaria eleganza e con gli usuali abiti da sera. Ch’era bello quel luogo ! Cominciava la vita notturna tra musica, allegria, spensieratezza, amori, delusioni, discussioni e tutto filava liscio sotto l’occhio vigile del direttore del locale, Mimì Fortugno. Il bar Ferrara, la pizzeria, il teatro “Giardino Lido”, le tante attrazioni serali organizzate dagli, allora manager, Enzo Notaro e Peppe Lammendola, Miss Calabria, Miss sorriso Calabria, sponsor importanti come gli scuter Lambretta e la bella, mitica, Vespa Piaggio, l’orchestra reggina di Continua a leggere

Lido Comunale : la richiesta di Delfino

i vigili urbani presenzieranno all'interno de lido comunale

Demetrio Delfino -Partito Democratico-

Prosegue il lavoro della Commissione Consiliare del Comune di Reggio Calabria “Decentramento Amministrativo”, presieduta dal Consigliere Comunale Imbalzano .Nella seduta di martedì 26 giugno, nel quadro degli incontri già programmati con i diversi dirigenti del Comune, è stato audito il Dott. Alfredo Priolo, nella qualità di Comandante della “Polizia Municipale e Mobilità ”.
L’incontro è servito per verificare lo stato dell’organizzazione e la qualità dei servizi di controllo del territorio cittadino e mobilità, con particolare riferimento alle sedi già circoscrizioni comunali.Preliminarmente il responsabile del servizio ha infatti relazionato sull’attività di riorganizzazione degli uffici del Comando, con la predisposizione di tre settori d’intervento, tra cui:Comando centrale competente per la gestione del contenzioso,Comando operativo competente per il controllo del territorio comunale con funzione di prevenzione e repressione degli abusi.Comando territoriale dislocato nelle sei macro aree cittadine .La Commissione ha pertanto preso atto dell’attività posta in essere dall’U.O. competente soprattutto per quanto concerne il controllo del territorio e la prevenzione degli abusi su importanti aree di interesse pubblico, ad esempio lungo le vie del centro storico, non mancando però di sottolineare la necessità di attuare anche nei quartieri periferici forme e attività di controllo adeguatamente efficaci.A tal proposito la Commissione ha evidenziato al dirigente responsabile come alcuni quartieri cittadini, basti pensare a Pellaro, Ravagnese,Sbarree Archi, soffrono tuttavia del sempre più persistente fenomeno del vandalismo delle piazze, dei luoghi e delle aree di interesse pubblico, chiedendo pertanto interventi finalizzati alla repressione di questi danneggiamenti e utilizzando tutte le risorse umane a disposizione del settore, per di più sollecitando l’implementazione di tecnologie di videosorveglianza, che possiedono innegabili effetti deterrenti.Nel corso del dibattito è infatti emerso come le carenze d’organico e le limitate disponibilità di risorse finanziare rappresentano ad ogni modo dei seri impedimenti ed incidono sull’attuale qualità dei servizi resi che comunque, si auspica, possano essere nel breve periodo adeguati alle esigenze dei cittadini.La Commissione ha in conclusione rivolto l’invito alla dirigente responsabile del settore di procedere nell’immediato ad un’ottimizzazione delle risorse umane a disposizione, privilegiando il controllo del territorio anche nelle zone più periferiche della città che storicamente pagano lo scotto della maggiore lontananza dalla aree di maggiore attrazione e interesse.Alla discussione sono altresì intervenuti i consiglieri  Nava , Paris, Federico, Bagnato, Crupi, Leo, Plateroti, Brunetti, Canale e Delfino. In particolare ,quest’ultimo, a margine della riunione si è reso portavoce dei numerosi cittadini che frequentano il lido comunale chiedendo, al Comandante Priolo, la presenza fissa di due agenti di polizia municipale all’interno del lido stesso. La richiesta si è resa necessaria poiché già nella passata stagione si erano verificate situazioni spiacevoli all’interno della struttura. La presenza dei vigili quindi vuole fungere anche da deterrente. La commissione ed il Presidente hanno avallato la richiesta ed Il Comandante,già a conoscenza dei fatti passati, ha assicurato un pronto ordine di servizio in tal senso.Le conclusioni sono state tratte dal Presidente  Imbalzano.

Il Lido comunale negli anni '60

Demolizione alloggi popolari.

In questi giorni in commissione assetto del territoriostiamo discutendo la delibera di Giunta  n. 175 del 8 Giugno 2012 avente come oggetto : “lavori di demolizione di n. 5 fGli scheletri di cemento di viale europa accanto al Morelliabbricati e la costruzione di tre fabbricati per 63  appartamenti destinati ad edilizia residenziale pubblica ed attività commerciali al piano terra- località viale Europa -Sbarre“.L’iter burocratico vuole che una volta trattata in commissione passi in Consiglio per la votazione finale che dà esecutività alla stessa. Ricordo che i lotti in questione sono quelli di fronte la caserma dei vigili del fuoco , da anni  fatiscenti e dichiarati inagibili. Giusta e sacrosanta,quindi,  la decisione di abbatterli per costruire ,in sicurezza, nuovi alloggi per il popoloso e popolare quartiere. Detto questo,però, mi preme evidenziare una grossa dimenticanza che non rientra nel testo della delibera.L’opera di demolizione è monca, non è completa, in quanto a fronte del necessario abbattimento dei lotti in questione , sempre sul viale Europa ,stavolta accanto all’ospedale Morelli, insistono due grossi scheletri di fabbricati mai finiti ed anch’essi a rischio crollo. Già negli anni scorsi proprio per questo dovevano già essere demoliti. E’ assurdo che una volta che si da il via libera ad un lavoro così importante che riguarda l’Aterp ed il Comune si decida ,ancora una volta, di fare le cose a metà. A mio avviso i due “ecomostri” di cemento proprio perché pericolanti, proprio perché in una zona importante ,vedi ospedale Morelli, vanno in maniera prioritaria abbattuti. Dopo  si potrà decidere se costruire altri alloggi popolari, di cui la città ha fortemente bisogno, o se costruire dei parchi per bambini e spazi verdi cosa di cui la zona ha altrettanto bisogno.Mi chiedo : come mai non si è pensato di abbattere i suddetti scheletri ? Come mai in un viale trafficato ed importante come il viale Europa si decide di lasciare ancora , dopo vent’anni, il degrado , lo scempio ,ignorando le più elementari regole del decoro urbano?Spero fortemente che sia stata solo una  imbarazzante svista quella operata dall’ex Iacp  e dal Comune altrimenti non si avrebbero Continua a leggere

La voce dei cittadini: “Con uno spettacolo cosa cambia?”

Via Graziella,asilo comunale.

 Di Salvatore Marrari. Perché questo titolo ? Presto detto. Domenica 10 giugno 2012 da Sbarre Superiori imboccavo in auto la Via Graziella e mi son trovato davanti uno sbarramento all’accesso fatto da un palco da concerto o da comizio. Mi arrabbio, anzi ci arrabbiamo, perchè ci siamo impelagati con altri autoveicoli che avevano da fare la stessa strada e in retromarcia ci affatichiamo tutti a tornare indietro e, vi assicuro, non fu un’impresa da nulla visto che altre auto si eran dovute fermare in coda sulla viuzza della già citata Sbarre Superiori. Imprecazioni, caldo, maledizioni per chi aveva effettuato quel servizio senza avvisare e senza aver posto alcun cartello. Ma…cose che succedono solo in questa città dove tutti dicono : ” ma si ndi rranciamu”. E, se tanto mi da tanto, anche le pseudo “autorità” elette vengono da questa estrazione sociale…l’abito non fa il monaco ! E aggiungo anche che mio nonno e i miei antenati e,credo, anche i vostri, mi riferisco a chi mi legge, dicevano con espressione molto seria e rassegnata : “Rriggiu non vindiu mai ranu”. Leggevo, proprio ieri, su Zoomsud un articolo di Massimo Acquaro che paragonava i cittadini di Palermo e Napoli a quelli di Reggio Calabria il cui senso era questo : in quelle due città, sebbene ci sia ancora disordine e sporcizia e le cose cambiano a rilento, i cittadini hanno provato col diritto del voto a cambiare le cose e, dando una svolta radicale, le loro precedenti amministrazioni comunali; nella nostra città, gli abitanti, non hanno coraggio di dare una svolta in maniera drastica, non l’hanno mai fatto ne lo faranno mai. Riferendomi a quanto scritto da Acquaro, non si sarebbero accorti neanche del passaggio di Giuseppe Garibaldi e dei suoi mille, ne del generale Patton che, col suo esercito di liberazione, passava dopo aver liberato la Sicilia. Ma, tornando a Via Graziella, devo dire che : ” ‘U fattu fu ‘i notti e jeu no’ vitti, ma ‘u sintja “. La sera di Domenica del giorno citato, si udivano da casa mia, in via Cantaffio, e in tutto il Rione Sbarre grandi frastuoni musicali. Collego i miei ricordi al palco che aveva stimolato le mie arrabbiature in mezzo a quella strada e penso ad una festa di circoscrizione; rimaledico, pensando alle vicissitudini mattutine, e distolgo i miei pensieri su altre cose. Non mi interesso più di tanto sino a quando, il giorno dopo, non ne parlarono le TV locali…intervista al Sindaco, ai due attori Misefari e Battaglia…partono immagini della loro recita, di balletti, complessi musicali, cantanti, insomma qualcosa d’importante e di accorato, e, ascolta ti ascolta, si dipana il bandolo della matassa e, tutto, improvvisamente, si chiarisce; lo spettacolo si è fatto perchè dei vandali avevano spezzato due sedili della piazzetta su cui insistono l’asilo comunale di circoscrizione e il campo di calcetto della chiesa del Loreto. Con lo spettacolo si son voluti ammonire i cittadini ad operarsi perchè in quel luogo alberghi

Panchine divelte accanto alla sede della Circoscrizione

più civiltà e ci sia maggiore rispetto per il suolo e le cose pubbliche. Che mi consti, nella zona, ci sono persone a modo, quasi tutti anziani che non hanno grilli per la testa e, per dirla schietta, quel posto è frequentato spesso da ragazzi, non del posto, che ballano e cantano, indisturbati, al suono di organetto e tamburello, con piroette e salti di tarantelle. So che gli abitanti del luogo hanno spesso ricriminato l’incuria e il disturbo alla quiete pubblica senza alcun esito. In effetti i sedili spezzati, le mura imbrattate, i rifiuti a montagna, sono li da svariati mesi e nessuno, dico nessuno(cosa che accade per tutti i rioni della nostra Reggio), si è mai sognato di cercare i colpevoli sebbene siano state poste delle telecamere. Oggi, trovandomi a ripassare in macchina per quella via ho rivisto quelle panchine, ma, a colpo d’occhio, qualcosa era cambiato e mi sono reso conto che i bidoni della raccolta dei rifiuti che prima erano qualche metro più in la dall’asilo dei bambini, adesso erano stati spostati proprio sotto le finestre delle aule, con la spazzatura che lambisce i vetri delle aperture e, naturalmente, i sedili sono ancora inagibili. Mi sono posto, francamente e a cuore aperto, due domande : cosa costeranno due panchine in pietra ? E quanto è costato lo spettacolo ? Vorrei che i nostri cari amministratori ci dessero qualche risposta e, per amore di verità.

La voce dei cittadini:”via Cantaffio,ex 208″

lo stato di abbandono dell'ex 208

di SALVATORE MARRARI – Espressione di rammarico di tutti gli abitanti questa via. Ma i cittadini, vi assicuro, usano altre espressioni più ricche e colorite, da arrabbiati pazzi, per l’incuria che sempre c’è stata per questa strada dove da 40 anni tutti prendono voti con promesse mai mantenute.Siamo stati bersaglio di gente di malaffare, avevamo un viavai di inopportunità, abbiamo subito furti di auto e di ogni suppellettile fosse a tiro, sebbene una caserma di Polizia di Stato fosse posta accanto ad accampamenti e baraccopoli, siamo stati attenti ad evitare i colpi di pistola per le loro rese dei conti. Ci siamo detti finalmente, dopo l’uscita dei Rom, che forse avremmo avuto il risanamento del quartiere, ma nulla apparve all’orizzonte, neanche quando l’allora sindaco Scopelliti ci annunciò, venendo sul posto, che avremmo avuto una zona degna delle migliori città d’Italia e, con tutto il suo staff di portaborse, svolse dei rotoli su cui c’erano i disegni e la progettazione dei lavori che sarebbero stati eseguiti a tempo di record. I lavori, in effetti, furono iniziati dopo qualche tempo, ma repentinamente abbandonati. Si parlò col presidente di circoscrizione Eraclini prima e dopo aver cambiato partito (lui sempre lì) e le promesse andarono per mare e per terra; noi si lamentava anche del fatto che l’asfalto di Via Cantaffio era stato posto a strati, l’uno su l’altro, nell’arco degli anni, e, logicamente, aveva già superato il livello dei marciapiedi con le conseguenze che ne derivavano nei giorni di pioggia, con la strada in discesa e le cunette intasate. Ci fu detto che erano stati stanziati già i soldi per i lavori da effettuarsi immediatamente. Son passati tanti anni e ancora la gente aspetta, ne sono testimoni le erbacce nel largo dell’ex 208 e, guarda caso, una ruspa abbandonata che sicuramente, dopo il completo deterioramento, pagheremo noi tutti cittadini di questa “Urbe Metropolitana”( ma forse per metropolitana s’intende qualcosa che va sottoterra e non alla luce del giorno).
A conclusione, devo per forza meditare su quel che è accaduto: Scopelliti è stato “promosso” Presidente della Regione Calabria, il suo vicesindaco Presidente della nostra Provincia, Eraclini, non rieletto alla Provincia, è stato chiamato per meriti al Consiglio comunale, il nuovo sindaco Arena non ha potuto operare, lui dice per mancanza di denaro. Tutti “premiati”, noi di Via Cantaffio e Sbarre Superiori, invece, siamo sempre ad ammuffire in zona nell’attesa che qualcosa si muova. Non credo che avremo sbocchi, sappiamo solamente che nessuno osa promuoverci a livelli migliori. Chi di dovere si aspetti una rivoluzione, magari pacifica, ma se l’aspetti e che non vengano più a chiedere voti con feste feste rionali e con vane promesse. Grazie salvatore per la segnalazione. Ed ora ,per dimostrare quando sono bugiardi i nostri amministratori, di seguito i proclami di Scopelliti e dei suoi subalterni con tanto di progetto e data di fine lavori!! Che vergogna, che mentitori! per vedere cliccate sul link : http://massimocalabro.wordpress.com/2008/03/20/reggio-calabria-al-via-la-riqualificazione-dellex-ghetto-208-ecco-come-verra/ 

il meraviglioso progetto rimasto inevaso

Emarginazione sociale a Reggio

Il presidente OP G.Marino

Di Giacomo Marino.Pochi giorni fa abbiamo appreso che nella nostra città il fenomeno dell’emarginazione sociale è “scomparso”. A dichiararlo è il Comune nel primo documento del Piano Strategico Sociale pubblicato sul sito dell’ente. Il piano che dovrebbe portare ad una programmazione unitaria ed efficace del welfare cittadino, alla cui redazione ci sta lavorando da mesi un gruppo di cinque esperti.
Nella seconda pagina del documento redatto dagli esperti ( dal titolo “Prime indicazioni per la costruzione del Piano Strategico Sociale”) alla tabella utenti viene dichiarato che i destinatari dei servizi sociali che rientrano nella categoria “Emarginazione e disagio adulti” ( rom , detenuti, ex detenuti, donne in difficoltà e indigenti) per gli anni 2010 e 2011 erano : 29 nel 2010 e 27 nel 2011 .
Questa notizia, se fosse vera, sarebbe veramente eccezionale. La nostra città diventerebbe una sorta di “paradiso terrestre”. Ma sappiamo che, purtroppo, non è così.Nella categoria “Emarginazione e disagio adulti”, della classificazione ( Nomenclatore interregionale degli interventi e Servizi Sociali- NISS) adottata dal tavolo degli esperti , dovrebbero rientrare tutti i cittadini che ,secondo la definizione scientifica di emarginazione sociale, hanno un reddito al di sotto della soglia di povertà, ma hanno subito pure altre deprivazioni come il vivere in un habitat non inclusivo, una bassa istruzione, difficili condizioni di salute, ecc.
Partendo da questa definizione multidimensionale dell’emarginazione sociale, le persone che, nella nostra città, negli anni 2010 e 2011, si trovavano in questa condizione (tra i rom, i detenuti, gli ex detenuti, le donne in difficoltà e tra altri soggetti) , purtroppo, erano molte di più di quelle riportate nel documento. Solo nella comunità rom di cittadinanza italiana, gli emarginati residenti nei quartieri di Modena ( Ciccarello palazzine e Ciccarello ex Polveriera) e di Arghillà nord negli anni 2010 e 2011 erano almeno 800 persone. Ai rom bisogna aggiungere molte altre persone che si trovavano in condizioni simili di emarginazione sociale e di disagio. I dati dell’Istat sull’esclusione sociale in Calabria in quel periodo si attestavano intorno all’8% delle famiglie. Il che significa che, orientativamente, nella città di Reggio Calabria negli anni 2010 e 2011, le persone che si sono trovate nella condizione di grave deprivazione ed emarginazione sociale sono state qualche migliaio. Il fenomeno dell’emarginazione sociale con l’avvento della crisi economica si è incrementato al punto che la Comunità Europea ha dedicato l’anno 2010 alla lotta contro l’esclusione sociale. Alla luce di tutto questo, non riusciamo a comprendere come è stato possibile che siano stati pubblicati dati tanto errati. Anche se non tutti i casi di emarginazione raggiungono i servizi sociali, è vero che le assistenti sociali comunali, nei diversi quartieri, seguono moltissimi soggetti emarginati. Ma il documento non riporta nemmeno una piccola parte dei casi trattati dai servizi sociali. Per fortuna il testo in questione non è il Piano strategico sociale definitivo, anche se è il prodotto di un tavolo di esperti che, già da circa otto mesi, lavorano per costruire la base per la programmazione futura delle politiche sociali della città. E’ evidente che , nonostante le competenze e la buona volontà degli esperti, esiste il pericolo che i soggetti più deboli, quelli che sono poco rappresentati nella comunità e nello stesso Terzo settore, possano, di colpo “scomparire” dalle tabelle . Così facendo si aumenta l’intensità del loro stato di emarginazione, penalizzandoli ulteriormente. Se il piano Strategico, come è stato presentato, intende essere uno strumento di programmazione delle politiche sociali e quindi un mezzo per contrastare l’esclusione sociale è necessario raccogliere con maggiore attenzione e con metodo diverso i dati, visto che questi costituiscono le basi fondamentali con le quali redire un programma di welfare efficace . Questa nostra nota non intende essere una critica al gruppo degli esperti , ma vuole essere la segnalazione libera di un grave errore nei dati, errore che potrà essere corretto facilmente se il lavoro di redazione del programma verrà continuato consentendo , la partecipazione autentica di tutti i soggetti del Terzo Settore e di quella degli stessi utenti.
*Presidente  Opera Nomadi

La puzza del depuratore!

immagine del depuratore

Raccolgo le voci di protesta dei lavoratori ed impiegati dell’Aereoporto dello stretto ma anche dei residenti del popoloso quartiere di Ravagnese.Tutti lamentano l’impossibilità di poter lavorare e abitare in quella zona a causa dei cattivi odori sprigionati dall’ormai famoso depuratore di Ravagnese. Il problema ,come al solito, torna a riproporsi puntualmente con il primo caldo che “esalta” gli olezzi provenienti dall’interno della struttura.Il grandissimo numero diabitazioni che la struttura deve servire risulta essere ormai spropositato rispetto ad un congegno che ha bisogno di continue manutanzioni, potenziamenti e verifiche quotidiane. Cose queste che non sempre avvengono nei tempi e nei modi più consoni. Bisogna impegnare nuove somme per il potenziamento e l’ammodernamento del depuratore. Non è AMMISSIBILE costringere le famiglie a chiudersi in casa o dentro gli uffici senza poter uscire a prendere una boccata d’aria.In più è incalcolabile il danno subito dalle attività commerciali presenti lungo la strada. Centri sportivi, frequentati da bambini di ogni età, Pub, pizzerie, farmacie, veterinari etc.. etc.. insomma un variegato mondo di gente che con il proprio lavoro vive.Tutti mortificati e lesi dall’incositente impegno dell’Amministrazione che dopo annunci e promesse non riesce a risolvere un problema che pregiudica la quotidiana vivibilità e arreca danni alla salute dei residenti. Infine ,vorrei ricordare, che la tassa sulla depurazione viene puntualmente chiesta ai cittadini ma in seguito non viene puntualmente spesa per la manutenzione ed il potenziamento dello stesso. SE L’aereoporto è il primo approccio dei “forestieri” alla città non è sicuramente una cartolina edificante constatare che la città ,subdolamente, chiamata della gioia è invece la città della puzza! Chiedo ,quindi, al Sindaco, all’Ufficio tecnico del Comune e all’Assessorato competente un immediato sopralluogo per verificare di persona lo stato di cose ed intraprendere fin da subito le iniziative preposte a risolvere il problema definitivamente.

Comune : il debito supera i 120 milioni di euro ?

di ALDO VARANO – Le notizie che emergono dalla conferenza stampa del sindaco Arena sulla condizione delle casse comunali di Reggio sono due: una buona e una cattiva.Iniziamo dalla seconda. Il Comune di Reggio ha, secondo i calcoli fatti fare da Arena, un debito arretrato di 120 milioni. C’è chi dice siano di più: forse è vero forse enfatizzano gli avversari del sindaco. In ogni caso, 120 milioni sono una sventola bestiale,un colpo di quelli che manda ko anche un grandissimo campione. Tanto per capirci: coi tagli romani ai servizi provocati dalla crisi la condizione del Comune, non per colpa di Arena o di chiunque lo diriga, va sottacqua. Di brutto. Bisognerà tagliare cose essenziali e c’è chi non avrà più aiuti indispensabili alla sopravvivenza; soprattutto tra i ceti fragili sempre a un passo dall’essere rigettati nel mondo oscuro e anonimo della povertà. Quella vera, che parte dal cibo. Insomma, chi vive muro a muro con l’ospedale, come si dice da noi, vedrà cadere la parete e ci finirà dentro.In questa situazione drammatica, come non bastasse, bisognerà fare ulteriori tagli per pagare i debiti contratti quando invece di vivere da formiche abbiamo fatto le cicale.Arena cerca di rendere digeribile la cicuta che i cittadini dovranno ingurgitare spiegando che i soldi si pagheranno a rate (cioè firmando cambiali per i prossimi tre anni) e che le rate si pagheranno dismettendo il patrimonio edilizio del Comune, cioè i residui gioielli di famiglia.Vero? Falso? Arena si dice convinto di potercela fare e c’è da augurarsi con tutto il cuore, per il bene di Reggio, che ci riesca. Personalmente, faccio il tifo. Ma il bene di Reggio non sono le parole: sono fatti e processi reali e se si vuole essere credibili e insieme responsabili bisogna avvertire che si apre una fase drammatica dai contorni incerti. Chi dodici ore prima della conferenza di Arena era nel salone degli Specchi sa che nessuno, a cominciare da assessori e Consiglieri, scommette sulle capacità della burocrazia e della macchina comunale a gestire, con precisione di chi ha firmato le cambiali, un’operazione tanto complessa come la dismissione del patrimonio comunale; ammesso (e non concesso) che dentro la città e tra gli strati interessati all’acquisto ci sia il risparmio necessario per l’operazione senza alimentare speculazioni o uno smisurato allargamento della tragedia dell’usura.Inoltre, il fatto che si arrivi solo ora al bilancio consuntivo del 2010 (amministrazione del sindaco Scopelliti) significa anche che i bilanci preventivi approvati dal Consiglio comunale (amministrazione sindaco Arena) sono stati varati senza contezza della voragine debitoria perché elaborati prescindendo dalla reale situazione finanziaria del Comune. Da qui altre sorprese, altri tagli e, per conseguenze, altre tensioni e ferite sul corpo vivo di Reggio.Non affrontiamo qui il problema della

Il sindaco Arena e dietro le quinte Scopelliti

sapienza e delle condizioni politiche necessarie per gestire un’operazione che, anche chi pensa positivo, se non vuol venire scritto d’ufficio nell’elenco degli imbecilli, non può non considerare al limite dell’impossibile.E veniamo alla notizia buona, la seconda, che il sindaco non ha esplicitato ma che, a rigor di logica politica, costituisce il retroterra della presentazione del consuntivo 2010 tranne a voler immaginare che il Sindaco sia afflitto (politicamente) da manie suicide: il Consiglio comunale di Reggio non verrà sciolto per mafia.E’ del tutto Continua a leggere

Sul debito il commento dell’opposizione

Prendiamo atto, alla luce della conferenza stampa di ieri, di una prima parziale ammissione, dopo due annidi negazionismo assoluto e menzogne, della gravissima situazione in cui versano le casse comunali. Purtroppo questi ritardi hanno aggravato la situazione, aggiungendo ulteriori difficoltà ad una società già di per sé in crisi. La città vuole sapere, visto che i investimenti non ne sono stati fatti e i cantieri sono bloccati, dove sono finiti questi soldi.A quanto dice il primo cittadino, questo debito, sarà spalmato in tre anni. Ciò significa che, ancora una volta, saranno i cittadini a pagare le colpe di chi ha male amministrato questa città negli ultimi otto anni. L’unica certezza è che, per pagare questi debiti, la città non conoscerà alcuna crescita per diverso tempo.È vergognoso, per altro, cercare di addossare tutte le responsabilità all’operato di una singola persona che comunque, a tutto voler concedere, è stata nominata dalle stesse persone che oggi ne condannano l’operato e che ne hanno beneficiato elettoralmente. Infatti, tutte le recenti tornate elettorali, si fondano su quelle che oggi si appalesano come menzogne che hanno costruito un falso modello fatto invece di sprechi e abusi i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.È doveroso rimarcare che il Sindaco e la sua Giunta si sono assunti l’onere di tacere, dall’insediamento a oggi, su questa voragine debitoria (segreto di pulcinella), esponendo così il Consiglio e i propri consiglieri di maggioranza a votare documenti contabili non veritieri.In ultimo, è oltremodo vergognoso chiedere ai dipendenti comunali di restituire le posizioni organizzative, previste dal contratto collettivo per una cifra di addirittura 22 milioni di euro, ovvero circa 17 mila euro a testa. Sarebbe stato molto più dignitoso chiedere a quei pochi gerarchi che si sono arricchiti sulle spalle della città, la restituzione del maltolto.Siamo stufi delle mezze verità. Nei prossimi giorni, appena la Giunta ci darà i documenti deliberati, avremo modo di verificare realmente la situazione e informeremo la città che ha il diritto di conoscere tutta la verità.