Lavorare a Reggio: Busta paga da 1100 euro e se ne incassano 500.

Pubblichiamo questa interessante riflessione sperando di aprire un dibattito pubblico sul tema fatto anche di denunce e racconti personali.Smuovere le coscienze,chiedere il rispetto delle regole,controlli e dignità.Questo possiamo fare tutti insieme. Commentate gente,commentate!                                                                                                          di ANTONIO CALABRO’ – Ormai Reggio è ai vertici delle strategie aziendali di gestione del personale : superata ogni logica della contrattazione collettiva già da un decennio, è diventata un esempio mondiale sulle modalità d’uso e di pagamento dei lavoratori dipendenti.A Reggio Fino a qualche anno fa si assumeva semplicemente in nero; senza contributi e con stipendi consoni allo status di poveri (se uno è povero deve prendere uno stipendio da povero, mi sembra logico), orari di lavoro dettati esclusivamente dalle esigenze commerciali, e gli altri diritti concessi paternamente col contagocce dal capo. Poi i soliti comunisti hanno pensato bene d’inventare uffici di controllo tipo l’Ispettorato del Lavoro o gli Uffici Vertenze dei sindacati; ed allora si è cambiata strategia: buste paga finte per non dare nell’occhio, i famosi “contratti formazione lavoro” usati a volontà (con minime trasformazioni a tempo indeterminato), ed altre sottigliezze contabili. Molte aziende continuano a fare buste paga finte, con l’ultima fantastica novità: rilasciano l’assegno circolare d’importo identico a quanto scritto in saldo alla busta, poi inviano il dipendente in banca a cambiarlo e si fanno restituire la differenza. Così il dipendente risulta percepire un salario di 1100 euro, ma in realtà ne prende 500. Così come Continua a leggere

Non Reggio più! (articolo integrale) da Left avvenimenti

di Rocco Vazzana:Reggio Calabria potrebbe essere il primo capoluogo di provincia d’Italia sciolto per mafia. Il Viminale ha appena inviato in riva allo Stretto una Commissione d’accesso per verificare eventuali infiltrazioni all’interno dell’amministrazione calabrese: un prefetto, un ufficiale della Guardia di Finanza e un funzionario ministeriale. Sono loro che in tre mesi – prorogabili a sei – dovranno scavare tra le maglie e le carte di palazzo San Giorgio per accertare eventuali commistioni tra ’ndrangheta e politica. Secondo l’attuale sindaco, Demetrio Arena, si tratta di un semplice controllo da cui la città uscirà a testa alta. Per gli addetti ai lavori, invece, è solo il primo passo per sciogliere il Consiglio comunale. Sul banco degli imputati, si fa per dire, non ci sarebbe solo l’attuale giunta, in carica dal maggio del 2011. È probabile che i commissari inviati dal ministro Annamaria Cancellieri indagheranno anche sull’amministrazione degli anni precedenti, quelli in cui il primo cittadino era Giuseppe Scopelliti, attuale presidente della Regione Calabria. Perché il “modello Reggio” non è sorto dal nulla, è frutto di anni di applicazione e passione. Quella che Scopelliti ha profuso per la città dal 2002 al 2010.Una relazione di fuoco.Il Viminale ha deciso di inviare la Commissione d’accesso dopo aver ricevuto, a fine dicembre, una relazione dal prefetto Luigi Varratta. Il documento segnalava tutte le inchieste giudiziarie che hanno investito la giunta negli ultimi tempi: un ex assessore all’Ambiente, attuale consigliere comunale, finito in manette con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa; l’attuale assessore ai Lavori pubblici Pasquale Morisani intercettato mentre analizzava con un boss le “intenzioni di voto” dei reggini; la vicenda della Multiservizi Spa, la società mista gestita per il 51 per cento dal Comune che secondo la Procura sarebbe stata in mano alla cosca Tegano. «La situazione è drammatica», dice Angela Napoli (Fli), membro della Commissione parlamentare antimafia che il 22 novembre aveva presentato un’interpellanza per chiedere l’invio dei commissari a Reggio. «Siamo arrivati a questo punto grazie all’insensibilità e alle coperture che fino a oggi hanno garantito l’incancrenirsi della situazione. Coperture politiche ma non solo». Per Angela Napoli, il precedente governo ha finto di non vedere cosa stava accadendo. Soprattutto l’allora ministro Maroni, che ha ignorato i campanelli d’allarme suonati da più parlamentari. «È inammissibile che Pasquale Morisani sia stato nominato assessore ai Lavori pubblici, nonostante le note vicende sul voto di scambio, senza che nessuno facesse niente». C’è voluto un governo tecnico per inviare degli ispettori. Ma secondo la deputata finiana, anche la Procura reggina avrebbe dovuto fare uno sforzo in più: «I magistrati sono stati molto bravi a colpire l’area militare delle cosche, ma hanno intaccato poco o nulla l’ambito delle collusioni». Ma da queste parti nessuno può permettersi il lusso di scaricare responsabilità, né la politica, né la società civile. Il dramma calabrese non risparmia nessuno. Le principali forze d’opposizione, a queste latitudini, sono commissariate dalle rispettive segreterie nazionali: Partito democratico, Italia dei valori e Sinistra e libertà. Perfino la sezione reggina di Confindustria è stata sciolta e commissariata. Per non parlare delle Aziende sanitarie locali sciolte per infiltrazione mafiosa o cattiva gestione. «Non dimentichiamo», prosegue Angela Napoli, «che neanche l’Università e le forze dell’ordine sono rimaste immuni dalle infiltrazioni mafiose. Non c’è istituzione che possa chiamarsi fuori».Commissari su commissari. Quelli inviati dal ministro Cancellieri non sono gli unici commissari che rovistano nelle stante di Palazzo San Giorgio. Già il ministro Tremonti si era visto costretto a inviare degli ispettori per capire come si era creato un buco da almeno 170 milioni di euro nelle casse pubbliche. Perché a Reggio per troppo tempo si è scialacquato il denaro dei contribuenti tra consulenze stratosferiche per amici e compari, appalti senza bando e festini estivi sul lungomare. E in mezzo a questo turbinio di soldi che andavano e venivano senza dar conto a nessuno, c’è stata anche una vittima eccellente. Orsola Fallara, dirigente del settore Finanze e Tributi del Comune voluta da Scopelliti è morta ingerendo acido muriatico. Una fine atroce. Per gli investigatori è stato un suicidio, ma in città parlano di omicidio. Quella morte ha fatto troppo rumore e ha attirato troppe attenzioni. I commissari del Viminale non potranno non sbirciare anche tra i misteri legati a questo caso. E quanto a misteri Reggio non è seconda a nessuno. «Bisogna chiarire una volta per tutte», tuona Angela Napoli, «il ruolo dei servizi segreti deviati, molto attivi in questa città, come dimostrano alcune inchieste giudiziarie». Sembra un film ma non lo è. ’Ndrangheta, servizi deviati e logge coperte riempiono pagine di inchieste e ordinanze da decenni.E nessuno è in grado di dire dove finisca l’una e comincino le altre. Adesso spetta ai commissari riuscire a capire se la criminalità organizzata sia in grado di infiltrarsi nell’amministrazione della cosa pubblica reggina. Se la risposta fosse affermativa il Comune verrà sciolto e commissariato fino alle prossime elezioni. A differenza della magistratura, gli ispettori ministeriali non saranno costretti a prendere una decisione basandosi su prove inconfutabili. Il loro parere non ha rilievo penale: per sciogliere un Comune bastano una serie di indizi importanti. «Non fa piacere neanche me l’idea di sedere tra i banchi di un consiglio commissariato», dice Demetrio Delfino, consigliere comunale eletto nelle liste di Rifondazione, «ma solo un intervento dall’esterno può fare chiarezza su questi anni. Spero che i commissari non si concentrino solo sull’attuale legislatura ma che vadano a scavare anche tra le carte della precedente amministrazione». Angela Napoli è fiduciosa: «La presenza dei commissari mi rassicura. Ma non mi sento serena come il sindaco Arena che si dice tranquillo per aver agito sempre all’insegna della legalità. La mia è una serenità diversa».Una relazione di fuoco. Il Viminale ha deciso di inviare la Commissione d’accesso dopo aver ricevuto, a fine dicembre, una relazione dal prefetto Luigi Varratta. Il documento segnalava tutte le inchieste giudiziarie che hanno investito la giunta negli ultimi tempi: un ex assessore all’Ambiente, attuale consigliere comunale, finito in manette con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa; l’attuale assessore ai Lavori pubblici Pasquale Morisani intercettato mentre analizzava con un boss le “intenzioni di voto” dei reggini; la vicenda della Multiservizi Spa, la società mista gestita per il 51 per cento dal Comune che secondo la Procura sarebbe stata in mano alla cosca Tegano. «La situazione è drammatica», dice Angela Napoli (Fli), membro della Commissione parlamentare antimafia che il 22 novembre aveva presentato un’interpellanza per chiedere l’invio dei commissari a Reggio. «Siamo arrivati a questo punto grazie all’insensibilità e alle coperture che fino a oggi hanno garantito l’incancrenirsi della situazione. Coperture politiche ma non solo». Per Angela Napoli, il precedente governo ha finto di non vedere cosa stava accadendo. Soprattutto l’allora ministro Maroni, che ha ignorato i campanelli d’allarme suonati da più parlamentari. «È inammissibile che Pasquale Morisani sia stato nominato assessore ai Lavori pubblici, nonostante le note vicende sul voto di scambio, senza che nessuno facesse niente». C’è voluto un governo tecnico per inviare degli ispettori. Ma secondo la deputata finiana, anche la Procura reggina avrebbe dovuto fare uno sforzo in più: «I magistrati sono stati molto bravi a colpire l’area militare delle cosche, ma hanno intaccato poco o nulla l’ambito delle collusioni». Ma da queste parti nessuno può permettersi il lusso di scaricare responsabilità, né la politica, né la società civile. Il dramma calabrese non risparmia nessuno. Le principali forze d’opposizione, a queste latitudini, sono commissariate dalle rispettive segreterie nazionali: Partito democratico, Italia dei valori e Sinistra e libertà. Perfino la sezione reggina di Confindustria è stata sciolta e commissariata. Per non parlare delle Aziende sanitarie locali sciolte per infiltrazione mafiosa o cattiva gestione. «Non dimentichiamo», prosegue Angela Napoli, «che neanche l’Università e le forze dell’ordine sono rimaste immuni dalle infiltrazioni mafiose. Non c’è istituzione che possa chiamarsi fuori».Commissari su commissari. Quelli inviati dal ministro Cancellieri non sono gli unici commissari che rovistano nelle stante di Palazzo San Giorgio. Già il ministro Tremonti si era visto costretto a inviare degli ispettori per capire come si era creato un buco da almeno 170 milioni di euro nelle casse pubbliche. Perché a Reggio per troppo tempo si è scialacquato il denaro dei contribuenti tra consulenze stratosferiche per amici e compari, appalti senza bando e festini estivi sul lungomare. E in mezzo a questo turbinio di soldi che andavano e venivano senza dar conto a nessuno, c’è stata anche una vittima eccellente. Orsola Fallara, dirigente del settore Finanze e Tributi del Comune voluta da Scopelliti è morta ingerendo acido muriatico. Una fine atroce. Per gli investigatori è stato un suicidio, ma in città parlano di omicidio. Quella morte ha fatto troppo rumore e ha attirato troppe attenzioni. I commissari del Viminale non potranno non sbirciare anche tra i misteri legati a questo caso. E quanto a misteri Reggio non è seconda a nessuno. «Bisogna chiarire una volta per tutte», tuona Angela Napoli, «il ruolo dei servizi segreti deviati, molto attivi in questa città, come dimostrano alcune inchieste giudiziarie». Sembra un film ma non lo è. ’Ndrangheta, servizi deviati e logge coperte riempiono pagine di inchieste e ordinanze da decenni.E nessuno è in grado di dire dove finisca l’una e comincino le altre. Adesso spetta ai commissari riuscire a capire se la criminalità organizzata sia in grado di infiltrarsi nell’amministrazione della cosa pubblica reggina. Se la risposta fosse affermativa il Comune verrà sciolto e commissariato fino alle prossime elezioni. A differenza della magistratura, gli ispettori ministeriali non saranno costretti a prendere una decisione basandosi su prove inconfutabili. Il loro parere non ha rilievo penale: per sciogliere un Comune bastano una serie di indizi importanti. «Non fa piacere neanche me l’idea di sedere tra i banchi di un consiglio commissariato», dice Demetrio Delfino, consigliere comunale eletto nelle liste di Rifondazione, «ma solo un intervento dall’esterno può fare chiarezza su questi anni. Spero che i commissari non si concentrino solo sull’attuale legislatura ma che vadano a scavare anche tra le carte della precedente amministrazione». Angela Napoli è fiduciosa: «La presenza dei commissari mi rassicura. Ma non mi sento serena come il sindaco Arena che si dice tranquillo per aver agito sempre all’insegna della legalità. La mia è una serenità diversa».

Plauso a Canale,Delfino e Liotta per proposta antiracket.

I giovani democratici plaudono all’iniziativa messa in campo dai consiglieri comunali Liotta, Delfino e Canale che stamane hanno presentato una proposta di regolamento a sostegno di coloro che denunciano il racket in città e che rappresenta il culmine di un cammino avviato dal già candidato sindaco e leader del centro sinistra Massimo Canale il quale durante i suoi forum con la cittadinanza durante la sua campagna elettorale  aveva ravvisato l’esigenza della società civile, con la quale si è costantemente confrontato, di misure concrete per il contrasto alla criminalità organizzata e facendone di queste un punto programmatico che adesso conosce il suo sviluppo naturale con l’approdo in commissione e poi in consiglio comunale. Un regolamento che esenta le imprese che hanno denunciato il racket dal corrispondere all’ente comunale le imposte locali come i tributi comunali sugli immobili (ICI e IMU), la tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), il canone per l’occupazione del suolo pubblico (COSAP), l’imposta comunale sulla pubblicità (ICP), ed i canoni idrici per un periodo di dieci anni oltre a prevedere un piano di rientro concordato con la rateizzazione sino ad un massimo di cinque anni per i tributi pregressi. E’ compito della massima assise cittadina mettere in campo tutti gli sforzi per stare al fianco di persone che hanno detto basta alla ndrangheta e si sono apertamente schierati dalla parte dello Stato squarciando quel velo di omertà che soffoca l’intera città di Reggio Calabria. La scure che si abbatte su un imprenditore che decide di denunciare i suoi estorsori è un peso inimmaginabile per molti: l’assicurazione gentilmente li invita a rivolgersi ad altri colleghi, le banche chiudono i rubinetti e inseriscono l’imprenditore in una “black list” di clienti a rischio, i fornitori della merce per la propria attività imprenditoriale, non avendo la copertura bancaria, preferiscono non inviare merce che non possa essere pagata dall’imprenditore che a costo di sacrifici voglia riprendere la sua attività in seguito ad eventi di natura dolosa ai suoi danni ; a ciò si aggiunge lo Stato che pretende il regolare pagamento delle imposte e così, un commerciante o imprenditore che decide di compiere semplicemente il proprio dovere affidandosi e collaborando con lo stato, viene dallo Stato stesso sopraffatto. Per cui come giovani democratici crediamo che l’approvazione di un regolamento che preveda l’esenzione dal pagamento dei tributi locali per chi denuncia il racket sia un segno di civiltà per una città come Reggio. L’intero centro sinistra in consiglio comunale sta offrendo alla maggioranza un assist su un piatto d’argento consentendogli di rifiatare un po’ sul fronte della legalità sul quale sono visibilmente in affanno e la presenza dei commissari che verificheranno eventuali infiltrazioni mafiose al comune di Reggio Calabria ne è la palese dimostrazione.  P.s. per visualizzare l’intera proposta ed il regolamento vai alla sezione “documenti” di questo sito.

Se la giustizia fa due pesi e due misure.

di MASSIMO CANALE* –  Pare che il processo penale nei confronti degli impiegati del settore urbanistica, accusati di avere illecitamente lucrato nell’esercizio delle proprie funzioni sia ormai giunto alle battute finali.La notizia in sé, pur non rilevando in senso assoluto ai fini del dibattito politico, merita dal mio punto di vista alcune considerazioni.Quel processo costituisce uno dei rari casi giudiziari che riguardano la gestione del Comune di Reggio Calabria nell’ultimo decennio e l’unico in cui gli imputati hanno trascorso diversi mesi in stato di detenzione, dapprima in carcere e, successivamente, agli arresti domiciliari. Tuonano nelle nostre menti i concetti espressi appena ieri dal Procuratore generale della Corte di Cassazione che ha richiamato all’uso della custodia cautelare in carcere come extrema ratio del sistema punitivo penale.Intravedo il rischio che quattro geometri dell’urbanistica si possano ritenere le pecore nere del Comune; il “sistema” denunciato negli anni dal centrosinistra e oggi al vaglio dei magistrati reggini riguarda un numero certamente maggiore di personaggi, con diversi e certamente più rilevanti ruoli e responsabilità, sia sul piano amministrativo che su quello politico. Peraltro, questa vicenda riguarda solo l’apparato amministrativo del Comune, la politica sembrerebbe stata “assente” o “esente” nel lungo decennio scopellitiano. Né, mi sia concesso, pare accettabile che le responsabilità conclamate di altre persone che avrebbero beneficiato di pratiche illecite poste in essere dai vertici dirigenziali del Comune abbiano sostanzialmente “patteggiato” con la Giustizia la propria libertà tramite la restituzione del bottino.Rischiamo di Continua a leggere

IMU : per saperne di più…

IMU : che cos’è ? A che serve ? Chi la deve pagare? Se ne vuoi sapere di più su questa vecchia/nuova tassa vai alla sezione “documenti” di questo sito e troverai la “Guida pratica all’Imu” dove ci sono tutte le risposte alle tue domande. http://www.demetriodelfino.it/documenti/

Il centrosinistra sulla Commissione d’accesso.

 Oggi si insedierà ufficialmente la Commissione d’accesso nel nostro Comune. L’evento, connotato dunque dei crismi dell’ufficialità, implica una riflessione lucida e approfondita. Non possiamo gioire di una tale decisione, ma ci sembra un atto doveroso alla luce dei tanti accadimenti che hanno caratterizzato la città ed il Comune di Reggio negli ultimi anni. Volutamente facciamo riferimento anche agli anni passati, nella convinzione che la Commissione d’accesso non si possa limitare ad un’indagine relativa agli ultimi sette mesi e nella ulteriore consapevolezza della necessità di non lavorare a compartimenti stagno. Riteniamo, infatti, che la verifica dei Commissari debba, in modo imprescindibile, riguardare anche la gestione economico finanziaria del Comune, alla luce, tra l’altro, di una relazione ministeriale che certifica il modo dissennato e spregiudicato in cui è stata gestita la cosa pubblica negli ultimi otto anni. Prendiamo atto, altresì, della prima presa di distanze, da parte del primo cittadino, dalle gestioni amministrative passate. Queste dichiarazioni, tuttavia, ci appaiono quanto mai tardive e contraddittorie tenuto conto del fatto che Continua a leggere

Reggio: alzati e cammina!

Proponiamo qui,una lettera pubblica inviata a strill.it da una nostra concittadina.Secondo noi merita divulgazione e riflessione.Leggo spesso lamentele da parte dei miei concittadini sulla mentalità che caratterizza la nostra città. Reggio è bella – dicono – ma sono i reggini a dover cambiare. Perfettamente d’accordo. Ma mi chiedo e vi chiedo: Chi sono i Reggini? Non siamo forse noi che viviamo in loco e che siamo sempre pronti a puntare il dito contro la pagliuzza del nostro vicino, non guardando la trave nel nostro occhio? Se la volontà di cambiamento esiste davvero, perché non iniziare nel nostro piccolo a cambiarla davvero questa città? Eh si, ti pare facile … se sono solo io a farlo tanto vale adeguarmi alla volontà della maggioranza della gente! Niente di più sbagliato. L’educazione civica viene insegnata sin dalla tenera età nelle scuole ma, se non trova riscontro nei comportamenti di ognuno di noi, diviene una mera lezioncina da cattedra. Iniziamo a non gettare le carte a terra, lo fareste in casa vostra? La raccolta differenziata è un grande passo per la civiltà, non facciamo dietrologia pensando che tanto comunque non verrà mai smaltita correttamente. Il detto “Riggiu non vindiu mai ranu…” è stato da Continua a leggere

Delfino: riflettere su totale abbandono delle periferie

 Lungo la Via Chiesa Nuova di Ortì, nel tratto compreso tra i numeri civici dal 54 al 70, si è prodotto un vistoso e vasto dissesto consistente in buche e abbassamento della sagoma stradale, in particolare presso una grata di deflusso dell’acqua piovana. Tale stato dei luoghi costituisce serio pericolo per la circolazione veicolare e pedonale.  Segnalatami alcuni giorni fa da residenti che mi hanno chiesto di poterlo fare presente a chi di competenza.Si richiede pertanto un intervento su tutta la zona che risulta in vari tratti dissestata. Anche da questi elementi si potrebbe fare una riflessione generale sullo stato di totale abbandono delle periferie reggine.A tal proposito sarebbe utile un sopralluogo di verifica andando nei tantissimi quartieri di periferia che versano in gravi condizioni derivanti dai servizi carenti anche e soprattutto in relazione alla mancata manutenzione che il caso richiede.Cosa si può appurare facendo un giro a Vinco, Pavigliana, Paterriti, Ortì, Podargoni,  Terreti, Villa San Giuseppe, Pettogallico,Valanidi,Sambatello,Concessa,Pellaro,Ravagnese ma anche Sbarre, Gebbione etc.. etc..?E’ il caso che il Sindaco,gli Assessori ed i dirigenti programmino un tour per vedere con i propri occhi in che stato sono ridotti questi quartieri della nostra città metropolitana. Il consigliere comunale Demetrio Delfino.

Rc, ”Se non ora quando?” ad Arena: ”Di chi sei il sindaco?”

Di seguito nota del gruppo ”Se non ora quando?”: Le donne del “Se non ora, quando?” di Reggio Calabria stamattina in occasione del consiglio comunale hanno consegnato al dott. Arena, in qualità di f.f. assessore alle politiche sociali, e ai capigruppo una lettera, in cui erano poste sette specifiche domande sullo stato di attuazione e sui programmi di realizzazione delle politiche sociali in città. Alla lettera è allegato il documento politico SNOQ, in cui le politiche sociali sono un elemento fondamentale per l’attuazione di una incisiva politica di genere e di sostegno ad anziani, minori, disabili. Su questo attendiamo risposte chiare e comportamenti volti all’interesse della città. Non abbiamo avuto l’impressione che stamattina il sindaco e la sua maggioranza avessero in mente queste priorità, visto che hanno provato inutilmente a invalidare la seduta del Consiglio, tentando di rimandare quindi sine die problemi importantissimi all’ordine del giorno. Non crediamo che il welfare si risolva unicamente in patti di tipo sindacali per risarcire il terzo settore di crediti sui servizi alla persona ed all’assistenza. La sicurezza sociale deve essere garantita nell’erogazione dei normali diritti dei cittadini. Per questo motivo abbiamo anche rivolto nel documento le domande: 1. Quando e con quali modalità sarà attivato il tavolo da Lei già annunciato, dedicato alle politiche sociali e come si relazionerà con le realtà femminili operanti sul territorio? 2. Quando sarà attivata la consulta delle donne e in base a quali criteri saranno chiamati a farne parte associazioni e comitati? 3. Quando sarà introdotto il bilancio di genere? 4. Cosa sta facendo il Comune con riferimento all’AVVISO PUBBLICO REGIONALE “CASE ACCESSIBILI” – Interventi di eliminazione delle barriere architettoniche e domotica nelle abitazioni private dei soggetti diversamente abili del GIUGNO 2011? 5. Come intende far fronte all’emergenza degli asili comunali, in cui mancano dal 22 dicembre gli insegnanti di sostegno? e nel frattempo, i bambini disabili come saranno supportati nelle scuole? 6. Quale voce del bilancio preventivo 2012 risponde ad azioni di welfare? 7. Quando ci sarà un assessorato alle politiche sociali effettivamente funzionante e con l’organico adeguato? E’ per questo che ripetiamo ad Arena, ancora una volta: DI CHI SEI IL SINDACO?, chiedendogli di dare finalmente concrete dimostrazioni di esserlo per tutti i cittadini e le cittadine, cominciando da far diventare una sua delega un vero e proprio assessorato funzionante alle politiche sociali. “Se non ora, quando?” Reggio Calabria

Comune ,verso la nomina della commissione d’accesso.

REGGIO CALABRIA. La prefettura di Reggio Calabria ed il ministero dell’Interno stanno valutando la possibilità della nomina di una commissione d’accesso al Comune di Reggio, dopo le richieste avanzate nei mesi scorsi da alcuni gruppi politici. E’ probabile che il decreto arrivi fin dai prossimi giorni e le valutazioni tra Prefettura e Ministero ( nella foto il ministro Cancellieri) sarebbero “coincidenti” ed andrebbero, appunto, verso la nomina della commissione d’accesso. Sulla situazione del Comune di Reggio Calabria il prefetto, Luigi Varratta, ha inviato varie relazioni al Viminale, l’ultima delle quali nel periodo di Natale, alcune settimane fa cioé. La nomina della Commissione d’accesso tocca al Prefetto.La notizia è ancora ufficiosa, ma la conferma potrebbe giungere già nelle prossime ore, al massimo fra qualche giorno. E non è escluso che entro la fine di questa settimana si possa già conoscere la composizione della Commissione d’accesso che avrà il compito di verificare i sospetti di infiltrazione mafiosa. Sospetti inseriti in una  relazione che la questura ha consegnato a fine dicembre al prefetto Varratta. Quest’ultimo ha inviato una comunicazione al Ministero nella quale sono state inserite le risultanze investigative che, nell’ultimo anno, hanno toccato l’amministrazione comunale di Reggio. L’ultimo episodio in ordine di tempo ha riguardato l’arresto del consigliere comunale di centrodestra Pino Plutino, ex assessore all’Ambiente finito in manette con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Per la Dda reggina, Plutino sarebbe vicino alla cosca Caridi che, stando alle indagini, avrebbe contribuito alla sua riconferma a Palazzo San Giorgio.  Nella relazione del prefetto sarebbe finita anche la vicenda della Multiservizi, la società mista gestita per il 51% dal Comune che, secondo la Direzione distrettuale antimafia, sarebbe stata in mano alla cosca Tegano. Sullo sfondo, infine, l’inchiesta sulla voragine delle casse comunali che, secondo i periti della ministero dell’Economia, ammonterebbe a oltre 140 milioni di euro. F. Chindemi-L.Musolino