Reggio città turistica? Mito,realtà e numeri.

presenze turistiche a rc

di DARIO MUSOLINO – Da diversi anni nel dibattito cittadino ricorre, se non predomina, il tema della città turistica. Anzi, spesso viene ormai dato quasi per scontato che Reggio sia una città turistica. Una città può essere definita turistica, tautologicamente parlando, nel momento in cui attrae turisti in misura particolarmente rilevante grazie ad un’offerta adeguata (risorse artistiche, culturali, paesaggistiche, infrastrutture e servizi turistici, ricettività, ecc.), ovvero nel momento in cui il settore turistico si sviluppa in misura tale da costituire parte importante/predominante della sua economia.Pensando a una città turistica vengono per esempio in mente Firenze, Roma, Venezia, Napoli; oppure, facendo riferimento a realtà di dimensioni piu piccole, più assimilabili alla scala di Reggio, emergono i modelli forniti da città toscane come Pisa, Lucca, Siena, o da quelle romagnole come Rimini e Ravenna, o città “padane” come Mantova e Padova, o anche da città del Sud come Lecce, Palermo, Siracusa. Nel caso di Reggio, invece, a qualunque osservatore esterno (o interno, purchè dotato di buonsenso e capacità di giudizio), non verrebbe purtroppo in mente, almeno istintivamente, l’immagine della città turistica.La domanda appare allora cruciale per cercare di dirimere questa questione, ovvero per mettere un punto, un elemento di chiarezza, in questo dibattito, apparentemente privo di supporti statistici elementari: quanto turismo a Reggio?
Ebbene, i dati ufficiali sul movimento turistico a livello comunale (si tratta di dati pubblici, di fonte: Provincia di Reggio Calabria, Ufficio Statistica – Settore turismo) dicono chiaramente che di città turistica, ovvero di città che attira turismo, in misura significativa, e/o che ha incrementato il movimento turistico in modo talmente rilevante da far si che gli si possa attribuire questo”titolo”, non vi è traccia.Se consideriamo il periodo dal 2000 al 2010 (si vedano i grafici in fondo), ossia l’arco di tempo in cui maggiormente è montato il mito della città turistica, si osserva come gli arrivi, tolte alcune oscillazioni, non hanno avuto certamente un trend di crescita nel periodo e sono rimasti stazionari intorno a 70mila; le presenze, poi, dopo un picco pari a 176mila nel 2002, sono andate calando e si sono assestate su un livello inferiore alle 150mila nel 2010 (1). Nessuna dinamica espansiva, quindi, nessun boom del turismo in quegli anni. Anzi, per le presenze, la tendenza di fondo è stata verso un lieve calo nell’arco dell’ultimo decennio.A quanto “ammonta” invece il turismo in città di cui si hanno ben pochi dubbi sul fatto che siano turistiche? Purtroppo i dati sul movimento turistico nelle città italiane sono piuttosto carenti, ma cercando nei siti degli enti territorili competenti, e spulciando in altri studi in materia, qualcosa viene fuori. Continua a leggere

Lavoratori non pagati e commenti…

Bisogna che il centrodestra si metta d’accordo con se stesso. Se da un lato la consigliera Falcomatàrispondendo ad un mio intervento in difesa del terzo settore ,dove evidenziavo che tutte le promesse del Sindaco sono state disattese,afferma che <<l’amministrazione ha sempre onorato gli impegni presi ,in particolar modo con i rappresentanti del mondo sociale >> e che << le mie battute non possono scalfire l’impegno serio,costante e concreto verso quelle realtà che si spendono per aiutare gli altri>> Insomma per la consigliera prediletta di Arena tutto va bene, e che è solo colpa di mancanza di liquidità! Dall’altro lato mi viene da ridere ,leggendo successivamente l’intervento del consigliere di maggioranza Crupi che di fatto sconfessa  la collega e dà piena solidarietà al terzo settore ed ai lavoratori delle miste che da mesi non percepiscono lo stipendio e chiama ,addirittura,l’amministrazione Arena ad un maggiore sforzo ( segno che fin qui poco si è fatto!) e testualmente il consigliere Udc dice << non si può più andare avanti così,occorre trovare una soluzione definitiva per ovviare ad una situazione drammatica>
Non posso che concordare in pieno con il collega Crupi che dovrebbe spiegare la situazione reale anche alla Consigliera Monica Falcomatà e ad Arena. Apprezzo la sua onestà intellettuale perché è arrivato il momento di non nascondersi dietro difese d’ufficio ma riconoscereil dramma sociale in cui versano la città ed i lavoratori. L’obiettività di Crupi spero trovi consequenzialità domani quando spero di trovare lui ed il suo gruppo tra
i lavoratori del terzo settore a difendere i loro sacrosanti diritti. Resta un fatto politicamente rilevante ,dentro la maggioranza a Palazzo San Giorgio, ci sono due diverse visioni della città e dei cittadini per qualcuno è un problema temporaneo (che dura però da anni ) per altri invece  la situazione è drammatica.Demetrio Delfino Consigliere Comunale  di centrosinistra

Sindaco Pinocchio!

In merito alle giuste osservazioni del consigliere prov.le Avv. Pinone Morabito che dà del “Pinocchio” agli Amministratori della Provincia,mi permetto di scrivergli facendo presente che anche al Comune abbiamo novelli Pinocchio . CaroPinone, non per rincuorarti, ma siamo circondati da gente che mente sapendo di farlo!Tu a Palazzo Foti avrai anche il tuo bel da fare a sbugiardare la maggioranza, ma qui  a palazzo San Giorgio non siamo messi granché meglio! Il Sindaco è, infatti, ormai da dieci mesi che promette e non mantiene. Da novello Pinocchio, però, non è il naso a crescere, bensì il debito comunale.Ultima, in ordine cronologico, è la “bugia sociale”. Il nostro sindaco, tenendo in modo particolare al settore delle politiche sociali, decide di tenere per se la delega del terzo settore, promettendo subito un piano di rientro per coprire i 6 milioni (!) che le cooperative sociali vantano nei confronti del Comune. Peccato, però che il piano di rientro resta “lettera morta”, solo titoli sui giornali ma nulla di concreto.Promette,inoltre, che la prima tranche dei pagamenti, nella misura del 30% del totale venga liquidata nella prima settimana di aprile e che da Gennaio 2012 vengano pagate a vista le fatture correnti. Bugie!!!! Nulla di tutto ciò è accaduto e le associazioni hanno, in merito, già dichiarato lo stato di agitazione.Farebberidere l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale se, dietro di esso non vi fossero in gioco la serenità di tanti lavoratori e delle loro famiglie che da mesi attendono la giusta retribuzione al loro lavoro , nonché di tutti coloro i quali beneficiano dei pur pochi servizi che, fino ad oggi, sono stati offerti alle persone in difficoltà. Né può più essere tollerato l’atteggiamento di tacitare gli animi ad ogni accenno di protesta concedendo pochi spiccioli a fronte di una posizione debitoria sempre più pesante. Giacché, in genere, al danno si aggiunge sempre la beffa, i lavoratori delle cooperative sociali, a giugno dovranno pagare le tasse su retribuzioni mai ricevute (in compenso hanno ricevuto nei tempi giusti il relativo CUD). Di fronte a tutto ciò, a cooperative che non ricevono pagamenti di fatture da oltre un anno, a lavoratori senza stipendio da ottobre è giunto il momento di dire basta a tutte le fandonie. Pinocchio e il gatto e la volpe devono smettere di far credere alla gente che i soldi possano crescere sugli alberi e risanare miracolosamente le casse comunali. Si dica piuttosto la verità, per quanto scomoda essa possa essere: il comune è al collasso, non può pagare i creditori né può più far fronte agli impegni presi. Si liberi, il Sindaco, dai lacci di Mangiafuoco e faccia i nomi di chi ha portato la città al disastro, solo con la chiarezza, infatti, si potrà parlare di un reale piano di rientro per il bene dell’intera città.Ad onoe del vero,in una sola cosa il Sindaco ha mostrato di mantenere la parola data, quando, in campagna elettorale, aveva annunciato continuità con l’Amministrazione Scopelliti. E dunque anche Arena ha continuato a non pagare le Ditte per le loro prestazioni d’opera per il Comune, a non pagare i lavoratori, a non stabilizzare, nonostante le agevolazioni gli LSU e gli LPU, a non rispondere alle interrogazioni dei Consiglieri Comunali, il tutto con grande coerenza e in armonia con il suo predecessore – Mangiafuoco.              Caro Pinone ,consolati, affacciati dal balcone e “varda i peggiu”!!!!!

 

Rinvio a giudizio per Scopelliti!

Attento alle spalle Peppe!

REGGIO CALABRIA – Falso in atto pubblico e abuso d’ufficio: notificato l’avviso di conclusione indagini al governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti. La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha emesso a marzo, infatti, le notifiche nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “caso Fallara”, ovvero sulle somme erogate all’ex dirigente dell’Ufficio finanze del Comune di Reggio, Orsola Fallara, che nel dicembre del 2010 si tolse la vita, per la sua attività di componente della Commissione tributaria. L’avviso di conclusione indagini è stato notificato all’ex sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti, attuale presidente della Regione, e ai tre componenti del Collegio dei revisori dei conti del Comune, Carmelo Stracuzzi, Domenico D’Amico e Ruggero Alessandro De Medici. Scopelliti è indagato per falso ideologico in atto pubblico ed abuso d’ufficio per le autoliquidazioni per circa 750 mila euro che avrebbe fatto Orsola Fallara per il suo incarico in Commissione tributaria. Sotto la lente della giustizia una relazione dei periti della Procura sulle casse del Comune. I consulenti hanno appurato, per i soli due anni oggetto delle indagini e per fatti costituenti presunti reati, un “buco” di 87 milioni di euro, che sarebbero parte dei 170 milioni di cui parlano gli ispettori del ministero dell’Economia per il disavanzo maturato dal 2006 al 2010. Dalla perizia della Procura sono venute a galla irregolarità contabili nei bilanci approvati dall’ente nel periodo 2008-2010. Proprio queste circostanze sono state inserite nelle contestazioni di cui il Governatore deve rispondere assieme ai tre revisori dei conti che hanno certificato i bilanci del Comune. Per i pm ci sono state irregolarità anche in merito ad alcuni pagamenti per i quali sarebbe stato utilizzato un capitolo di spesa diverso rispetto a quello previsto dal regolamento del Comune. Presunti illeciti che Scopelliti avrebbe commesso in concorso con Orsola Fallara. Il Governatore era stato interrogato il 20 dicembre scorso dai magistrati della Procura di Reggio fornendo la sua versione dei fatti. «Firmavo atti che non leggevo… Continua a leggere

Sul caso di omofobia a Reggio.

Non intervengo per fare retorica e solidarietà di rito come spesso succede in questa città. Mi sento però di abbracciare calorosamente Claudio Toscano ( ragazzo reggino ,gay dichairato e colpito proprio in quanto tale e poi vergognosamente bistrattato per il suo essere gay anche al pronto soccorso) a cui và tutta la mia stima e l’ammirazione perché ha dimostrato molta maturità ed una grande sensibilità per quel che concerne i diritti umani e personali. Il coraggio poi di denunciare non solo il vile attentato di quattro balordi ma anche il “trattamento” al pronto soccorso , su cui stendiamo un velo pietoso, è la dimostrazione pratica che in città c’è chi ha ancora senso civico e ribellione verso i suprusi.Nell’augurare a Claudio una pronta guarigione prendo spunto per sollecitare due argomenti che mi stanno molto a cuore . Il primo è la definitiva realizzazione dell’osservatorio sull’omofobia. Osservatorio che doveva partire già diversi mesi addietro e che , si dice per questioni burocratiche, non è ancora partito.Il protocollo definitivo è infatti fermo alla Provincia in attesa che il presidente Raffa definisca i dettagli. Oggi più che mai quello dell’osservatorio può essere uno strumento utile non solo a monitorare il fenomeno ma anche a informare e prevenire ( ed era questo il caso) atti come quello perpretrato ai danni di Claudio sia davanti al bar ,in prima battuta, sia in ospedale dove l’ignoranza e la mancanza di rispetto verso le persone hanno svelato una città drasticamente debole ,quasi perduta. Non e più,quindi,procastinabile la concretizzazione dell’osservatorio e per questo invito il Presidente Raffa ad accelerare l’iter fin da subito. Il secondo punto è il regolamento sulle unioni civili dibattuto già in commissione ( e bocciato a maggioranza) che presto sarà discusso in Consiglio. Questo è un altro strumento di cui la città si deve dotare se vuole uscire dal “bigottismo” in cui ,purtroppo con i fatti, stà piombando. Un documento che oggi avrebbe un significato grandissimo, visto anche l’interesse che il Sindaco stà dimostrando su questa agressione, l’amministrazione è chiamata a rispondere con i fatti e colpo su colpo a chi vuole la città omofoba, razzista .Ci vuole coraggio per fare queste scelte tramite atti amministrativi forti e d’impatto , quel coraggio che Claudio ,poco più che ventenne , ha ampiamente dimostarto. Adesso quel coraggio la Reggio “civile” se lo aspetta dalla politica e dalle Istituzioni. Il Consigliere Comunale Demetrio Delfino

Intitolazione piazza Almirante (?)

Sulla vicenda relativa all’intitolazione di una piazza a Giorgio Almirante ebbi modo di scrivere nel lontano 2008 quando un Consigliere Comunale di centrodestra osò lanciare la proposta per fortuna naufragata malamente.Oggi , a quattro anni di distanza la questione si ripropone con l’unica eccezione del cambio di luogo non più piazza del Popolo ( !) ma piazzetta Orange. Vado  perciò a ripercorrere quanto scritto anni fa poiché le mie convinzioni in merito si sono ulteriormente rafforzate.<<Il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l’Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un’imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera ». Queste parole inquietanti vennero scritte nel 1938 sulla rivista La Difesa della Razza da Giorgio Almirante. Oggi si  discute,ancora la proposta, di dedicare una  piazza della nostra città a un personaggio dalle tinte decisamente cupe come il repubblichino Almirante.Reggio non può e non deve tornare ad essere la culla del neofascismo. La persona che oggi molti osannano, Giorgio Almirante, non solo fu tra i firmatari del Manifesto della Razza, che diede il via alla persecuzione nazi-fascista contro gli ebrei in Italia, fu anche tra i più ferventi sostenitori della Repubblica di Salò, che asservì gran parte del nostro Paese all’occupante tedesco. Ma le gesta di Almirante non si limitano a questo. Ben pochi, infatti, ricordano che il capo indiscusso del Movimento Sociale Italiano fu condannato dalla Magistratura italiana per favoreggiamento aggravato nei confronti di Carlo Cicuttini, dirigente dell’ Msi friulano e autore della Strage di Peteano del 1972 nella quale tre carabinieri furono fatti saltare in aria. Per tale crimine Almirante non scontò la pena perché chiese l’amnistia che gli venne concessa solo in quanto ultrasettantenne. Questo grande statista, al quale si rende omaggio per lo Stato italiano è dunque un terrorista, complice dell’assassinio di tre carabinieri.Non so come facciano  i sostenitori di questa assurda farsa, a non arrossire. Nomi come quello di Almirante dovrebbero essere pronunciati con grande imbarazzo, e invece molti di voi hanno l’ardire di urlarlo. Nessuno dovrebbe esser fiero di avere avuto come maestro un terrorista filonazista, ma qui il pudore non sembra essere di casa. D’altronde, non sarebbe neanche la prima volta che questa amministrazione, a colpi di maggioranza, decide di intitolare piazze, erigere monumenti, incensare personaggi, che non rappresentano affatto la popolazione reggina, ma solo i convincimenti personali di alcuni suoi amministratori. Così è stato per l’Arena dello Stretto, intitolata, tra mille polemiche, a Ciccio Franco,  così è stato anche per la stele dedicata ai moti del ’70, un altro colpo di mano autoreferenziale di questa maggioranza. Tutti ad esaltare l’epopea della Rivolta di Reggio, come se fosse l’unico collante identitario, l’unico orgoglio da ostentare. La memoria storica deve essere costantemente nutrita per evitare capovolgimenti di prospettive. Mi riferisco in modo particolare a chi oggi cerca di cambiare le carte in tavola. Quella rivolta è una ferita ancora aperta che sanguina, è un doppio inganno ai danni dei Reggini che prima subirono l’umiliazione dell’ennesimo sopruso da parte dello Stato, l’ennesima beffa ai danni di una delle aree più depresse d’Europa, poi vennero usati come cavie da laboratorio per esperimenti eversivi da parte dei capi di quel movimento. Reggio si lecca ancora quelle ferite. Ma Continua a leggere

Lavori del Castello fermi perchè il Comune non paga.

I lavori al Castello Aragonese sono fermi da mesi perche’ il Comune di Reggio Calabria non paga l’impresa appaltatrice dei lavori di completamento e riqualificazione a causa del mancato trasferimento dei fondi regionali,  ”costringendo dal novembre 2011 alla sospensione del cantiere e di fatto sottraendo ai cittadini la possibilita’ di fruire dell’antico manufatto storico”. Lo denuncia in una nota l’Ance reggina. Il restauro dell’antico immobile era stato finanziato con i fondi regionali dell’Accordo di programma quadro, spiega l’associazione degli edili di Reggio Calabria, e ”aspira a diventare una prestigiosa sede espositiva per ospitare numerose e importanti mostre d’arte ed eventi culturali”. Si tratta di ”un prezioso patrimonio storico e culturale per la citta’ di Reggio Calabria -continua la nota dell’Ance- sottratto alla pubblica fruizione dei cittadini a causa di disfunzioni amministrative che appaiono inestirpabili e insidiano la stessa integrita’ dei lavori ed il corretto cronoprogramma della ristrutturazione con il rischio di inficiare i sapienti e moderni lavori di restauro gia’ eseguiti”.

Questione di via Palmi.

I consiglieri Comunali ,MassimoCanale e Demetrio Delfino,hanno effettuato un sopralluogo nel quartiere di Sbarre. <<Accogliamo ,ancora una volta, le istanze dei cittadini nella zona sud della città ed esattamente di via Palmi. Qui da ormai quattro anni insiste un fabbricato fatiscente mai finito che doveva essere una “emeroteca” o qualcosa del genere (?).Infatti la destinazione d’uso “dichiarata”  è cambiata più volte divenendo ora centro sociale per anziani, ora circolo culturale etc..etc..Ascoltando i cittadiniapprendiamo che nel lontano 2008 Ci fu la presentazione in pompa magna del progetto alla presenza dell’allora Sindaco Scopelliti, del  presidente della circoscrizione di sbarre e dell’Assessore ai lavori pubblici che magnificavano sull’importante opera appaltata. Il progetto fu inserito nel piano delle opere pubbliche con una spesa di 350.000euro da coprire con un mutuo ( l’ennesimo!) attraverso la cassa di depositi e prestiti.I lavori partirono ma pian piano si arenarono inesorabilmente lasciando il fabbricato a metà dell’opera. Adesso ,il manufatto,versa in condizioni di abbandono e degrado senza che nessuno sappia quale sarà il suo futuro . Tra l’altro i residenti contestano il fatto che i lavori  hanno gravemente danneggiato l’impianto fognario. In atto c’è una raccolta firme che denuncia i fatti , ma al momento nessuno è intervenuto a chiarire la questione.Ci domandiamo quindi : Come è stato possibile costruire un opera pubblica all’interno di un cortile che ,pare, sia privato ? Le palazzine in questione sono dell’aterp  ma alcune sono state riscattate quindi di proprietà.I proprietari hanno dato il loro assenso per i lavori? Ci dicono che l’opera sia stata propostada alcuni cittadini con una semplice richiesta scritta ma che prevedeva un altro sito , come mai poi si è  deciso di farla proprio in quel cortile  che funge da parcheggio ed è chiuso da un cancello?Come mai l’opera è incompleta e lasciata all’abbandono ormai da anni? Dove sono finiti i soldi stanziati  attraverso un mutuo per la costruzione ? Rispetto a tutto ciò ,anche per una questione di trasparenza amministrativa,ci aspettiamo risposte urgenti e soprattutto chiediamo che l’opera sia completata e consegnata ai cittadini della zona. Intanto viste le condizioni di sporcizia del cortile in questione causate dall’opera stessa chiediamo  l’immediato intervento di Leonia e Multiservizi per una pulizia straordinariache ridia decoro ai luoghi ed alle persone.In tal senso i cittadini aspettano risposte da chi aveva fatto loro tante promesse,noi dal canto nostro continuiamo l’opera di ascolto dei cittadini attraverso un percorso già tracciato di incontri e sopralluoghi sul territorio>>. Massimo Canale & Demetrio Delfino